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Il Nord della Cina è al freddo

Colpa degli errori di gestione nel processo di decarbonizzazione

Venerdi' 15 Dicembre 2017
Migliaia di persone nel nord della Cina sono rimaste al freddo per errori di programmazione nella strategia per migliorare la qualità dell’aria e per l’aumento del prezzo del gas. Nella regione dell’Hebei, che circonda la capitale Pechino, le temperature sono già scese attorno ai 6º, ma una grossa fetta della popolazione ha difficoltà con i riscaldamenti. Nel 2013 il governo lanciò un piano per spingere 3 milioni di famiglie ad abbandonare l’utilizzo del carbone nei successivi quattro anni, spingendo i governi locali a sviluppare infrastrutture per il trasporto del gas. In migliaia sono però diventati vittime della corsa delle autorità a centrare gli obiettivi fissati da Pechino, scrive Caixin.

Le direttive dall’alto sono state attuate senza conoscere a pieno la situazione sul territorio. L’amministrazione dell’Hebei, ad esempio, annunciò di poter sostenere il passaggio al gas entro lo scorso ottobre per 1,8 milioni di famiglie dimenticandone altre 700mila. Il costo del gas è inoltre raddoppiato negli ultimi tre mesi. A poco sono serviti gli sforzi per completare all’ultimo le infrastrutture. Il ministero dell’Ambiente pertanto si è visto costretto a rivedere le proprie strategie permettendo l’uso del carbone e, addirittura, la ripresa delle scorte.

Scritto per Internazionale



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