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Un monumento eretto per onorare i caduti della prima Guerra Mondiale fa riesplodere le polemiche

Gianna Pontecorboli

Sabato 10 Novembre 2018
Per gli automobilisti che ogni giorno attraversano il Blandesburg Cross, il trafficato incrocio di strade nel cuore del Maryland, la grande croce alta piu' di dieci metri, costruita in granito e cemento, e' una visione piu' che familiare. Il monumento che domina il crocicchio a poche miglia da Washington giganteggia infatti ormai dal lontano 1925.
Adesso, pero', tutto questo potrebbe cambiare e proprio quella massiccia croce bianca rischia di riaccendere un vecchio dibattito che l'America non e' mai veramente riuscita a risolvere.
La settimana scorsa infatti, la Corte Suprema ha accettato di decidere se lo storico monumento dovra' essere abbattuto. E con questo finira per intervenire una volta di piu' su un argomento, quello dei limiti della separazione tra stato e chiesa, che da molti anni divide il paese e su cui la stessa Corte e' stata, fino ad ora, incapace di prendere una posizione precisa.
Eretta per onorare i 49 soldati della Prince George County caduti alla fine della Prima Guerra Mondiale, in gran parte in Francia, la croce era stata finanziata inizialmente dalla American Legion, un'associazione di veterani, con il contributo di diverse famiglie e imprenditori locali. Dal 1961, pero', la proprieta' del terreno e' passata alla Maryland-National Capital Park and Planning Commission, e lo Stato del Maryland ha finanziato fino ad ora la manutenzione del memoriale con una spesa di oltre 117 mila dollari.
L'idea di una croce su un terreno pubblico per ricordare i caduti in guerra, tuttavia, ha suscitato negli ultimi anni diverse opposizione
Nel 2014, cosi', la American Humanist Society, un'associazione che rappresenta agnostici, atei e altri gruppi secolari, ha deciso di fare causa, chiedendo la distruzione del massiccio memoriale.
''I veterani possono essere onorati in modi che non promuovono una particolare religione
e rispettano la diversita' religiosa dei cittadini del Maryland'', ha spiegato Rachel Laser, presidente dell'organizzazione American United for Separation of Church and State,'' E per di piu' il monumento e' in cattive condizioni, costituisce un rischio, e le spese dello Stato per il suo mantenimento rappresentano un eccessivo coinvolgimento religioso''.
Alla richiesta di abbattimento si sono subito opposti, insieme alla American Legion, diversi gruppi conservatori e lo stesso governatore del Maryland , il repubblicano Larry Hogan.
“Questo e' un monumento che ha una dedica secolare e e' stato usato per quasi un secolo per eventi patriottici di ogni tipo. La croce rappresenta solo il simbolo della morte durante la prima Guerra Mondiale e la corte ha riconosciuto in passato che usare simboli religiosi per comunicare un messaggio prevalentemente non religioso non e' incostituzionale'' , ha sostenuto l'American Legion.
Lo scorso anno, la Corte d'appello di Richmond ha sostanzialmente dato ragione all'American Humanist Society e stabilito, prima con una sentenza divisa di tre giudici, e poi rifiutando con 8 voti a favore contro 6 di riconsiderare il caso, che la croce latina e' prevalentemente un simbolo cristiano e che il memoriale onora i veterani cristiani piu' degli altri. E ne ha quindi ordinato la distruzione. Inutili sono stati i tentativi di compromesso, come quello di far tagliare le braccia della croce per farla somigliare a un obelisco.
Adesso, dopo una richiesta presentata dalla American Legion e da diverse altre associazioni, la parola e' passata alla Corte Suprema. Le premesse, pero', non sembrano lasciar sperare in una soluzione decisa.
Negli anni piu' recenti, infatti, diverse sentenze hanno protetto le istituzioni religiose, come per esempio quando hanno concesso a una chiesa del Missouri di ricevere finanziamenti pubblici o a una cittadina dello Stato di New York di aprire le sue cerimonie pubbliche con una preghiera cristiana. Nei confronti dei monumenti pubblici contenenti simboli religiosi, pero' , le opinioni sono spesso state discordi , alcuni sono stati permessi, altri vietati. Le recenti nomine di Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh, ora, potrebbero aver dato una svolta agli orientamenti della Corte, ma sicuramente sia all'interno della magistratura che nella societa' civile, il dibattito sui significati del Primo Emendamento della Costituzione e' destinato a continuare a lungo. E decine di altri monumenti simili potrebbero essere a loro volta a rischio.




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