Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


TRUMP DA VIVO DIETRO LE QUINTE DELL'ONU

UNA SETTIMANA DI FUOCO ALL'ONU

BACHELET CONTRO SALVINI, MA E'SOLO IL PRIMO PASSO

IL 2018 DEL PALAZZO DI VETRO

TROPPI RISCHI PER I CASCHI BLU

USA E CINA A CONFRONTO ALL'ONU

L'ITALIA FA PARLARE DEI RIFUGIATI

GUTERRES MEDIATORE DI PACE

LA SCURE DI TRUMP SULL'ONU

La voce di Donald a Palazzo di Vetro

Onu/Italia: accordo salva la faccia all'Aja e a Roma

RIFUGIATI-IL LAVORO IMPOSSIBILE DI FILIPPO GRANDI

RIFUGIATI-COME FUNZIONA LA MACCHINA DELL'ACCOGLIENZA IN USA

RIFUGIATI-IERI COME OGGI

UN'IDEA PER LA DEMOCRAZIA

USA E CINA A CONFRONTO ALL'ONU

Il dialogo o lo scontro tra la vecchia superpotenza e qualla nuova condizionera' il futuro del mondo? Il parere di Abdelkader Abbadi, ex direttore dell'ufficio politico del Consiglio di Sicurezza

Gianna Pontecorboli

Giovedi' 4 Gennaio 2018
Da quando e’ stata fondata, l’Onu e’ sempre stata il terreno di incontro e di scontro tra le due grandi potenze, gli Stati Uniti e la Russia. Adesso, pero’, la storica competizione potrebbe ora essere sostituita da un nuovo, e non meno difficile rapporto, quello tra gli Stati Uniti e la Cina. I primi segnali della svolta si sono gia' visti negli ultimi mesi del 2017, e ora l'anno appena iniziato potrebbe consolidare una situazione del tutto nuova non soltanto sotto il tetto del Palazzo di Vetro ma a livello mondiale,
Sull'argomento abbiamo chiesto il giudizio di Abdelkader Abbadi, ex direttore dell’ufficio politico del dipartimento del Consiglio di Sicurezza all'Onu e ora attento osservatore e commentatore della realta' delle Nazioni Unite per diverse pubblicazioni.
D)La crisi coreana, ma non solo quella, hanno portato recentemente l'attenzione di molti sul nuovo ruolo della Cina sulla scena della diplomazia mondiale e sui suoi rapporti con gli Stati Uniti. Quali sono le ragioni di questo cambiamento?
R)Bisogna considerare alcuni fatti. Senza alcun dubbio, la Cina e’ in fase di rinascita . In assenza di una guerra generale, difficilmente immaginabile nella situazione attuale, o di una minaccia seria all'integrita' territoriale della Cina, l'economia cinese si avvia a diventare la prima economia mondiale entro il 2020.
Nel 2011 gli Stati Uniti potevano contare sul 17,15 per cento del prodotto interno lordo mondiale, l’Europa ne aveva il 16,8 per cento e la Cina il 14,9. Nel 2060, pero’, la Cina salira’ al 28 per cento, mentre gli Stati Uniti scenderanno al 16,8, subito dopo l’India e prima dell’Europa, che avra’ il 13,3 per cento. Negli ultimi cinque anni, il prodotto interno lordo cinese e’ cresciuto del 30 per cento e 60 milioni di persone sono uscite dalla poverta’. Secondo il giudizio di ‘’Le Monde’’, inoltre, la Cina si appresta a divenire ‘’la fucina dell’innovazione’’, soprattutto nel settore dell’intelligenza artficiale, ha ricchezza di talenti e competenze e puo’ contare su un milione e mezzo di ricercatori. In base a un sondaggio realizzato dal Pew Research Center l’80 per cento dei cinesi si dichiarano soddisfatti della direzione presa dal paese.
Ovviamente non mancano i punti dolenti. La Cina e’ ancora un paese in via di sviluppo e lo stesso presidente Xi si e’ lamentato per gli squilibri del sistema. Il debito pubblico e’ enorme e l’inquinamento minaccia ancora le citta’ malgrado gli enormi sforzi per contenerlo . Nei paesi occidentali, sono in molti a pensare che il presidente Xi abbia accumulato troppo potere, soprattutto dopo l’ultimo congresso del Partito Comunista. I diritti dell’uomo e la liberta’ di stampa lasciano a desiderare.
I passi da gigante che Pechino ha fatto, pero’, lasciano prevedere che la competizione tra le due superpotenze sia destinata a accentuarsi, anche in assenza di una grande forza militare cinese.

D) Come portanno essere a suo giudizio le relazioni tra i due paesi, in particolare al Palazzo di Vetro?
R) Sicuramente la pace nel mondo dipendera’ strettamente dalla relazione tra queste due grandi potenze e da come questa relazione sara’ gestita. Quello che dobbiamo chiederci e' se la competizione sara' pacifica e vantaggiosa per entrambe le superpotenze o portera’ a degli episodi di crisi gravi e minacciose. In futuro, la soluzione dei conflitti sara’ sempre piu’ legata alla qualita’ delle relazioni cino-americane. Le due superpotenze, quella esistente e quella che sta rinascendo influenzeranno profondamente il nostro pianeta.
Gli studiosi ricordano spesso la teoria dello storico ateniese Tucidide, secondo cui quando emerge una nuova potenza mondiale c'e' inevitabilmente una guerra con la potenza preesistente .Questo pero’ non e' fatalmente vero per la Cina e gli Stati Uniti. L’esistenza di un enorme arsenale nucleare di questi due e di altri paesi puo’ essere una forza sufficiente per allontanare il rischio di una guerra tra la vecchia e la nuova potenza, e la crescente resistenza delle popolazioni a una conflitto nucleare puo’ servire da deterrente. Potrebbe pero’ esserci dei conflitti regionali o locali, una guerra commerciale o uno scontro per il possesso di certe isole strategiche. Tutto questo potrebbe essere evitato se le due superpotenze faranno della loro collaborazione una priorita’.
D) Negli ultimi giorni, c’e’ stata tensione tra i due paesi quando la Casa Bianca ha accusato la Cina di evadere le sanzioni contro la Corea del Nord. Partendo dal presente, quali segnali sul futuro delle relazioni tra i due paesi si possono gia’ cogliere ?
R )Per conto mio, al di la’ dell’immediato, la base di una cooperazione tra i due paesi esiste gia’. Ci sono dei punti di convergenza e delle cause comuni come gli investimenti, il commercio, la lotta al terrorismo, lo sviluppo durevole, la riduzione delle tensioni con la Corea del Nord e in Medio Oriente, e anche il rafforzamento della diplomazia alle Nazioni Unite.
Contemporaneamente esistono dei punti di frizione. Il presidente Trump evoca e sembra deciso a praticare il nazionalismo e il protezionismo, mentre Xi Jinping sostiene la globalizzazione e l’apertura dei mercati . Ci sono e continueranno a manifestarsi delle tensioni su questioni che la Cina considera ‘’non negoziabili’’come Taiwan e le isole dell’Oceano Indiano.
Con un’Europa sempre piu’ preoccupata dei suoi affari interni, comunque, Il nuovo anno potrebbe offrire a Donald Trump e a Xi Jinping l’occasione per una collaborazione benefica per l’economia e la pace nel mondo.

Anche su Corriere del Ticino




Powered by Amisnet.org