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Chi e' la ventisettenne dello Sri-Lanka che ha il compito di parlare ai leader del futuro. Nel loro linguaggio.

Gianna Pontecorboli

Martedi' 20 Novembre 2018
27 anni, con un sorriso aperto e ancora da ragazzina sempre stampato sul viso, Jayathma Wickramanayake non ha certo l'aria del consumato diplomatico. La giovane donna che il segretario generale dell'Onu ,Antonio Guterres, ha scelto come inviato per la gioventu' delle Nazioni Unite a giugno del 2017, invece, ha gia' alle spalle un lunga carriera e ha di fronte un futuro faticoso, complesso e impegnativo . Nata in Sri Lanka, gia' all'Universita' Jayathman si e' trovata coinvolta in un progetto del ministero degli Esteri del suo paese per selezionare i giovani leader emergenti. Appena laureata, nel 2012, ha partecipato come giovane delegata all'Assemblea Generale dell'Onu, poi e' diventata membro della International Youth Task Force alla World Youth Conference del 2014 e e' stata eletta senatrice dello Sri Lankan Youth Parliament. Insieme ad alcuni altri, ha creato un'organizzazione chiamata Hashtag Generation, per migliorare le capacita' dei giovani, in particolare le donne, a partecipare alla vita politica del piccolo paese asiatico.

Adesso, dopo la sua nomina, Jayathma e' diventata l'immagine delle esigenze e dei desideri dei giovani di tutto il mondo all'interno dell'organizzazione internazionale.

I suoi compiti sono molti e diversi. Nel suo ruolo, ufficialmente, deve lavorare per ampliare l'impegno e la partecipazione giovanili nella quattro aree principali del lavoro dell'Onu, lo sviluppo, i diritti umani, la pace e la sicurezza e l'azione umanitaria, e ''assicurare che i giovani abbiano una voce in tutti questi processi all'Onu''.

''Istituzionalizzare la partecipazione dei giovani e' importante perche', come giovane delegata, mi sono accorta che i giovani lavorano duramente sul terreno, ma non hanno accesso alle discussioni che li riguardano alle Nazioni Unite, anche se spesso sono presenti in maniera informale attraversi i loro network o nelle organizzazioni non governative . Tutto questo dovrebbe cambiare. Faccio solo un esempio, quando un governo manda una delegazione per negoziare una dichiarazione che riguarda la pace e la sicurezza , dovrebbe includere nel gruppo anche un rappresentante dei giovani '' , ha spiegato Jayathma in un'intervista.

Nella pratica, da quando ha avuto l'incarico,la rappresentante di Antonio Guterres e' diventata instancabile. Poche settimane fa , era in Egitto, a promuovere la sua visione al World Youth Forum di Sharm El Sheikh, a cui hanno partecipato piu' di 5.000 giovani uomini e donne proveniente da 145 diversi paese e perfino la vincitrice del premio Nobel per la pace Nadia Murad.

A settembre, la giovane donna si e' trovata fianco a fianco con l'ex governatre della California, Jerry Brown, l'inviato speciale di Guterres per il clima, l'ex sindaco di New York Michael Bloomberg, e altri tre stagionati diplomatici internazionali, alla direzione del Global Climate Action Summit a San Francisco.

''La mia presenza significa il riconoscimento del potere trasformativo della gioventu' in qualita' di partner a pari livello nella lotta contro i cambiamenti climatici'', ha spiegato in un comunicato.

Si tratti di clima o di pace, di istruzione o di avviamento al lavoro, in Africa come in Asia o negli Stati Uniti, Jayathma sembra essere ovunque, pronta a spronare i giovani a intervenire e i piu' anziani ad ascoltarli.

Purtroppo, da diplomatica consumata quale e' ormai diventata, la giovane donna si rende anche conto con chiarezza di quali possono essere i limiti e le sfide del suo impegno.

''C'e' una crescente retorica riguardo alla partecipazione dei giovani nei processi formali,'' ha confessato in una lunga intervista concessa a UN News,'' Se tutti riconoscono che i giovani devono avere un posto a tavola, quando si tratta di passare alla concretizzazione molti fanno spesso un passo indietro. Si trovano delle scuse per non includerli nelle discussioni che riguardano l'investimento nella gioventu' o le possibilita' di trovare strade nuove per spingere i giovani di culture diverse a partecipare. La mia vera sfida, ora, e' di convertire le belle parole in fatti concreti''.

Per superare gli scogli, la sua ricetta immediata e' soprattutto quella di spiegare che cosa significa il freddo gergo diplomatico a quei ragazzi dei villaggi e delle comunita' piu' sperdute che spesso fanno fatica a comprenderlo. Quando puo', lo fa di persona, ma senza mai dimenticare quei linguaggi imparati sui social media che sono familiari per le nuove generazioni anche negli angoli piu' sperduti nel mondo.

anche su Corriere del Ticino











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