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Una nuova legge della California permette la coltivazione e la commercializzazione su larga scala della popolare ''erba''. E gli investitori si stanno lanciando

Giannas Pontecorboli

Giovedi' 21 Aprile 2016
Marjiuana di marca, come la Coca Cola o le hamburgher di McDonald's? Da quando la California ha approvato una nuova legge che permette la coltivazione su larga scala e la commercializzazione a scopo di lucro della cannabis si e' scatenata nel grande stato del West una nuova e inaspettata corsa all'oro.

Per quanto riguarda la popolare ''erba'', la California e' da anni all'avanguardia rispetto agli altri stati americani. Nel 1996, e' stata il primo stato a legalizzarne l'uso per scopi medici, anche se la produzione e' stata regolamentata con dei limiti al numero delle piante coltivabili e il divieto di venderla per profitto. A novembre, ci si aspetta che gli elettori approvino la proposta di permetterne il consumo ricreativo e il mercato potrebbe salire dagli attuali poco piu' di 2 miliardi e mezzo di dollari all'anno a oltre 4 miliardi entro il 2018.

Adesso, con la nuova legge, i vecchi limiti sono stati aboliti, anche se ci sara' un controllo sulla qualita'.

''Fino ad ora c'e' stata un'ombra su questa industria, ma visto che questo sta diventando sempre di piu' un business legittimo, speriamo che ora gli imprenditori escano dall'ombra'', ha spiegato Rob Bonda, uno dei legislatori che hanno proposto il provvedimento.

La novita', come era prevedibile', ha immediatamente attirato l'attenzione degli investitori di tutti gli Stati Uniti e degli amministratori locali.

''La gente e' eccitata all'idea di un allargamento del mercato californiano, che e' gia' enorme e molto amato dai californiani ''., ha raccontato al Washington Post Troy Dayton, direttore dell'ArcView Group, un'azienda di ricerca specializzata di San Francisco.

I primi a muoversi per appoggiare concretamente l'idea del parlamento dello stato sono stati alcuni centri agricoli nella zona desertica che confina col Nevada. Adelanto, per esempio, e' un paesone a due ore di macchina a est di Los Angeles, ha 32.000 residenti, un'alta percentuale di disoccupati, un reddito medio per famiglia che non arriva a 40.000 dollari all'anno. Molte costruzioni industriali sono rimaste deserte dopo che diverse aziende hanno chiuso e una vicina base della Air Force e' stata trasferita.

Cosi', quando ha cominciato a prospettarsi la possibilita' di aprire un nuovo mercato, il consigliere comunale John Bug Woodward non ci ha pensato due volte e ha proposto e fatto approvare un'ordinanza per mettere a disposizione gli spazi dei magazzini rimasti vuoti alle nuove contivazioni , che potranno utilizzare all'interno processi di alta tecnologia agricola..

La risposta, proprio come gli amministratori si auguravano, non si e' fatta attendere.

''Di qui non passava mai nessuno'', ha raccontato Woodward alla NBC News,''adesso non credo ai miei occhi quando vedo tante Bentleys e Ross Royce''. Nel giro di pochi mesi, i valori del mercato immobiliare hanno fatto un balzo, tant'e' vero che diversi abitanti hanno deciso di vendere le loro abitazioni e trasferirsi nei piu' economici paesi vicini..

A rispondere per primi all'appello della cittadina sono stati il figlio di Bob Marley, Ky-Mani Marley, e soprattutto il comico Tommy Chong, che vorrebbe produrre la sua marca personalizzata con il nome di “Chong's Choice”.

Anche se ci saranno alcuni limiti e controlli, e una parte della popolazione ha reagito con qualche dubbio, gli amministratori locali non hanno mascosto la speranza che la nuova industria possa risanare il bilancio comunale e portare nelle casse dell'erario da 6 a 10 milioni di dollari all'anno.

A Desert Hot Spring, poco lontano, la CalCann Holdings, un'industria specializzata, ha invece gia' avviato il progetto di costruire delle serre ultra-tecnologiche e una cucina per produrre alimentari alla marjiuana da distribuire nei negozi specializzati. A San Francisco, da parte sua, la Flow Kana ha in programma di lanciare gia' a partire da fine aprile una campagna pubbliciaria a tutto tondo, che comprendera' manifesti sulle strade e sugli autobus, video e pubblicita' sui giornali locali.

Gli unici a non essere contenti, fino ad ora, sono i piccoli coltivatori semi-clandestini , che temono la concorrenza dei colossi economici. ''La cannabis e' controcultura, la gente non avra' voglia di comperarla dalle grandi compagnie'', ha previsto uno di loro.

Anche sul Corriere del Ticino



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