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Cantieri Stx, tra Francia e Italia è stallo

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Cantieri Stx, tra Francia e Italia è stallo

Nulla di fatto al vertice ministeriale di ieri per la cessione di Saint-Nazaire a Fincantieri. Parigi vuole un partenariato al 50%, Roma la maggioranza assoluta. La cooperazione militare potrebbe essere il punto di caduta

Andrea Pira

Mercoledi' 2 Agosto 2017

Se ne riparla a settembre. La più classica delle frasi, che di solito accompagna il rinvio delle questioni importanti a dopo le vacanze estive, questa volta nasconde le difficoltà di Italia e Francia a trovare un terreno comune per chiudere il passaggio dei cantieri Saint-Nazaire a Fincantieri. L’incontro di ieri tra i ministri Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda con la controparte francese, il titolare dell’Economia, Bruno Le Marie, non ha appianato le divergenze. Si continua comunque a trattare.


I due governi, spiega una nota congiunta, «esprimono la comune volontà di superare le differenze sull’equilibrio nella struttura di capitale di Stx». La riunione interlocutoria ha rinviato al prossimo 27 settembre il termine per trovare un’intesa. La data sarà quella del bilaterale di Lione tra il presidente francese Emmanuel Macron, e il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Il governo italiano non cede all’ipotesi che Fincantieri possa rinunciare alla maggioranza assoluta di Stx.


La proposta portata sul tavolo da Le Maire prevede invece un partenariato al 50%, con un presidente del consiglio d’amministrazione, designato dal gruppo guidato da Giuseppe Bono, che ha a disposizione un voce preponderante in caso di parità nei processi decisionali. La soglia del 51% dalla quale né Padoan né Calenda sono intenzionati a desistere, viene al contrario ritenuta all’Eliseo e a Bercy (sede del ministero dell’Economia) retaggio di una logica dei simboli dalla quale si deve uscire «per avanzare concretamente» nelle trattative. Allo stato attuale «permangono divergenze che non sono sanabili», ha commentato il titolare del dicastero di Via XX Settembre al termine della riunione.


Il suo omologo francese appare invece più fiducioso sulla possibilità di sbloccare lo stallo che si è creato con la decisione di Parigi di far valere il proprio diritto di prelazione su Stx, procedendo quindi alla nazionalizzazione, anche se temporanea, come più volte ribadito, di Saint-Nazaire. Una scelta verso la quale l’Italia «ha espresso profondo rammarico» e che ha sparigliato le carte dell’acquisizione da parte di Fincantieri del 66% della società, precedentemente in mano ai sudcoreani, rimangiandosi l’intesa sulla governace trovata lo scorso aprile con la passata presidenza socialista di Francois Hollande.


Le Maire ha fatto leva sullo spirito di fratellanza e l’orgoglio nazionale. «Siamo due grandi popoli siamo come fratelli». Per le possibili convergenze occorre guardare all’alleanza tra i due Paesi nel campo dell’industria navale, sia militare sia civile, con l’intento di far nascere «un leader europeo di portata globale». È il progetto di un Airbus navale rilanciato dai francesi nei giorni scorsi combinando le capacità di Fincantieri, Stx e Naval Group, la ex Dcns che nella struttura azionaria pensata dall’Eliseo dovrebbe detenere il 14,6% del capitale dei cantieri, quota da sommare al 33,4% in mano allo Stato francese e a un ulteriore 2% detenuto ai lavoratori. Certo ,come sottolineato dal ministro per lo Sviluppo economico, Calenda, affinché si possa dare vita a questo grande gruppo «occorre che ci sia fiducia reciproca» e quindi rispettare nella sostanza i precedenti accordi.


La quota di Fincantieri in Stx «verrà definita in linea con il suo ruolo industriale di guida», assicura il comunicato congiunto. Già Macron, il giorno stesso della decisione di procedere con la nazionalizzazione, aveva provato a rassicurare il governo italiano e il gruppo triestino, garantendo per quest’ultimo ampio spazio nell’azionariato.


Altra garanzia: il governo francese si impegna a non aprire il capitale dei cantieri ad altri soggetti. Una parziale correzione di tiro rispetto alla ricerca di nuovi soci, ipotizzata da Le Maire nel caso di no secco dell’Italia alla proposta 50-50, e mentre venti imprese locali subappaltatrici di Stx si sono fatte avanti per entrare nella società. Il gruppo controllato al 71% da Fintecna resta quindi l’opzione preferita, almeno fino al 27 settembre. Ieri intanto il titolo Fincantieri ha chiuso a Piazza Affari in rialzo a +0,7% a 1,005 euro.

Scritto per MF-Milano Finanza



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