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L'INGANNO DELLO SCATTO

Giacarta, nuovi progetti e vecchie nostalgie

DA DOVE VIENE E DOVE VA IL TTP

TSAHAL NON VA IN SARDEGNA, MANIFESTARE SERVE

LO STATO ISLAMICO E LE NOSTRE RESPONSABILITA'

PERCHE' E' UN ERRORE ARMARE I CURDI

VEGA 2014, MA CHI HA INVITATO TSAHAL?

PAKISTAN, L'OFFENSIVA E QUALCHE DOMANDA 23/2/14

SE GINEVRA PORTA SERENO ANCHE A KABUL 27/11/13

BRIVIDO ALGERINO 20/8/13

RANA PLAZA, LA DIFFERENZA TRA PERDERE TUTTO E CONSERVARE LA DIGNITA’ 24/7/13

CHI STA PENSANDO AD ALMA SHALABAYEVA? 14/7/13

ARRIVEDERCI RAI 28/6/13

DOPO LA GUERRA PERDERE LA PACE (E LA FACCIA) 20/6/13

DACCA, SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA 4/5/13

SE GINEVRA PORTA SERENO ANCHE A KABUL 27/11/13

Perché, seppur indirettamente, l'accordo sul nucleare iraniano fa bene anche alla situazione in Afghanistan

Emanuele Giordana

Mercoledi' 27 Novembre 2013

Un nuovo rapporto con gli Stati Uniti e il rinvio o la fine della minaccia di una guerra americana su suolo iraniano, allontanata dall'accordo di Ginevra dei giorni scorsi, distende il clima anche tra Teheran e Kabul. Ferventi nemici dei talebani, gli iraniani hanno da tempo cambiato bandiera: finanziando, con armi e denaro, parte della guerriglia col turbante a fini tattici. Avere una sponda armata nell'Ovest dell'Afghanistan, al confine di casa, era infatti il modo per dire agli americani: siamo pronti e, se ci attaccate, scoppierà l'inferno anche in Afghanistan. Un modo per rispondere anche alla sfida degli americani che controllano e controlleranno la base militare di Shindand, a pochi chilometri dal confine iraniano e utile in caso di guerra.

Adesso le cose potrebbero cambiare perché comunque Teheran vede nei talebani, non solo dei fanatici sunniti alleati ai gruppi settari pachistani che fanno strage di correligionari in Pakistan, ma anche i fidi sodali di Islamabad. I rapporti col Pakistan, con cui condivide una lunga fetta di frontiera, non sono mai stati facili, per via del rigore sunnita dei governi pachistani, l'alleanza con Riad e la presenza del settarismo stragista antisciita. E quando si pensava a qualcosa di costruttivo – come il famoso gasdotto della pace dall'Iran all'India via Pakistan - gli americani si mettevano di mezzo. Teheran è stata un gran nemico degli Usa anche in Afghanistan, contro cui, oltre alle milizie, ha finanziato una rilevante fetta di media locali. Finendo per scontrarsi anche con Karzai convinto, non a torto, che la pace in Afghanistan dipenda anche dai suoi potenti vicini. Ma se torna il sereno tra Teheran e Washington le nubi dunque si potrebbero dissipare anche con Kabul rendendo più facile il cammino del negoziato di pace.



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