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GEOGRAFIA DELLE MICRONAZIONI 23/12/12

Graziano Graziani

Stati d'eccezione, cosa sono le micronazioni

edizioni dell'Asino

euro 15,00

Andrea Pira

Domenica 23 Dicembre 2012


Nella geografia delle micronazioni di Graziano Graziani , il caso di Malu Entu ricade tra le azioni di protesta. La repubblica fondata da Salvatore “Doddore” Meloni e dai suoi compagni del Partidu sardu pro s'indipendenzia nell'agosto del 2008 ha in prospettiva un obiettivo più alto: l'indipendenza dell'intera Sardegna. Il regno di Tavolara è invece una di quelleanomalie storiche uscite dall'incrociarsi di eredità dinastiche, trattati e congressi che hanno disegnato le nazioni europee e dagli errori che ne conseguono Graziani, giornalista e autore di Stati d'eccezione, cosa sono le micronazioni (edizioni dell'Asino), si è avvicinato a questa sorta di utopie in modo quasi casuale, ha spiegato all'Unione Sarda.

Lo ha fatto occupandosi di diritti digitali e del caso del sito di file-sharing The Pirate Bay che nel 2007, tra le varie iniziative, portò avanti una raccolta fondi per comprare un luogo dove spostare i propri server per tutelarsi e sfuggire alla lobby del copyright. Il posto scelto era il territorio di Sealand, messo in vendita dal principe reggente ormai stanco della vita su una piattaforma in metallo e cemento in mezzo al mare del Nord cui il padre, l'avventuriero Paddy Roy Bates, aveva dato status di principato quarant'anni prima.

Non un caso isolato come si scopre da una rapida ricerca su Internet. Ma se la rete offre spazio a chiunque per formare una comunità, scegliersi una bandiera e proclamarsi Stato, le scelte di Graziani ricadono su quelle esperienze che hanno avuto anche un'estensione territoriale, se pur minima, il cui ricordo deve molto a numismatici e filatelici.

È in queste realtà che si sperimentano forme di gestione alternativa del territorio e si arriva a uno scontro con lo Stato da cui si vogliono staccare. Si tratta di anomalie che cercano un riconoscimento e in rari casi riescono a ottenerlo. L'unica deroga è concessa ai progetti artistici, dove pur senza appartenenza territoriale si cerca di studiare a fondo l'idea di cittadinanza e sovranità.

Le storie delle micronazioni hanno spesso caratteri surreali e parodistici. Tuttavia, “la percezione gioca un ruolo fondamentale”, sottolinea Graziani. Le stesse rivendicazioni non susciterebbero ilarità se applicate su scala più grande alle relazioni tra gli Stati e alla politica internazionale. Questione di percezione come nel caso di Tavolara. I documenti che attestano il lascito dell'isola alla famiglia Bortoleoni sono scomparsi. Forse tutto è stato frutto di una battuta di spirito di Carlo Alberto di Savoia che nella prima metà dell'Ottocento riconobbe a Giuseppe Bortoleoni il titolo di re. Tuttavia fonti di seconda mano, testimonianze, articoli di giornali, una foto per i reali britannici attestano che Tavolara fu considerato veramente il più piccolo regno al mondo.

Ancora più rilevante è il caso di Joshua Norton, la cui storia è alla base della cultura micronazionalista. Per contestare il sistema giudiziario Usa nel 1858 si proclamò imperatore degli Stati Uniti e pur non avendo reali poteri fu considerato tale dai suoi concittadini di San Francisco che gli tributarono tutti gli onori


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