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ISLAMISMO E MIRE RUSSE IN ASIA CENTRALE

Gli autocrati centroasiatici impreparati contro L'Is

ASIA CENTRALE/ COLPO GROSSO DI PECHINO 24/8/05

GLI EQUILIBRI INTERNAZIONALI E LA SVOLTA DI BISHKEK 25/3/05

Gli autocrati centroasiatici impreparati contro L'Is

L'indebolimento militare e territoriale di Daesh spinge molti combattenti a tornare in patria, dove formano cellule pronte ad agire.

An. Pi.

Lunedi' 25 Luglio 2016

Martedì 18 luglio un uomo ha preso d’assalto una stazione di polizia ad Almaty, capitale economica del Kazakhstan, uccidendo almeno tre agenti e due civili Per le autorità kazache, si è trattato di un attentato di matrice islamista. L’assalitore, Ruslan Kulikbayev, si sarebbe infatti avvicinato in carcere alla corrente ultra-conservatrice salafita. È il secondo assalto di questo genere in meno di due mesi, dopo quello di inizio giugno a Aktobe.

L’indebolimento del gruppo dello Stato islamico (Isis) sul piano militare e territoriale in Iraq e Siria sta spingendo molti combattenti del repubbliche centro asiatiche a tornare nei Paesi d’origine,fomando cellule dormienti pronte ad agire proprio come prevede la nuova strategia del Califfato . In Kyrghizistan sono già 38 le indagini su miliziani di ritorno dal fronte, dove si ritiene combattano 500 kyrghizi. I kazaki sarebbero 400 e 1.300 i tagichi.

Gli autocrati della regione hanno ingaggiato una lotta contro la minaccia terroristica, spesso però veicolata per colpire le opposizioni e contro i diritti dei cittadini. In Tagikistan le autorità se ne sono servite per mettere al bando il Partito del rinascimento, di matrice islamica. In Uzbekistan nel 2015 oltre 12000 persone sono state incarcerate per legami con l’Isis o con il gruppo Hizb ut-Tahrir. “Finché resteranno autoritarismo, povertà e corruzione, scrive The Diplomat, fronteggiare lo jihadismo sarà difficile”

Scritto per Internazionale



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