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Gli elettori considerano il nuovo presidente credibile per combattere il terrorismo, ma gli danno un voto mediocre per tutto il resto

Gianna Pontecorboli

Sabato 6 Maggio 2017

New York - E' bravo nella lotta al terrorismo, ma sulla riforma sanitaria e sui cambiamenti climatici potrebbe fare molto meglio. E nelle relazioni con l'estero si merita al massimo un voto mediocre, un B o magari anche un C.

Alla scadenza dei primi cento giorni di mandato di Donald Trump, diversi istituti specializzati nello studio dell'opinione pubblica hanno reso noti in questi giorni i risultati dei propri sondaggi. E lo hanno fatto cercando di andare piu' a fondo di quando non facciano tradizionalmente la Gallup e le altre organizzazioni simili.
Il risultato e' stato un panorama articolato, che vede gli americani divisi non soltanto in base alla fedelta' di partito, ma anche in base a molti altri fattori.
Secondo Morning Consult, un gruppo di ricerca indipendente che ha intervistato tra il 13 e il 15 aprile un campione di circa duemila persone , il 48 per cento degli americani che si qualificano democratici assegna un bruciante F, fallimento, al comportamento del presidente in carica nei primi mesi del suo mandato e il 19 per cento, appena piu' generoso, gli da' un D. I repubblicani , ovviamente , sono piu' benevoli, ma anche il loro appoggio ha alcune riserve. Gli A, cosi' ,sono rari, ma il 42 per cento e' disposto a dargli un B, e un altro 23 per cento un C, cioe' appena poco piu’ della sufficienza. Tre elettori repubblicani su quattro, tuttavia , sono convinti Donald Trump maturera' con il passare dei mesi e che diventera' col tempo un presidente assai migliore. Un ottimismo che, come era prevedibile, i democratici non condividono affatto, visto che il 53 per cento di loro pensa che diventera' assai peggiore.

Quando poi gli intervistatori sono passati dal giudizio generale ai singoli settori, il quadro e' diventato piu' complesso. In politica estera, per esempio, soltanto il 12 per cento degli americani e' disposto a dargli un voto di eccellenza, mentre il 22 per cento gli assegna un B e addirittura il 26 per cento un severissimo F.
Nel complesso, secondo una ricerca parallela del Marist College, solo il 40 per cento degli americani approva le ultime mosse di Donald Trump, mentre il 49 per cento le disapprova e 7 votanti su 10 vedono un aumento della tensione nel mondo.
''Invece di unirsi attorno alla bandiera gli americani chiedono a Trump di offrire una leadership e una pianificazione piu' attenta per arrivare a risultati giusti'', ha osservato il direttore della ricerca Lee Miringoff. Il 55 per cento ha poca o nessuna fiducia che il presidente possa prendere le decisioni giuste, mentre solo il 42 per cento e convinto che se la meriti. E quando gli intervistatori hanno chiesto al campione dei votanti se pensano che Trump sia in grado di valutare tutte le opzioni prima di muoversi, la percentuale delle risposte negative e' arrivata al 58 per cento, mentre quelle positive si sono arenate al 39 per cento. E se, dopo il bombardamento della Siria, il 58 per cento degli intervistati si e' detto a favore di un attacco aereo limitato contro l'uso delle armi chimiche da parte Assad, ben 6 elettori su 10 si sono detti convinti che il presidente non avesse un'idea chiara dei risultati che voleva ottenere.

Altrettanto negativo , come c'era da aspettarsi , il parere sulla riforma sanitaria e i cambiamenti climati, visto che solo il 9 e l'11 per cento degli intervistati, rispettivamente, e' pronto a assegnare un A al presidente , mentre gli F sono il 32 e il 37 per cento. In altri settori, per sua fortuna, l'occupante della Casa Bianca ha avuto un giudizio piu' benevolo.

Secondo la ricerca di Morning Consult, per esempio, un elettore su 5 ha dato un A al presidente sulla questione dell'immigrazione, mentre il 18 per cento gli ha dato un B. Le cose, per Donald Trump, non vanno troppo male neppure per quanto riguarda l'economia, visto che il 17 per cento degli elettori e' convinto che la sua ricetta meriti un A e il 22 per cento non esitata a schierarsi per il B. Nella lotta al terrorismo, infine, il 27 per cento degli americani sono disposti a dargli piena
fiducia e il 22 una fiducia condizionata.

anche sul Corriere del Ticino



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