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La studiosa Shihoko Goto esamina le opzioni del Palazzo di Vetro per superare la crisi

Gianna Pontecorboli

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Shihoko Goto e’ una degli esperti di politica e economia del Nordest Asiatico presso il Woodrow Wilson Center Asia Program a Washington e ha una lunga esperienza di giornalista e di ricercatrice sui problemi dei paesi della regione, dal Giappone alla Corea del Sud e del Nord. Attualmente e’ anche una delle corrispondenti di ‘’The Globalist’’ e e’ membro della Mansfield Foundation/Japan Foundation. In precedenza, ha lavorato come corrispondente da Tokyo per il Dow Jones News Service e per l’United Press International, specializzandosi nella copertura del sistema finanziario e dei rapporti commerciali di tutta l’area. A lei, il Corriere del Ticino ha chiesto un’opinione sui possibili sviluppi della crisi coreana quando, la settimana prossima, i ‘’grandi della terra’’ si incontreranno al Palazzo di Vetro.

D) Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha lanciato l’allarme sui possibili drammatici effetti della crisi coreana. Come pensa che questo influenzera’ la prossima assemblea generale?

R) Il segretario generale ha ragione, e’ veramente una crisi pericolosa, l’atteggiamento aggressivo della Corea del nord e’ una sfida alle leggi internazionali ed e’ visto come un pericolo addirittura peggiore di quello rappresentato dall’Isis .E’ una situazione molto seria per le sue possibili implicazioni e le Nazioni Unite possono giocare un ruolo molto importante. E un esempio di questo e’ stata l’approvazione all’unanimita’ dell’ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza, che ha reso piu’ severe le sanzioni. Pero’ dobbiamo renderci conto che c'e’ un limite a quello che l'organizzazione internazionale puo’ fare, perche’ la Corea del Nord non e' pronta a negoziare con l’Onu in quanto tale. Credo che durante l’Assemblea Generale ci saranno molti incontri e molti colloqui, anche con i rappresentanti della Corea del Nord che saranno presenti , ma credo che in questo caso le trattative debbano essere tra i pricipali partner coinvolti nella regione, gli Stati Uniti, ovviamente, ma anche la Cina, il Giappone, la Corea del Nord e la Russia.

Quello di cui abbiamo bisogno e’ un’opportunita’ per la calma di prevalere, Gli Stati Uniti premono per sanzioni sempre piu’ severe e minacciano un’azione militare, ma la Corea del Nord non ha dato segni di voler fare un passo indietro nelle sue aspirazioni di voler diventare una potenza nucleare, anche se rischia un confronto testa a testa. Per questo e’ importante che ci siano piu’ voci.

D) Antonio Guterres ha offerto apertamente i suoi servizi come mediatore, e lo stesso ha fatto la Svizzera, ma almeno fino a questo momento non sembra che abbiano avuto una risposta positiva.



R)In realta’ ci sono gia’ state delle organizzazioni non governative che hanno provato la strada del dialogo, ma la linea e’ molto sottile, perche’ abbiamo sottostimato la velocita’ con cui la Corea del Nord e’ diventata una potenza nucleare e anche il grado di sofisticazione che hanno raggiunto e ora i tempi sono stretti. Adesso ci saranno altre possibilita’di dialogo, ma certo l’approccio deve essere multilaterale e non ci possiamo attendere un’ autentico sviluppo formale nell’ambito dell’Onu.



D) Che cosa si aspetta da Donald Trump, quando salira’ sul podio dell’Assemblea Generale ?

R) E’ una domanda interessante! Ho una lista di cose che mi auguro dica. Mi auguro che ribadisca la necessita’ di un approccio multilaterale per mantenere la pace in un mondo sempre piu’ instabile, che impegni gli Stati Unti in questo senso e che amplifichi l’importanza delle Nazioni Unite . Ma questa e’ solo la mia speranza...



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D) La crisi coreana ha delle implicazioni economiche non solo per la Corea del Nord ma anche per gli altri paesi della regione, Che importanza avranno nelle discussioni della prossima settimana?



R) La risoluzione approvata la sattimana scorsa e' stata solo l’ultima delle molte che hanno cercato di mettere in ginocchio la Corea del Nord. Ormai il Giappone e la Corea del Sud non hanno praticamente piu' rapporti economici o commerciali con Pyongyang. La Cina e' ovviamente un discorso diverso perche’ la Cina non e’ dipendente dalla Corea mentre la Corea e' molto dipendente dalla Cina. Non e’ una relazione tra pari. La Cina puo permettersi di diminuire il suo appoggio e ci sono molto pressioni da parte degli Usa perche’ lo faccia. Anche la Russia, tra l’altro, ha relazioni abbastanza consistenti, In realta’ la Corea sente gia’ il peso delle sanzioni e la sua spesa militare e’ enorme , ma c’e’ un lasso di tempo prima che le restrizioni diventino effettive e non sarei stupita che il paese abbia gia’ le risorse che gli servono per andare avanti con i suoi progetti.

anche sul Corriere del Ticino




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