Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


GUTERRES MEDIATORE DI PACE

LA SCURE DI TRUMP SULL'ONU

La voce di Donald a Palazzo di Vetro

Onu/Italia: accordo salva la faccia all'Aja e a Roma

RIFUGIATI-IL LAVORO IMPOSSIBILE DI FILIPPO GRANDI

RIFUGIATI-COME FUNZIONA LA MACCHINA DELL'ACCOGLIENZA IN USA

RIFUGIATI-IERI COME OGGI

UN'IDEA PER LA DEMOCRAZIA

Dialogo e regole per la democrazia

DEMOCRAZIA NEL MONDO AL DI LA' DELLE PAROLE

Ban Ki-moon in Italia: un bilancio

ONU_OBAMA E PUTIN FACCIA A FACCIA

SDG, 17 Obiettivi per un pianeta

IL PAPA ESORTA L'ONU

L'INTENSO COMPLEANNO DELL'ONU

GLI OCCHI DEL MONDO SU TRUMP

Il presidente americano arriva per la prima volta sul podio dell'Assemblea Generale dell'Onu

Gianna Pontecorboli

0 0
Che cosa fara’ Donald Trump quando, martedi prossimo, salira’ sul podio degli oratori dell’Assemblea Generale dell’Onu? Leggera’ scrupolosamente il suo discorso scritto o non resistera’ alla tentazione di pronunciare una delle suo clamorose battute improvvisate? Attacchera’ gli appartenenti a quello che ha chiamato ‘’il club dei perditempo’’ o promettera’ di sostenere il multilateralismo? Confermera’ il suo distacco dagli accordi di Parigi sul clima o lascera’ aperto uno spiraglio per la trattativa? E soprattutto, quanto aggressive saranno le parole con cui si rivolgera’ alla Corea del Nord ?

Nella grande sala che ogni anno ospita i rappresentanti del mondo intero per la settimana di apertura dell’Assemblea Generale, i momenti tesi, nel corso degli anni, non sono certo mancati. Basti ricordare la scarpa che Nikita Khrushchev sbatte’ sul podio nel 1960 o la pistola che Yasser Arafat indosso’ apertamente nel 1972.

La settimana prossima, quando si aprira’ al Palazzo di Vetro la settimana di dibattito generale che dara’ ufficialmente il via alla settantaduesima sessione dell’Assemblea Generale, molte cose sembreranno consuete. Come ogni anno, arriveranno nella Grande Mela una folla di capi di Stato, Primi Ministri e Ministri degli Esteri , in rappresentanza dei 193 paesi che fanno parte dell’Organizzazione Internazionale. Come ogni anno, la polizia newyorkese cerchera’ di gestire al meglio gli ingorghi del traffico , mentre i servizi di sicurezza all’interno del Palazzo di Vetro applicheranno con severita’ tutte le misure di sicurezza studiate nelle scorse settimane. Nei sotterranei del grande edificio affacciato sull’East River, dove perfino i giornalisti accreditati potranno addentrarsi con difficolta’ , le stanze che ospiteranno gli eventi a latere e gli innumerevoli colloqui bilaterali sono gia’ pronte.

Ad occupare la carica di presidente, fino a settembre dell’anno prossimo, e’ stato eletto un solido diplomatico, Miroslav Lajcak, un ex ministro degli esteri della Slovacchia che era stato anche uno dei candidati alla posizione di segretario generale. Anche la lista dei presenti, ormai, e’ stata definita. Gia’ si sa, per esempio, che Angela Merkel, impegnata nelle elezioni, non salira’ sul podio di persona, mentre il presidente francese, Emmanuel Macron fara’ il suo debutto ufficiale sulla scena internazionale e le voci di corridoio prevedono che si presentera’ come l’anti-Trump in difesa degli accordi di Parigi.

Tra i personaggi di primo piano, mancheranno anche il presidente russo Vladimir Putin e quelli della Siria, della Corea del Nord e di Cuba, il primi ministri indiano e pachistano , il presidente del Messico Enrique Pena Nieto e quello del Venezuela Nicolas Maduro. In compenso si confronteranno, forse per l’ultima volta personalmente, il palestinese Mahmoud Abbas e l’israeliano Benjamin Netanyahu.

Il calendario degli argomenti da trattare sara’ fittissimo, da quelli piu’ vecchi come gli obbiettivi per lo sviluppo sostenibile e la lotta ai cambiamenti climatici, a quelli piu’ nuovi, come il Global Compact sui migranti e la riforma dell’Onu. Tutti temi sui quali, secondo le parole del nuovo segretario generale Antonio Guterres, si dovra’ cercare di fare dell’Onu uno ‘’strumento per la crescita della diplomazia per la pace’’

Gli occhi di tutti, pero’ , saranno prevedibilmente puntati soprattutto su Donald Trump, un presidente che gran parte del mondo diplomatico internazionale considera imprevedibile e che, in base alla tradizione, sara’ il secondo a parlare, martedi mattina, subito dopo il presidente del Brasile, Michel Temer.

Durante la sua campagna elettorale, nessuno lo ha dimenticato, Trump non esito’ definire l’Onu ‘’un club per gente che si diverte’’ e i suoi funzionari dei volonterosi inetti ‘’con un buon potenziale’’. Subito dopo la sua elezione, la sua amministrazione aveva approvato pesanti e dolorosi tagli al bilancio dell’Organizzazione.

Adesso, grazie anche alle mosse piu’ prudenti del segretario di Stato Rex Tillerson e soprattutto all’attivismo dell’ambasciatrice Nikki Haley , alcune cose sono cambiate e gia’ in aprile il nuovo presidente americano aveva ricevuto molto cordialmente i rappresentanti del Consiglio di Sicurezza alla Casa Bianca. Al Palazzo di Vetro, il presidente americano ha ottenuto qualcosa di quello che voleva, in particolare le trattative per snellire e riformare l’organizzazione. E quando e’ stato il caso, ha anche fatto un passo indietro dalla linea dura, a favore di un dialogo piu’ costruttivo. Perfino sui cambiamenti climatici, il dipartimento di Stato e’ apparso piu’ possibilista quando, venerdi , ha organizzato a New York un incontro con i ministri dell’energia a gli esperti di una dozzina di paesi.

In una situazione internazionale piena di incognite, tuttavia , molti dubbi e molte paure restano.

‘’Credo che nessuno sappia veramente che cosa dira’’’, ha spiegato Richard Gowan,uno studioso dell’European Council For Foreign Relations,’’la sua abitudine di improvvisare in pubblico e’ tale che neppure il suo staff e’ del tutto sicuro di quello che dira’.

Di certo , per un Palazzo di Vetro che non ha nascosto la sua profonda preoccupazione per la crisi coreana, un segnale importante verra’ dalle parole che Donald Trump utilizzera’ nei confronti del leader coreano Kim Jong-un. Lunedi scorso, gli Stati Uniti hanno accettato, cedendo alle pressioni della Cina e della Russia, di far approvare all’unanimita’ al Consiglio di Sicurezza una risoluzione per imporre alla Corea del Nord sanzioni assai meno dure di quanto Washington avrebbero voluto. Adesso, pero’, saranno le frasi di Trump, ancor piu’ degli incontri di Rex Tillerson con i rappresentanti di Pechino, a far capire veramente la direzione della Casa Bianca e quanto sia importante per il presidente americano il dialogo con il presidente cinese Xi Jinping per arrivare a una soluzione diplomatica della crisi.

Altrettanto significativo, poi, quello che Trump dira’, a distanza, a Vladimir Putin, il presidente russo accusato di averlo sostenuto nella corsa alla Casa Bianca ma con cui le relazioni sono state, nelle ultime settimane, tutt’altro che idilliache.

Tra qualche speranza e mille incognite, insomma, nessuno e’ pronto a scommettere che dal podio Trump leggera’ il suo discorso parola per parola. Senza sorprese dalle conseguenze imprevedibili.

anche sul Corriere del Ticino








Powered by Amisnet.org