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La delegazione guidata dal presidente del colosso informatico Eric Schmidt e dall'ex ambasciatore Usa all'Onu Bill Richardson non è riuscita a incontrare il cittadino statunitense arrestato lo scorso novembre.

Andrea Pira

Venerdi' 11 Gennaio 2013

Se trattare la scarcerazione del cittadino statunitense arrestato lo scorso novembre in Corea del Nord era il motivo della visita privata del numero uno di Google, Eric Schmidt, nel Paese eremita, allora la missione è stata un nulla di fatto. Pur perorando la causa di Kenneth Bae e sincerandosi delle sue condizioni di salute né Schmidt né il suo accompagnatore, l'ex ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, Bill Richardson, sono riusciti a incontrare la guida incarcerata per non meglio precisati reati contro il regime. In compenso il numero uno del colosso informatico ha potuto esortare i governati di Pyongyang ad aprire la rete, ora privilegio di una cerchia di élite.

Schmidt è da tempo paladino della libertà su internet. La visita aveva pertanto suscitato attese, anche in relazione al discorso di Capodanno del leader nordcoreano Kim Jong-un con cui annunciava generiche iniziative economiche e programmi per rafforzare tecnologicamente il Paese . Non troppo per chi ha analizzato le parole del giovane leader evidenziando come la vera novità fosse l'aver ripreso l'usanza di tenere il discorso, tradizione del nonno Kim Il-sung abbandonata dal padre Kim Jong-il. Questione di immagine come l'occasione offerta dalla visita di Schmidt.
“Il mondo diventa sempre più connesso, la decisione di rimanere praticamente isolati è un colpo a loro stessi e alla crescita economica”, ha sottolineato il presidente di Google, “La scelta spetta a loro, ma ritengo sia tempo di iniziare o resteranno indietro”.

La quattro giorni di vista è stata occasione per Pyongyang di farsi un po' di propaganda. La delegazione statunitense ha visitato i laboratori informatici dell'università dedicata a Kim Il-sung e le foto mostrano l'imprenditore intento a chiedere informazioni sul tablet ideato dai nordcoreani e sul sistema operativo Red Star.

A Washington il viaggio è invece stato accolto con irritazione. Il dipartimento di Stato lo ha considerato inopportuno mentre il Consiglio di sicurezza dell'Onu discute di come reagire al riuscito lancio del razzo Unha-3 considerato dalla comunità internazionale una provocazione in spregio alle risoluzioni che vietano test balistici ai nordcoreani.

Secondo il Nautilus Institute, il viaggio è da considerarsi un'idea di Richardson e di Tony Namkung, fautore di lunga data di un dialogo tra Washington e Pyongyang, in modo da creare nuovi canali di diplomazia. Lo stesso Richardson ha esortato i nordcoreani a una moratoria sui test missilistici e nucleari. Per Pyongyang può essere stata l'occasione di approcciare i programmi sulle energie rinnovabili di Google. Per Schmidt e il suo collega a Mountain View, Jared Cohen la visita è stata invece fonte di materiale per il libro sul rapporto tra connettività e trasformazioni sociali e politiche che uscirà a aprile.



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