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Pena capitale. La decisione del governatore dell'Arkansan riaccende la polemica sulla pena di morte negli Usa

Gianna Pontecorboli

Giovedi' 9 Marzo 2017

New York - Otto esecuzioni nel giro di dieci giorni. Nello stato dell’Arkansas, le porte delle camere della morte erano chiuse dal 2005, quando una serie di azioni legali aveva concesso ai condannati una pausa di speranza. Nei giorni scorsi, invece, il governatore dello stato, il repubblicano Asa Hutchinson, ha annunciato un ‘’tour del force’’che non ha precedenti nella storia americana e ordinato che le esecuzioni di otto condannati, quattro neri e quattro bianchi, siano portare a termine il 17, il 20, il 24 e il 27 aprile, al ritmo di due ogni giorno. Un vero e proprio record, ineguagliato da quando la pena capitale e' stata reintrodotta dalla Corte Suprema nel 1977.
La notizia, come era prevedibile, ha immediatamente rinfocolato in tutti gli Stati Uniti una polemica che si era in parte sopita dopo che la pressione internazionale e quella delle organizzazioni come il Death Penalty information Center sembravano aver portato il paese verso una progressiva anche se non dichiarata eliminazione della pena di morte. Negli ultimi anni molti degli stati, a cominciare da quello di New York, l'hanno vietata. Le esecuzioni sono diminuite nel 2016 sono state solo 20, mentre e' significativamente aumentata la percentuale degli oppositori, che e’ passata dal 20 per cento negli anni ’90 all’attuale 40 per cento.
A far muovere il governatore, che e’ considerato un moderato, non e’ stata tuttavia una considerazione politica. A maggio, infatti, scadranno tutte le riserve di uno dei medicinali utilizzati durante le esecuzioni e quindi non sara' piu' possibile iniettarle nelle vene dei condannati.
Il prodotto, che si chiama midazolam, e’ un sedativo che serve a calmare i detenuti prima della somministrazione degli altri due prodotti, il vecuronio bromuro e il cloruro di potassio, destinati rispettivamente a paralizzarli e a bloccare il battito cardiaco causando la morte. Il farmaco, che ha cominciato ad essere usato dopo che la societa’ danese Lundback ha vietato di vendere il barbiturico Pentobarbital ai penitenziari americani nel 2011,e’ da anni al centro di molte polemiche. Il suo effetto sedativo, infatti, e’ considerato insufficiente e nel 2014, in Oklahoma, la lunga agonia del condannato Clayton Locked, morto dopo quasi un'ora di atroci sofferenze, aveva scandalizzato l'opinione pubblica.
Il fatto e’, pero’, che i responsabili del penitenziario dell'Arkansas sanno bene che ricostituire le scorte di midazolam sara' praticamente impossibile e che ben difficilmente le altre aziende farmaceutiche, sia americane che straniere, saranno disposte a fornire un farmaco alternativo. Negli ultimi anni, infatti, gran parte dell’industria farmaceutica internazionale e in parte anche americana ha deciso, per motivi etici, di non vendere piu’ i suoi prodotti al sistema carcerario. Cosi’, quando sono finiti tutti i ricorsi legali dei condannati, il governatore Hutchinson, su consiglio della procuratrice dello stato, Leslie Rutledge, ha deciso di accelerare i tempi per utilizzare, probabilmente per l’ultima volta, le scorte del discusso sedativo ormai vicine alla scadenza.
''Avrei voluto avere davanti a me mesi o anni, ma non e' la situazione in cui mi trovo'', ha spiegato, quasi scusandosi,''Non sappiamo se possiamo ottenere un altro farmaco e le famiglie delle vittime, che hanno convissuto per tanti anni con le incertezze degli appelli, hanno diritto a una conclusione. Questa azione e’ necessaria per rispettare la legge". La giustificazione, ovviamente, non ha convinto gli oppositori della pena capitale, che non hanno perso tempo per riprendere la loro battaglia. Immediatamente dopo l’annuncio, cosi’, gli avvocati dei condannati hanno presentato un esposto sostenendo che l’utilizzazione di un farmaco che e’ si gia’ dimostrato inadeguato equivale a una tortura . Se un prigioniero non perde conoscenza con il primo farmaco gli altri due provocano un dolore intollerabile e sono in violazione dell'ottavo emendamento della Costituzione.



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