Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


SOLDATOV: ATTACCHI HACKER? "ORMAI CHIUNQUE Può PROVARCI"

IL SOGNO DEL KURDISTAN SIRIANO: A MOSCA, GRAZIE A PUTIN. REPORTAGE

LONDRA-MOSCA, 15 ANNI DI INTRECCI E FUGHE 22/1/16

MONTENEGRO NELLA NATO, MOSCA PERDE "ULTIMA SPIAGGIA"? 2/12/15

RUSSIA, I NUOVI TALEBANI ORTODOSSI: COLPITA L'ARTE 'BLASFEMA' 6/9/15

NEMTSOV: SOSPETTI SU KADYROV, PARLANO LE FAMIGLIE DEI PRESUNTI KILLER CECENI. REPORTAGE/INTERVISTA 19/3/15

RUSSIA, L’ASSEDIO DI “DOZHD”: QUELLA DOMANDA PROIBITA 3/2/14

PUTIN, IL MORALISTA GLOBALE 14/12/13

ARCTIC SUNRISE, OGGI A MURMANSK DECISIONE SU D'ALESSANDRO. MA IN RUSSIA L'ECOLOGIA NON è DI MODA 15/10/13

RUSSIA, UN PRISM DOPATO PER CONTROLLORE I GIOCHI DI SOCHI 8/10/13

LA GESTALT CONTRO PUTIN: MOSCA AL VOTO COL BLOGGER OPPOSITORE 7/9/13

RUSSIA GAY: QUANDO L'INTELLIGENTSiJA FA COMING-OUT. VIA FACEBOOK 5/9/13

SIRIA: LAVROV, NO ISTERIA, ATTACCO SENZA Sì ONU AVRà "CONSEGUENZE CATASTROFICHE" 28/8/13

DEPARDOSVKY VA DA PUTIN: AVVENTURE DI OBELIX IN RUSSIA 7/1/13

DATAGATE: DOV'è FINITO SNOWDEN? LO SA SOLO IL MAGO ASSANGE 25-6-13

DATAGATE: DOV'è FINITO SNOWDEN? LO SA SOLO IL MAGO ASSANGE 25-6-13

Perse le tracce della "talpa" a Mosca. In due giorni di permanenza nella “zona grigia” che è l’area di transito dell’aeroporto di Sheremetevo, nessun giornalista l’ha visto né fotografato, dal momento del suo arrivo a Mosca da Hong Kong domenica pomeriggio, peraltro mai confermato ufficialmente. Tanto che qualcuno dubita che abbia mai messo piede in Russia .

Lucia Sgueglia

Martedi' 25 Giugno 2013
MOSCA – Salvate l’agente yankee Snowden. Dal suo stesso paese. L’ex analista della Cia protetto dalle ali della Russia di Putin, l’ex nemico sovietico, che lo nasconde tanto bene da renderlo invisibile. Perché in due giorni di permanenza nella “zona grigia” che è l’area di transito dell’aeroporto di Sheremetevo, nessun giornalista l’ha visto né fotografato, dal momento del suo arrivo a Mosca da Hong Kong domenica pomeriggio, peraltro mai confermato ufficialmente. Tanto che qualcuno dubita che abbia mai messo piede in Russia .
Snowden fa perdere le proprie tracce alle 14.05 di ieri ora di Mosca: Terminal D, dove è nella lista passeggeri di un volo Aeroflot per Cuba , da dove poi dovrebbe proseguire per l’Ecuador cui ha chiesto asilo. Ma ai cancelli del gate non si presenta, minuti di caos e confusione tra i reporter e gli assistenti di volo che lo aspettano fino all’ultimo momento. Lascia volare all’Avana, da soli, 30 giornalisti russi e stranieri che pur di snidarlo avevano comprato un biglietto per i Caraibi, e restano con un pugno di mosche. Vacanza gratuita, perlomeno, ironizza qualcuno, ma 12 ore di volo e lo scoop svanito son duri da digerire. E quel lieve ritardo al decollo potrebbe confermare l’ipotesi che tutto sia stata fermato all’ultimo momento nel timore che gli Stati Uniti volessero bloccare Snowden di passaggio su cieli amici.
L’uomo che non c’è scompare, inghiottito nel nulla, nel limbo di una Zona alla Tarkovsky. E subito sui media si scatena una ridda di ipotesi e notizie contraddittorie, alimentate dai media russi: il fuggitivo già abbandonato Mosca, assicura una “fonte anonima” dell’aeroporto. No, partirà per Cuba domani, giura un altro “ben informato”. In quella che alla fine appare un’operazione di disinformazione ben orchestrata: a sostenerla le agenzie di stampa Interfax e Itar-Tass, ma a gettare fumo negli occhi è soprattutto Russia Today, la tv in lingua inglese filo Cremlino che già dà asilo sull’etere a Julian Assange. Proprio sulle onde di RT infine appare, in videoconferenza, il mago fondatore di Wikileaks che ha “sponsorizzato” la fuga della talpa coi propri legali, a fare chiarezza. O meglio a rimescolare ancora le carte dal suo fortino dell’ambasciata ecuadoriana a Londra: “So dove si trova Snowden. Sta bene, è vivo e in sicurezza”. Wikileaks, rivela la portavoce dell'organizzazione Kristinn Hrafnsson, ha contattato l’Islanda e “altri paesi” con una richiesta formale di asilo per l’americano. E l’Ecuador gli avrebbe fornito un documento da rifugiato per lasciare Hong Kong e viaggiare tranquillo. L’uomo che Washington accusa di spionaggio per Assange ''non è un traditore, né una spia” ma “un informatore che ha raccontato al pubblico verità importanti''.
Anche Quito difende il “disertore” statunitense, ma con cautela. In conferenza stampa da Hanoi, aggiungendo nomi esotici a questo Risiko, il ministro degli Esteri ecuadoriano, Ricardo Patino, conferma di aver ricevuto richiesta di asilo politico da Snowden: “la stiamo valutando”. Insieme una domanda di estradizione a suo carico dagli Stati Uniti. In una lettera la 'talpa' del Datagate ha motivato la sua fuga con il timore di un ''trattamento inumano'' e un ''processo ingiusto'' nel suo paese natale.
Il Cremlino resta voltato dall’altra parte: ''Non abbiamo nessuna informazione su di lui. Non ha contattato le autorità russe''. La notizia che Mosca starebbe considerando la richiesta di estradizione di Washington, spuntata a metà giornata, ricade nel vuoto. Ma è impossibile che la sosta di Snowden a Sheremetyevo sia avvenuta senza la supervisione dei servizi segreti russi. Probabile che abbiano anche approfittato del suo “passaggio” per fare amicizia, forse si sono presi tempo per interrogarlo, c’è tanto di prezioso nella testa del consulente informatico che può interessare Mosca. E pensare che Barack Obama e Vladimir Putin avevano firmato di recente, dopo Boston, un accordo per la collaborazione tra i propri servizi di intelligence.
Il giovane Edward aveva appena compiuto 30 anni a Hong Kong, quando ha deciso di abbandonare l’isola cinese in fretta e furia: secondo il NYTimes, aveva saputo che in caso di battaglia legale sull'estradizione, sarebbe finito in prigione dove gli avrebbero sottratto il suo computer. E “Rimanere rinchiusi in un’angusta casa di Hong Kong di un suo fan locale, era meno fastidioso per il Sig. Snowden rispetto alla prospettiva di perdere il suo computer", intollerabile. Avrebbe passato tutto il suo tempo in una minuscola stanzetta, solo e felice sol suo laptop, prima di volare verso Mosca. Alla fine della giornata, a sapere dov’è finito, restano solo il mago Julian e la sua assistente, la bella Sarah Harrison.

Oggi su La Stampa



Powered by Amisnet.org