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Prevista oggi in Russia una riunione per allentare la tensione e far ripartire il tavolo negoziale a sei

Lettera22

Giovedi' 4 Luglio 2013

Per adesso la cosa è ancora coperta da riserbo ma nella vicenda del nucleare nordcoreano e nella situazione sempre molto tesa che oppone le due Coree si è fatta avanti Mosca. Funzionari russi hanno in agenda per oggi – stando alle indiscrezioni di stampa dei giorni scorsi - un incontro con il capo negoziatore sul nucleare della Corea del Nord nel tentativo di ottenere Pyongyang la promessa che tornerà al tavolo negoziale e che porrà fine al suo programma di armamento atomico.

L'incontro dovrebbe vedere da una parte Kim Kye-gwan, primo Vice Ministro degli Esteri della Corea del Nord, e per la Russia i vice ministri degli esteri Vladimir Titov e Igor Morgulov, in vista degli sforzi russi per spingere Pyongyang a “riprendere i colloqui a sei", come ha scritto in questi giorni l'agenzia di stampa Ria-Novosti. Il compito non è facile e Kim Kye-gwan è appena stato a Pechino per incontri ufficiali da cui però non è uscito molto. La Cina è il principale alleato di Pyongyang ma ultimamente i rapporti tra le due capitali sono tesi. Mosca ha sempre giocato un ruolo importante, anche se secondario rispetto a Pechino, ma adesso vuole forse caratterizzarsi come mediatrice mentre è già impegnata, di fronte all'opinione pubblica mondiale, nel negoziato sulla Siria con gli Stati uniti e nel quale è invece Pechino ad avere un ruolo quasi del tutto defilato.

E' dal 2009 che la Corea del Nord ha chiuso la porta del negoziato a sei (Coreee, Giappone, Usa, Cina, Russia) dopo le sanzioni varate in sede Onu e che col tempo si sono inasprite anche con avallo cinese. Ultimamente però, dopo una serie di attività missilistiche e dichiarazioni muscolari, Pyongyang sembra aver deciso per una linea più morbida facendo capire di essere in qualche modo possibilista sul riavvio del negoziato. Nel viaggio a Pechino la scorsa settimana Kim Kye-gwan aveva per altro detto che la denuclearizzazione della penisola coreana era stato l'"ultimo desiderio" del fondatore della Corea del Nord, il presidente Kim Il-sung.
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Proprio alla Russia, uno dei pochi Paesi che intrattengono relazioni diplomatiche con Pyongyang. suo figlio - il defunto Kim Jong-Il - poco prima della sua morte aveva chiesto una ripresa dei negoziati "senza precondizioni". Poi le cose si sono sempre più deteriorate e i colloqui non sono mai ripartiti.



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