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AFGHANISTAN: CACCIA AGLI OSSERVATORI ELETTORALI

Con un alto rischio di frodi, il ruolo degli osservatori elettorali è ancora più importante. Ma sotto attacco dei Talebani

Giuliano Battiston

Sabato 29 Marzo 2014
Kabul

Con un alto rischio di frodi, ancora più importante è il ruolo degli osservatori elettorali. L’attacco del 20 marzo al Serena Hotel di Kabul era rivolto a quelli internazionali. E’ lì – nell’albergo elegante e apparentemente meglio protetto della capitale – che alloggiano molti di loro. Ed è lì che i Talebani hanno deciso di spedire dei giovani militanti che hanno aperto il fuoco nel ristorante. Tra le vittime anche Luis Maria Duarte, osservatore del team del National Democratic Institute. Il 25 marzo a finire sotto attacco è stata la sede dell’Independent Electoral Commission, l’ente che ha il compito di gestire la macchina elettorale. Tre i morti, due poliziotti e un candidato alle elezioni provinciali. Ma in quel caso l’obiettivo erano gli osservatori afghani.

I due episodi segnalano una tendenza preoccupante: i Talebani danno seguito alle minacce. E’ di qualche settimana fa il comunicato ufficiale dell’Emirato islamico d’Afghanistan con cui il mullah Omar minacciava tutti coloro che prenderanno parte alle elezioni. Perché sono illegittime, una farsa voluta dalle forze di occupazione, e perché il prossimo presidente – chiunque esso sia – sarà deciso a Washington. Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa, il portavoce dell’IEC ha ribadito l’impegno del suo team. Ma rimane la preoccupazione, ancora maggiore tra gli internazionali. Secondo quanto riferito da un diplomatico europeo, gli osservatori del team dell’Ocse sarebbero stati trasferiti in Turchia, in attesa di capire se tornare in Afghanistan. Che tornino o meno, in alcune aree del paese – specialmente nei distretti rurali delle province di Paktia, Paktika, Khost, Ghazni, Wardak – le urne rimarranno vuote per la presenza dei movimenti antigovernativi. Il candidato che riuscirà a riempirle per primo avrà un bel gruzzolo di voti-fantasma. A Kabul circolano molti rumors: c’è chi si dice convinto che tra i candidati qualcuno abbia preso accordi con i Talebani per assicurarsi quel bottino.

P.S.
L'attacco di oggi sabato 29 marzo alla sede della Commissione elettorale conferma la determinazione dei turbanti neri a colpire gli osservatori.


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