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L'Italia risponde "Signorsì"

Il rifugio sicuro della guerra permanente

AFGHANISTAN, GUERRA INFINITA

TALEBANI A KABUL

Icc, Usa e talebani alla sbarra

Il piano Trump per l'Afghanistan? Più soldati e più vittime

VECCHIA RETORICA NEL NUOVO PIANO AFGANO

DA RAQQA CON FURORE

Italiani a Farah: assistere o combattere?

UN VICERE’ AMERICANO A KABUL

La nuova guerra afgana

Surge americano

STRAGE AL FUNERALE

Kabul, strage senza fine

KABUL IL GIORNO DOPO

Riflettori su Kundz e Kabul

L'attacco alla città settentrionale di Kunduz non ha solo dimostrato che la guerra in Afghanistan non è finita e che i talebani sono tutt'altro che sconfitti. Acuisce le differenze (e le difficoltà) del governo bicefalo di Kabul. Mettendo in imbarazzo la comunità internazionale. Un'analisi

Emanuele Giordana

Venerdi' 9 Ottobre 2015

La caduta di Kunduz nelle mani dei talebani alla fine di settembre ha improvvisamente ricalendarizzato l'Afghanistan nella priorità della comunità internazionale. Con l’urgenza delle vicende mediorientali e nordafricane, molti avevano ormai considerato il paese dell'Hindukush un capitolo in sostanza chiuso. In realtà l'attacco dei talebani, il più clamoroso dal punto di vista militare dal 2001, avveniva mentre a New York, a margine dell'Assemblea generale dell'ONU, i paesi già impegnatisi finanziariamente e militarmente ribadivano l'impegno a non abbandonare il paese; ma al contempo si guardavano bene dal riprendere in mano il capitolo militare, se non per la promessa di continuare il finanziamento all'esercito nazionale (ANA) con un sostegno in termini anche di istruttori e consiglieri. La vicenda di Kunduz muove ora le acque – specie dopo il raid che ha colpito l'ospedale di Medici Senza Frontiere - in uno scenario che si può ricondurre ai quattro protagonisti principali e alla loro visione della situazione....
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