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LA FLORIDA ESPERIMENTA IL REDDITO DI BASE

500 dollari al mese per tutti i poveri, niente domande e con la benedizione della Silicon Valley

Gianna Pontecorboli

Giovedi' 15 Febbraio 2018
500 dollari al mese come ‘’reddito di base universale’’ per tutte le famiglie povere. Senza bisogno di compilare fastidiosi moduli per richiederli e soprattutto senza offrirsi di lavorare, o almeno di cercare lavoro, per poterne usufruire.

Schiacciata dalla crisi di un’agricoltura sempre piu’ meccanizzata che ha fatto diminuire i posti di lavoro per il personale non specializzato e dalle esigenze della vicina Silicon Valley che hanno fatto aumentare a dismisura i prezzi delle abitazioni, la cittadina californiana di Stockton e’ da tempo in crisi finanziaria e nel 2012 e’ stata costretta a dichiarare bancarotta.

La via d’uscita, pero’ , e’ arrivata ora con un programma sperimentale chiamato Stockton Economic Empowerment Demostration ( SEED) , che offrira’ appunto una piccola base finanziaria a diverse centinaia di meno abbienti, senza chiedere niente in cambio. A studiarlo e a sostenerlo sono stati diversi nomi di punta della Silicon Valley, preoccupati per gli effetti che l’innovazione tecnologica avra’ sempre di piu’ sull’occupazione . Gia’ l’estate scorsa, in un discorso pronunciato a Harvard, Mark Zuckerberg si era espresso a favore del ‘’reddito universale’’ e aveva spiegato che “Ci dovremo occupare di decine di milioni di posti di lavoro rimpiazzati dall’automazione’’. Adesso, il progetto di Stockton e’ diretto da un altro gigante della tecnologia, Chris Hughes, che lo ha finanziato personalmente con un milione di dollari insieme alla Goldhirsh Foundation .

Il reddito extra offerto ai meno abbienti servira’ per studiare concretamente gli effetti dell’inatteso beneficio per la popolazione, non soltanto sulla salute , la felicita’ e l’autostima dei recipienti, ma anche sulle scelte sociali, politiche e perfino criminali dell’intera cittadina.

‘’Come sindaco e’ mia responsabilita’ fare tutto quello che posso per cercare la strada migliore per assicurare alla gente nella nostra comunita’ una vera piattaforma economica’’, ha spiegato il sindaco di Stockton, Michael Tubbs, un ventisettenne cresciuto in una famiglia molto povera,’’Stockton e’ il ‘’ground zero’’ di molti dei problemi che abbiamo come paese’’.

Quella di un ‘’reddito universale di base’’, concesso a tutti o a parte dei cittadini senza chieder nulla in cambio, in realta’, non e’ affatto un’idea nuova . I programmi tradizionali di aiuto. infatti, funzionano spesso poco e male. Il governo statunitense , solo per fare un esempio, spende ogni anno piu’ di un mliardo di miliardi in aiuti ai piu’ indigenti, eppure un americano su otto vive al di sotto dei limiti di poverta”. Per cercare di porre rimedio a questa situazione, gia’ negli anni ’60 l’economista Milton Friedman aveva proposto una ‘’tassa negativa’’ da distribuire ai redditi piu’ bassi e il presidente Nixon aveva cercato, senza successo, di trasformare l’idea in una legge.

Da allora, la prospettiva di un ‘’reddito universale’’ per i piu’ poveri o per l’intera popolazione ha continuato a farsi strada. Ad appoggiarla, sia pure con modalita’ profondamente diverse, sono stati a fasi alterne gli economisti e i politici conservatori e i rappresentanti dei sindacati e della sinistra. Qualcuno lo ha proposto come una soluzione per eliminare o ridurre l’odiato’’ Welfare State’’, altri per garantire , oltre agli aiuti per i poveri, il minimo necessario per la sopravvivenza a chi e’ rimasto senza lavoro. Ciascuno ha offerto la sua soluzione per finanziarlo. Diversi paesi, dalla Finlandia all’India, stanno avviando una sperimentazione, mentre altri , come la Svizzera, lo hanno respinto .

Negli Stati Uniti sono stati gia’ tentati dei piccoli progetti, in Alaska e nella tribu’ dei Cherokee , ma nessuno di loro e’ stato studiato abbastanza da offrire un quadro della situazione. Che cosa crea il reddito garantito, una popolazione piu’ serena e piu’ impegnata o un esercito di fannulloni scontenti? ‘’Sfortunatamente fino ad ora non siamo in grado di rispondere alle domande piu’ pressanti sugli effetti che il reddito universale puo’ avere sulla partecipazione alle forze di lavoro o sulla criminalita’’’, ha confermato Mouchine Guettabi, professoressa di economia all’Universita’ dell’Alaska.

Adesso, i giganti della Silicon Valley sono convinti che una risposta piu’ precisa potrebbe arrivare proprio dal progetto di Stockton . E hanno aperto il portafoglio per averla.

anche sul Corriere del Ticino







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