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GUTERRES ESORTA MA L'ONU E'IMPOTENTE

TRUMP DA VIVO DIETRO LE QUINTE DELL'ONU

UNA SETTIMANA DI FUOCO ALL'ONU

BACHELET CONTRO SALVINI, MA E'SOLO IL PRIMO PASSO

IL 2018 DEL PALAZZO DI VETRO

TROPPI RISCHI PER I CASCHI BLU

USA E CINA A CONFRONTO ALL'ONU

L'ITALIA FA PARLARE DEI RIFUGIATI

GUTERRES MEDIATORE DI PACE

LA SCURE DI TRUMP SULL'ONU

La voce di Donald a Palazzo di Vetro

Onu/Italia: accordo salva la faccia all'Aja e a Roma

RIFUGIATI-IL LAVORO IMPOSSIBILE DI FILIPPO GRANDI

RIFUGIATI-COME FUNZIONA LA MACCHINA DELL'ACCOGLIENZA IN USA

RIFUGIATI-IERI COME OGGI

DIZIONARIO DEL MILLENNIO

Gli Obiettivi che l'Onu si è data e si darà. Le parole chiave per orientarsi

Martedi' 14 Ottobre 2014


APS

Aiuto pubblico allo sviluppo

MDGs (Millenium Development Goals, Obiettivi di sviluppo del Millennio)

Gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs), iniziativa delle Nazioni Unite, furono stabiliti nel Vertice del Millennio del 2000, in seguito all'adozione della Dichiarazione del Millennio e sottoscritti allora da tutti i 189 Stati membri dell'Onu (attualmente 193) e da oltre venti organizzazioni internazionali. Il summit impegnava gli Stati a contribuire al raggiungimento di otto obiettivi di sviluppo del Millennio entro il 2015:
Sradicare la povertà estrema e la fame
Raggiungere l'istruzione primaria universale
Promuovere la parità di genere e l'empowerment delle donne
Ridurre la mortalità infantile
Migliorare la salute delle madri
- Combattere l'HIV/AIDS, la malaria e altre malattie come la Tbc
Garantire la sostenibilità ambientale
Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo

MDGs Risultati/Luci e ombre

Riduzione della povertà: Nel 1990 quasi la metà della popolazione nelle aree in via di sviluppo viveva con meno di 1,25 $ al giorno. Questo tasso è sceso del 22% nel 2010, riducendo a 700 milioni le persone in condizioni di estrema povertà
Fame: Continua a diminuire e la percentuale di persone denutrite nelle regioni povere che è passata dal 24% degli anni Novanta al 14% nel periodo compreso tra il 2011e il 2013. Tuttavia il progresso è rallentato negli ultimi dieci anni e l'obiettivo di dimezzare la percentuale di persone che soffrono la fame entro il 2015 richiede più sforzi
Malnutrizione cronica: E' diminuita tra i bambini ma ne colpisce ancora uno su quattro. Nel 2012 un quarto dei bambini sotto i cinque anni erano ancora sottoalimentati: una riduzione significativa dagli anni Novanta quando erano il 40%. ma ancora troppo poiché significa che 162 milioni di bambini soffrono di denutrizione cronica
Mortalità infantile: La percentuale si è quasi dimezzata. Il tasso globale di mortalità per i bambini sotto i cinque anni è sceso quasi del 50% ma le malattie prevenibili restano ancora la principali causa di morte e vanno rafforzate le azioni necessarie per affrontarle
Istruzione: Il tasso di bambini che nelle regioni in via di sviluppo frequentano la scuola primaria è del 90% (era dell'83% nel 2000). Nel 2012 però si stimava che 58 milioni di bambini fossero ancora fuori del sistema scolastico (metà dei quali in aree di conflitto), mentre l'alto tasso di abbandono resta uno dei principali ostacoli all'istruzione primaria
Lotta a malaria e tubercolosi: Tra il 2000 e il 2012, si stima che la lotta alla malaria abbia salvato la vita di circa 3,3 milioni di persone, il 90% delle quali bambini sotto i cinque anni nell'Africa sub-sahariana. La lotta alla Tbc avrebbe invece salvato 22 milioni di vite in tutto il mondo dal 1995
Lotta all'AIDS: L'accesso alla terapia antiretrovirale per i sieropositivi (ART, che dal 1996 ha salvato 6,6 milioni di vite) è notevolmente aumentato con un totale di 9,5 milioni di persone nelle regioni in via di sviluppo che hanno ricevuto il trattamento nel solo 2012.
Servizi igienico sanitari: Tra il 1990 e il 2012 quasi 2 miliardi di persone hanno guadagnato l'accesso a una miglior struttura di servizi igienico-sanitari ma 2,5 miliardi di persone non hanno ancora un efficiente sistema di servizi igienici e 1 miliardo ne è totalmente escluso.
Accesso all'acqua potabile: è diventato realtà per 2,3 miliardi di persone e nel 2012 quasi il 90% della popolazione mondiale aveva accesso a una migliore fonte d'acqua rispetto al 76% nel 1990
Salute delle madri: Il tasso di mortalità materna è diminuito del 45% tra il 1990 e il 2013 ma nel solo 2013 quasi 300mila donne sono morte per cause in gran parte prevenibili legate a parto o gravidanza
Empowerment femminile: Nel gennaio del 2014 46 paesi vantavano di avere oltre il 30% di parlamentari donne. Più donne sono ora in possesso di ministeri “pesanti” come Difesa, Esteri e Ambiente
Discriminazione scolastica: La disparità nell'iscrizione alla scuola primaria tra ragazzi e ragazze è stata praticamente eliminate in tutte le regioni in via di sviluppo con successi sostanziali diffusi
Assistenza allo sviluppo: La negoziazione del debito dei Paesi in via di sviluppo è migliorata e così il sistema del commercio mentre nel 2013 l'Aps ha raggiunto quota 134,8 miliardi dollari, il livello più alto mai registrato. Gli aiuti però si stanno allontanando dalle aree più povere e il fardello del debito resta comunque stabile ed elevato per i Pvs
Ambiente: La minaccia globale resta elevata con emissioni di anidride carbonica (CO2) che continuano la loro tendenza al rialzo mentre milioni di ettari di foresta si perdono ogni anno accompagnati dall'estinzione di specie e riduzione delle fonti rinnovabili. In aumento la percentuale di aree marine e terrestri sotto protezione

Post 2015 development agenda

E' la nuova agenda globale per lo sviluppo per il periodo 2015/2030 a cui si sta arrivando per la prima volta con un processo di amplia consultazione (The World We Want and My World) iniziato nel 2012 basato non solo sulla definizione dei nuovi obiettivi universali di sviluppo ma anche su “come” meglio raggiungerli. Tale processo ha coinvolto soggetti istituzionali, enti locali, accademici, esponenti del settore privato, delle comunità e della società civile. Circa due milioni di persone sono state impegnate in discussioni e incontri pubblici sul futuro quadro di sviluppo e su ciò che le persone ritengono necessario per il loro futuro. Questi “dialoghi” nazionali (in oltre 40 Paesi), col compito di avviare partenariati e meccanismi di attuazione di una nuova agenda per lo sviluppo, convergono ora in sei dialoghi internazionali di sintesi sui mezzi di attuazione della futura agenda di sviluppo e i cui risultati alimenteranno la definizione della nuova agenda degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Un rapporto di sintesi dei dialoghi sarà presentato dal Segretario Generale dell'ONU all'Assemblea generale dell'ONU entro la fine del 2014 in vista dell’approvazione e il lancio defintivo dei prossimi obiettivi alla fine del 2015.

I sei dialoghi internazionali (tra cui quello di Torino del 14-15 ottobre 2014) sintetizzano i risultati del dibattito su questi sei temi principali:

Localizzazione: la dimensione locale e territoriale del futuro quadro di sviluppo globale e il ruolo sempre più importante delle città e dei territori nel portare avanti i progressi nelle agende nazionali e globali

Trasparenza e responsabilità: La partecipazione come mezzo per una governance globale e locale, responsabile e trasparente

Partnership con la società civile: il contributo della società civile sull'attuazione dell'Agenda post-2015. Promuovere partenariati con la società civile che si traducono in guadagni positivi per la società, rispettosi dei diritti umani e della sostenibilità, garantire trasparenza e responsabilità.

Ruolo del settore privato: Migliorare lo sviluppo di politiche governative che guidino la responsabilità aziendale, mobilitare finanziamenti privati in direzione della sostenibilità, impegno con la piccola e media impresa , partenariati pubblico-privati

Efficacia delle istituzioni: Aiutare a rafforzare la costruzione di istituzioni efficaci. Dalla lezione dei risultati degli MDGs alle capacità necessarie per gestire la complessità delle questioni sociali, economiche e ambientali interdipendenti nel quadro di uno sviluppo sostenibile e inclusivo

Cultura: Il contributo della cultura allo sviluppo in settori come la riduzione della povertà, la parità di genere, l'inclusione sociale, l'istruzione, la salute, l'urbanizzazione, le dinamiche di popolazione, il cambiamento climatico e i processi di riconciliazione.

SDGs (Sustainable Development Goals, Obiettivi di sviluppo sostenibile)

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile sono l'ideale prosecuzione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio (MDGs). Nascono con la Conferenza dell'ONU sullo Sviluppo del 2012 (detta Rio + 20) in cui gli Stati membri hanno deciso di avviare un processo di consultazione globale per sviluppare una serie di obiettivi di sviluppo sostenibile, basati sui risultati degli Obiettivi di sviluppo del Millennio e su un'Agenda di sviluppo post 2015, con obiettivi a livello globale da concordare con l'Assemblea generale dell'ONU: una guida per l'attuazione e l'integrazione della dimensione dello sviluppo sostenibile nel sistema delle Nazioni Unite nel suo complesso.

Territorio

Al centro del processo di localizzazione si trova il territorio al di là del mero spazio geografico racchiuso tra le frontiere di un'unità amministrativa. Lo si intende invece in tutta la sua complessità e potenzialità e come l'insieme delle reti – istituzionali, sociali, economiche – che lo compongono e che ne costituiscono il vero potenziale, la capacità di inventare, costruire, investire: il territorio come risorsa fondamentale, realtà fatta di persone, associazioni, risorse ambientali con storia, identità e tradizioni, istituzioni che sono – o dovrebbero essere - l'espressione dei soggetti che vi abitano. Il potenziale del territorio, che si tratti di regione, area metropolitana o di un piccolo comune, cresce tanto quanto è capace di proiettarsi all'esterno, sapendo interagire con la dimensione nazionale e globale. La capacità di mettere in relazione queste tre dimensioni (locale, nazionale, internazionale) è una sfida che non è nata oggi ma che oggi acquista una valenza quotidiana, pragmatica, ineluttabile ed ineludibile.

PVS

Paesi Emergenti


Fonti: The Millenium Development Goals Report 2014 (UN), The global conversation begins. Emerging views for a new development agenda (UNDG), A Million Voices: The World We Want - A sustainable future with dignity for all (UNDG)



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