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GUTERRES MEDIATORE DI PACE

Il Segretario Generale dell'ONU si mette a disposizione per mediare la crisi coreana. E invita il Consiglio di Sicurezza a indicargli la strada

Gianna Pontecorboli

Domenica 9 Luglio 2017
E’ possibile pensare a una mediazione per risolvere la crisi della Corea del Nord? Nel mondo diplomatico internazionale, sempre piu’ teso per le possibili conseguenze delle mosse di due leader imprevedibili,l’ipotesi comincia a farsi largo, sia pure senza molte speranze.

A fare il primo passo e’ stata , nei giorni scorsi, la presidente della Svizzera, Doris Leuthard, che ha proposto di ospitare nel suo paese, che ha una lunga storia di diplomazia neutrale, una riunione a livello ministeriale destinata ad aprire un dialogo tra le parti. ‘’Siamo pronti a offrire il nostro ruolo…come mediatori’’, ha spiegato in una conferenza stampa,” E’ venuto il momento di sedersi a un tavolo. I grandi poteri hanno delle responsabilita’.”

Con un peso ben diverso, e’ intervenuto sull’argomento anche il Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres. Da quando e’ stato eletto, l’ex primo ministro portoghese ha spesso mostrato di voler essere assai piu’ attivo del suo predecessore Ban ki-Moon in un ruolo di ‘’onesto mediatore e messaggero di pace’’, un mediatore capace di essere imparziale rispettando le posizioni e le esigenze di tutti.

Solo poche settimane fa, questa sua ambizione e’ apparsa chiara durante il suo impegnativo viaggio in Israele e Gaza‘’. Durante la sua visita di tre giorni, Guterres non ha certo nascosto le sue posizioni e il suo pensiero. Ha offerto qualcosa, ma non tutto, al leader israeliano, e qualcosa, ma non tutto, alla causa palestinese. ‘’Penso che gli orrori dell’Olocausto siano tali che l’antisemitismo dovrebbe essere morto per sempre,’’ ha detto dopo una sosta al memoriale dello Yad Vashem. ‘’Dichiarare che il diritto all’esistenza dell stato di Israele non esiste e chiedere la distruzione dello stato di Israele sono forme inaccettabili di antisemitismo moderno’’, ha aggiunto poco dopo parlando con Netanyahu. Al tempo stesso, Guterres non ha certo evitato le critiche e la sua decisa opposizione alla politica degli insediamenti e la sua convinzione che solo un processo politico che garantisca anche ai palestinesi la possibilita’ ‘’di vivere meglio in una dimensione economica e sociale’’ potra’ garantire una pace durevole. Ai palestinesi, tuttavia, ha anche ricordato i rischi del terrorismo e dell’incitamento alla violenza.

‘’Gli stati membri sono stati sovrani, ‘’ha puntualizzato Guterres,’’Gli stati membri definiscono la loro posizione in base ai propri interessi, i propri valori e le proprie convinzioni. Come segretario generale dell’Onu, il mio compito e’ essere un mediatore onesto e un messaggero di pace. E essere un mediatore onesto significa essere imparziale’’.

Nei giorni scorsi, parlando alla stampa accreditata all’Onu, il diplomatico portoghese non fatto mistero di augurarsi ora che un Consiglio di Sicurezza unito possa affidargli l’incarico di cercare una sfuggente soluzione diplomatica per quella che ha definito’’la crisi piu’ pericolosa che dobbiamo fronteggiare oggi’’.’’ Come Segretario Generale, sono pronto ad appoggiare ogni sforzo per la soluzione pacifica di questa allarmante situazione , e , come ho detto, per la denuclearizzazione della penisola coreana. La trattativa dipende dalla volonta’ delle parti. Ho segnalato alle parti la mia disponibilita’ ad appoggiare qualsiasi serio sforzo’’.

E, come aveva fatto in Israele e a Gaza, ha concesso qualcosa a ognuna delle parti, ma non ha risparmiato le sue critiche.

‘’Gli ultimi test nucleari e missilistici della Repubblica Democratica della Corea sono profondamente destabilizzanti per la sicurezza regionale e internazionale...Li condanno totalmente...La DPRK mette inutilmente a rischio milioni di persone , compresi i propri cittadini che gia’ soffrono per la siccita’, la fame e le serie violazioni dei diritti umani’’, ha spiegato, subito prima di rivolgere la sua attenzione alla’’retorica del confronto, che puo’ portare a conseguenze non volute’’, ‘’Le potenziali conseguenze di un’azione militare sono troppo orrende’’, ha messo in guardia.

Per rinforzare il suo punto, Guterres non ha esitato a ricordare gli esempi del passato.

‘’Abbiamo l’esperienza della Prima Guerra Mondiale,’’ha ricordato,’’Le guerre di solito non cominciano per una decisione presa sul momento dalle parti. Se guardiamo alla storia, la Prima Guerra Mondiale e’ cominciata passo passo, con una parte che ha fatto una cosa e l’altra che ne ha fatto un’altra e c’e’ stato un crescendo finche’, tutt’un tratto, le parti sono sono accorte di essere in guerra. E questo e’ il rischio che dobbiamo evitare.’’

Adesso, ha lasciato capire, sara’ il Consiglio di Sicurezza a dovergli dare le istruzioni per andare avanti. Anche per i quindi membri che siedono attorno al grande tavolo a ferro di cavallo, pero’, Guterres ha avuto parole molto chiare.

‘’Il mio appello non e’ per una soluzione specifica. E’ per la capacita’ di tutti di unirsi e far presente in maniera chiara alla Repubblica Democratica della Corea la necessita’ di negoziare per arrivare alla denuclearizzazione della penisola coreana. So che il peso dell’Onu e’ limitato. So che la nostra capacita’ e’ limitata, ma voglio solo segnalare alle parti che sono interamente a loro disposizione. Quello che e’ cruciale, qui, e’ l’unita’ del Consiglio di Sicurezza e la capacita’ dei cinque paesi che trattano con la DPRK di unirsi per trovare una strategia unica.’’

Parole diplomatiche, ovviamente, ma anche piu’ che comprensibili per chi abbia voglia di ascoltarle. Adesso, spetta a loro decidere se qualcuno, il Segretario Generale dell’Onu o forse la presidente della Svizzera, potra’ avere quanche speranza come ‘’messaggero di pace’’.












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