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Comincia la settimana ministeriale dell'Assemblea Generale. Con molti temi nuovi

Gianna Pontecorboli

Mercoledi' 18 Settembre 2019
Tanti presidenti e primi ministri provenienti da tutto il mondo, ma anche centinaia di giovani, i rappresentanti del mondo finanziario internazionale e gli scienziati che studiano i cambiamento climatici, i manager dell'industria privata e i volontari delle organizzazioni non governative. Tra pochi giorni, si aprira' ufficialmente al Palazzo di Vetro la settantaquattresima sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu. Al grande raduno annuale della diplomazia mondiale parteciperanno i leader dei 195 paesi che fanno parte dell'organizzazione internazionale.
Mai come quest'anno, pero', a cercare insieme una strada per la soluzione dei problemi del mondo saranno anche i rappresentanti di una societa' civile allargata, che sara' chiamata forse per la prima volta con altrettanta enfasi ad offrire le proprie soluzioni.
''La sfida piu' grande che i leaders e le istituzioni si trovano di fronte e' di dimostrare alla gente che hanno a cuore i loro problemi e di mobilitarsi per trovare delle soluzioni che diano delle risposte concrete alle ansieta' delle popolazioni '', ha spiegato il Segretario Generale dell'Onu, Antonio Guterres, parlando con i giornalisti.
Come di consueto, il fulcro del raduno sara' la settimana ministeriale, dal 24 al 30 settembre, quando si alterneranno sul podio presidenti, primi ministri e ministri degli esteri .
Donald Trump sara' certamente presente. Come vuole la tradizione, il presidente americano sara' il secondo a parlare, immediatamente dopo il Brasile, che sara' rappresentato dal presidente Jair Bolsonaro. L'accostamento di due personaggi al centro di molte polemiche servira' a riscaldare gia' dalle prime battute il livello del dibattito. A parlare sicuramente dal podio saranno anche il presidente egiziano Abdel Fattah el Sisi, quello francese Emmanuel Macron, quello indiano Narendra Modi e il suo collega pachistano Imran Kahn. Sono quasi sicuri gli interventi del leader turco Tayyip Erdogan del presidente iraniano Hassan Rouhani e del principe saudita Mohammed bin Salman.
 Vladimir Putin, da parte sua, ha scelto di rimanere a Mosca e mandera' a rappresentarlo il piu' navigato dei suoi diplomatici, il ministro degli esteri Sergey Lavrov. La Russia, pero', ha presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza per il mese di settembre, e questo permettera' alla diplomazia russa di organizzare almeno due riunioni a livello ministeriale per discutere quello che sta a cuore a Mosca.
Assenti, probabilmente, saranno anche alcuni altri protagonisti di rilievo, come il cinese Xi Jinping e la tedesca Angela Merkel.
 
Dal podio, come sempre avviene, tutti si rivolgeranno alla propria opinione pubblica interna e Trump, si prevede, fara' soprattutto un discorso elettorale. Nel corso di una lunga e tesa settimana, pero', ci sara' un'occasione unica di confrontarsi e di scontrarsi, in pubblico o piu' spesso protetti dalla riservatezza di un incontro bilaterale, sugli innumerevoli problemi del mondo odierno. Nei corridoi del Palazzo di Vetro, si parlava nelle scorse settimane di un quasi sicuro incontro a quattr'occhi tra il leader iraniano e Donald Trump. Adesso, dopo gli attacchi alle raffinerie in Arabia Saudita, che la Casa Bianca ha attribuito all'Iran, il vertice sembra essere saltato, ma nessuno si sente di escludere una sorpresa. Si parlera' poi ancora molto della Siria, dello Yemen e della Libia, anche se nessuno si aspetta che dal grande consesso della diplomazia internazionale emergano quest'anno delle soluzioni nuove. In mancanza di autentiche aperture verso una soluzione politica stabile, il discorso puntera' soprattutto sugli aiuti umanitari da destinare ai profughi siriani, alla popolazione di Idlib e ai detenuti nei campi profughi della Libia. Assai aspri, poi, potrebbero essere i confronti sul futuro dell'Afganistan, sulla crisi del Kashmir e sul futuro del Venezuela
A dare il vero tono nuovo all'apertura dell'Assemblea Generale saranno pero' tutta una serie di eventi collaterali.
Ad aprirli sara' sabato 21 settembre il Summit dei giovani sul clima, durante il quale i giovani leader guidati dalla sedicenne e ormai famosa Greta Thunberg chiederanno agli adulti di impegnarsi di piu' per salvare il pianeta e offriranno le loro soluzioni.
Sempre sabato, in una serie di riunioni che occuperanno l'intero Palazzo di Vetro, si parlera' di transizione delle industrie, di energia pulita, di prezzi del carbone e di rispetto per le risorse naturali.
L'attenzione sui cambiamenti climatici , infine, si focalizzera' ancora di piu' quando i politici si incontreranno con i rappresentanti del settore privato e della societa' civile nella grande sala dell'Assemblea Generale per Climate Action Summit convocato dal Segretario Generale per discutere lunedi 23 le proposte per raggiungere gli obbiettivi degli Accordi di Parigi.
Al Summit, il grande assente sara' sicuramente Donald Trump. Anche se la Casa Bianca ha fatto sapere che la rappresentanza degli Stati Uniti sara' di alto livello, non c'e' dubbio che il presidente americano sara' sotto accusa a causa della sua piu' volte manifestata volonta' di dissociarsi dagli accordi parigini,
Per la societa' privata e il mondo finanziario, poi, ci saranno altri pulpiti da cui far sentire la propria voce. Nella grande settimana della diplomazia mondiale, infatti, non si parlera' solo di clima, ma anche di assistenza sanitaria per tutti e soprattutto di sviluppo sostenibile.
''Martedi i leaders si riuniranno per discutere l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile,'' ha spiegato Guterres ,''non dobbiamo guardare avanti con il prisma dell'economia dell'ultimo decennio ma attraverso quello della prossima decade, realizzare il potenziale di una quarta rivoluzione industriale, ma salvaguardarci dai suoi rischi''.

Gianna Pontecorboli
 



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