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SCONFINAMENTI A CERTALDO IL 30 OTTOBRE

I 25 ANNI DI LETTERA22 AL SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 2-3 NOVEMBRE

RICORDO DI DONDERO, A BERGAMO 11 MARZO

Guerra e bambini: un'iniziativa a Milano l'8 giugno

CONOSCERE LA GUERRA. A UDINE IL 20 FEBBRAIO

CONVEGNO DI STUDI SULL’AZERBAIGIAN E LA REGIONE DEL CASPIO

ATLANTE DELLE GUERRE, LA SESTA EDIZIONE

TRENTO: CONVEGNO DI STUDI SULL’AZERBAIGIAN

IL MONDO SCONVOLTO DALL'IS ALL'UCRAINA

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GLI STRANI FIORI DEL PAKISTAN, A ROMA 8 /2/14

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A CHE SERVE L'UMANITARIO? UN CONVEGNO A ROMA il 21/11/13

PRIMAVERE ARABE, A ROMA 11/11/13

L'AFGHANISTAN OLTRE IL GRANDE GIOCO, INCONTRI A TRIESTE 7-8-9/9/12

“AFGHANISTAN, OLTRE IL GRANDE GIOCO”

INCONTRI, TESTIMONIANZE, RIFLESSIONI

DOCUMENTARI E FOTOGRAFIE

Trieste, Auditorium dell’Ex Pescheria

Salone degli Incanti

dal 7 settembre a

Domenica 9 Settembre 2012


(Sopra il manifesto della mostra che accompagna il convegno)

“AFGHANISTAN, OLTRE IL GRANDE GIOCO” (Programma definitivo)

INCONTRI, TESTIMONIANZE, RIFLESSIONI

DOCUMENTARI E FOTOGRAFIE

Trieste, Auditorium dell’Ex Pescheria - Salone degli Incanti

7, 8 e 9 settembre 2012

PROGRAMMA

venerdì 7 settembre 2012

ore 17.00 Roberto Cosolini, Sindaco di Trieste, Saluto
Alberto Cairo, “20 anni in Afghanistan"
Monika Bulaj, curatrice di "Afghanistan, oltre il Grande Gioco"

ore 19.00 Hermann Kreutzmann e Fabrizio Foschini
“Luci e ombre nel Pamir afgano”
introduce Emanuele Giordana

ore 21.00 Giovanni De Zorzi, “Musiche d’Afghanistan. Note per un paesaggio sonoro”

ore 22.30 proiezione del film "Ustad Rahim. Herat's rubab maestro" di John Baily, Afghanistan 1994, 55’, sottotitoli in inglese


sabato 8 settembre 2012

ore 11.00 Presentazione dei due volumi sull'Afghanistan:
Andrea Angeli, “Senza Pace: Da Nassiriyah a Kabul. Storie in prima linea”
Antonio De Lauri, “Afghanistan. Ricostruzione, ingiustizia, diritti umani”
modera Emanuele Giordana

ripresa lavori

ore 17.00 Sergio Ujcich, “Il Sufismo”
Alexandre Papas, “La mistica musulmana in Afghanistan”
introduce Monika Bulaj

ore 19.00 Monika Bulaj, “Oltre il Grande Gioco. Immagini e storie di un’umanità ignorata”


ore 21.00
Grazia Shogen Marchianò, "Sulla soglia delle 'cose ultime' a Oriente e Occidente: una meditazione in parole"

Soraya Malek, “L’emancipazione femminile negli anni Venti”
modera Giuliano Battiston

ore 23.00 proiezione di cortometraggi presentati alla sezione Afghanistan di Universo Corto, Elba Film Festival 2012/Afgana/Afghan Voices
“Before i was good” di Masoud Ziaee, 11.54’
cortometraggio vincitore
“Light in the cave” di Sayed Suleiman Amanzad, 7.54’
“Look who is driving” di Airokhsh Faiz Qaisary, 8.26’


domenica 9 settembre 2012


ore 10.00 Giovanni Pedrini, “Il buio albeggia da Oriente. Identità e culture del Pamir afghano”

ore 12.00 Enrico De Maio, Thomas Ruttig e Fabrizio Foschini
"Dentro il Grande Gioco. Il futuro dell'Afghanistan dopo l'uscita di scena dei militari"
modera Giuliano Battiston

ripresa lavori

ore 17.00 Mario Dondero, “Testimone di un secolo di fotografia italiana racconta il suo viaggio in Afghanistan”
Rossella Vatta e Raul Pantaleo , “Impegno sul campo di EMERGENCY”
modera Emanuele Giordana

ore 19.00 Emanuele Giordana, Soraya Malek, Giuliano Battiston
“Né talebani né signori della guerra, la terza via della società civile afgana”

ore 21.00 Nazhend Behbudi, Genni Fabrizio, Veronika Martelanc e Aluk Amiri
”Storie di questo mondo. Profughi afgani in Europa”
modera Monika Bulaj

ore 23.00 proiezione del film/documentario “In This World - Cose di questo mondo”, di Michael Winterbottom, Gran Bretagna 2002, 90’ Orso d’oro al Festival di Berlino 2003




Durante le pause del convegno verrà proiettato il film “BACHA BAZI” (The dancing boys of Afghanistan), di Najibullah Quraishi, che tratta il delicato tema dello sfruttamento sessuale di giovani ragazzi afgani.

….

ANDREA ANGELI, ex portavoce dell’Unione Europea e di EUPOL in Afghanistan, autore dei volumi "Professione Peacekeeper" e "Senza Pace"; è portavoce del sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura.
GIULIANO BATTISTON, ricercatore e giornalista freelance, collabora con quotidiani e riviste, tra cui Il Manifesto e Lo Straniero. Coordina il sito di informazione economica www.sbilanciamoci.info e cura il programma del Salone dell'editoria sociale di Roma. In Afghanistan ha realizzato due ricerche: sulla societa' civile e sulla percezione delle truppe straniere. Ne sta realizzando una terza per il network "Afgana".
MONIKA BULAJ, fotografa e scrittrice, collabora con La Repubblica, Il Corriere della Sera, National Geographic, GEO, Il Piccolo. Ha esposto in molte città del mondo tra cui New York, Il Cairo e Roma. Per il suo lavoro ha ricevuto il Premio Chatwin, The Aftermath Project Grant, TED Fellowship, Premio Luchetta-Hrovatin, Premio Tomizza.
ALBERTO CAIRO, fisioterapista e scrittore. Vive a Kabul da 20 anni. Lavora per il Comitato Internazionale della Croce Rossa. Autore di “Diari di Kabul” e “Mosaico Afgano” entrambi per Einaudi. Pratica la “discriminazione positiva”: nei centri ortopedici del CICR in Afghanistan sono i disabili che riabilitano altri disabili. E’ stato candidato per il Premio Nobel per la Pace nel 2010.
ANTONIO DE LAURI, ricercatore, ha curato il volume “Poesie afgane contemporanee. Un percorso tra le vie della conoscenza” ed è autore del libro “Afghanistan. Ricostruzione, ingiustizia, diritti umani” nel quale analizza i limiti del tentativo di ricostruzione giuridica e giudiziaria in Afghanistan.
ENRICO DE MAIO, diplomatico, già ambasciatore d'Italia in Pakistan e Afghanistan. E’ stato tra gli organizzatori della prima conferenza di Bonn, nel 2001, dopo la caduta dei talebani.
GIOVANNI DE ZORZI, suonatore di flauto ney e docente di Etnomusicologia all'Università Ca' Foscari di Venezia. Si occupa di musica classica e sufi di area ottomano-turca, iranica e centroasiatica; alterna l’attività concertistica, in solo o alla guida dell'Ensemble Marâghî , con la ricerca, la scrittura, la direzione artistica di programmi musicali e la didattica.
MARIO DONDERO, fotografo e giornalista, è considerato il padre del fotogiornalismo italiano. Ha lavorato per diverse testate nazionali ed estere e ha tenuto centinaia di mostre dei suoi lavori che vanno dalla descrizione della realtà sociale in Europa dal dopoguerra a oggi alla documentazione di conflitti in varie parti del mondo. Ha anche documentato la scena letteraria, artistica e cinematografica del continente europeo.
FABRIZIO FOSCHINI, laureato in Storia Orientale all'Università di Bologna, lavora in Afghanistan, da più di due anni, come ricercatore all’Afghanistan Analysts Network di Kabul, forse il più accreditato centro di ricerca sulle tematiche politiche del Paese.
EMANUELE GIORDANA, cofondatore di Lettera22, direttore del mensile "Terra", è uno dei conduttori di Radiotre Mondo a Rai Radio3 e tra i portavoce dell'iniziativa "Afgana", rete italiana della società civile che, nel 2011, ha ricevuto il Premio per la Pace Tiziano Terzani.
HERMANN KREUTZMANN, professore di Geografia Umana, direttore del Centro di studi sullo sviluppo, direttore dell’Istituto di Scienze Geografiche presso la Freie Universitat Berlin, ha una pluriennale esperienza di ricerca sul campo nelle regioni dell’Asia centro-settentrionale; attualmente è consigliere e ricercatore principale del Competence Network “Crossroads Asia”, finanziato dal Bundesministerium für Bildung und Forschung.
SORAYA MALEK, principessa afgana discendente del re riformatore Amanullah, (esiliato in Italia e morto in Europa agli inizi del secolo scorso), fa parte della rete “Afgana”.
GRAZIA SHOGEN MARCHIANO’, studiosa di estetica comparata e studi indiani e buddhisti, già professore ordinario di Estetica e Storia e Civiltà dell'Asia orientale, è stata testimone e interprete del cozzo fra le forze che innescano ma anche distruggono la luce interiore, invocata da ogni mistica come la vera mèta; in un monastero shingon giapponese è stata iniziata alla meditazione profonda; presidente dell’AIREZ, l’Associazione nel nome di Elémire Zolla, ne cura l’Opera omnia e ne ha scritto, per Marsilio, la biografia intellettuale ” Il conoscitore di segreti”.
RAUL PANTALEO, architetto e grafico, da anni svolge la sua attività professionale e di ricerca nell'ambito della progettazione partecipata bioecologica e della comunicazione sociale, collaborando con organizzazioni del terzo settore. Fortemente impegnato nei progetti di Emergency, ha progettato e realizzato diversi centri sanitari in vari paesi africani, tra cui il Centro Salam di Karthoum che ha rappresentato l'Italia alla Biennale di architettura 2010.
ALEXANDRE PAPAS, ricercatore al Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi, storico dell'Islam e dell'Asia centrale; nel 2006 ha ricevuto il premio per la miglior tesi di dottorato all'Istituto per lo studio dell'Islam e le società del mondo musulmano; si occupa di misticismo Sufi, venerazione del sacro e di questioni politico-religiose in Asia centrale dal XVI secolo ad oggi.
GIOVANNI PEDRINI, antropologo e orientalista, responsabile del progetto di ricerca "Identità etniche e frontiere culturali nel Wakhan Pamir” dell'Università Ca' Foscari di Venezia.
THOMAS RUTTIG, fondatore di Afghanistan Analysts Network è a capo del più vecchio e autorevole centro di ricerca storico politica dell'Afghanistan con base a Kabul ed è un analista molto ascoltato in Germania e conosciuto a livello internazionale.
SERGIO UJCICH, portavoce ufficiale del Centro Culturale Islamico di Trieste e del Friuli
ROSSELLA VATTA, infermiera pediatrica dell’IRCCS materno infantile Burlo Garofolo di Trieste, ha lavorato come volontaria di Emergency nel Centro di maternità dell'Ospedale di Anabah in Panjshir.

Per l’ evento speciale “Storie di questo mondo. Profughi Afgani in Europa”:

NAZHEND BEHBUDI, per Save the Children
GENNI FABRIZIO,per Tenda per la Pace e i Diritti
VERONIKA MARTELANC, per UNHCR, membro della Comissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale presso la Prefettura di Gorizia
ALUK AMIRI, artista, autore dei film: "Nei sogni dei miei piccoli sogni" e "Benvenuti in Italia. Un altro sguardo sull'accoglienza".



Seguiranno proiezioni di film e di documentari.


MOSTRA

“Nel giardino luminoso dell’Afghanistan ho seguito d’istinto i suoi sentieri, trovando focolai di speranza nei luoghi più insperati, nel fondo più nero della disperazione”.


NUR/LUCE. Appunti afgani e’ un viaggio nell’altro Afghanistan, nelle parole di Monika Bulaj “Un viaggio solitario nella terra degli Afgani. Dividendo il cibo, il sonno, la fatica, la fame, il freddo, i sussurri, il riso, la paura. Spostandosi con bus, taxi, cavalli, camion, a dorso di yak. Dal confine iraniano a quello cinese sulle nevi del Wakhan, armati soltanto di un taccuino e una Leica, fatti per l’intimità dell’incontro. Balkh, Panjshir, Samanghan, Herat, Kabul, Jalalabad, Badakshan, Pamir Khord, Khost wa Firing. Uno slalom continuo per evitare i banditi targati Talib, seguendo la complicata geografia della sicurezza che tutti gli afgani conoscono. Parlando con gli afgani, ho scoperto che la guerra è una macchina miliardaria che si autoalimenta e che pur di funzionare arriva al punto di pagare indirettamente tangenti allo stesso nemico. Rifiutando di viaggiare con un’unita’ militare - ‘embedded’ - protetti da un elmetto in kevlar, ho ritrovato un mondo che, dalla Maillart a Bouvier, gli europei amarono e che ora, dopo dieci anni di presenza militare, abbiamo rinunciato a conoscere. La culla del sufismo e di un Islam tollerante che, lì come in Bosnia, l’Occidente si ostina a ignorare, un mondo odiato dai Taliban e minacciato dal nostro schema dello scontro bipolare. Un Paese nudo e minerale, dove un albero ha una maestà senza eguali e l’individuo non ha spazio per l’arroganza. Deserti dove il richiamo “Allah u Akhbar” suona più puro che altrove. Una terra abbacinante, dai cieli sconfinati, e così inondata di sole che bisogna rifugiarsi nell’ombra - interni, albe e crepuscoli - per ridare un senso alla luce, al fuoco, ai bagliori dello sguardo. Un Paese disperato, dove la donna è schiacciata dal tribalismo e l’oppio è la sola medicina dei poveri, ma dove una straniera può essere accolta in una moschea e l’incantamento dello straniero è vissuto come una benedizione. Una terra dove si rischia la vita solo andando a scuola e dove nelle periferie disperate i bambini si svegliano alle quattro del mattino per andare a prendere l’acqua con gli asini. Ma anche un Paese d’ironia, capace di ridere nei momenti più neri, rispettoso degli anziani, perfettamente conscio che il solo futuro possibile sta nella scuola, e nei bambini che domani saranno uomini”.


NUR/LUCE. Appunti afgani è una raccolta di immagini di grande qualità: oltre all’impeccabile aspetto tecnico/compositivo delle fotografie, realizzate indistintamente in colore e bianco e nero, spicca la sensibilità dell’autrice, che crea una serie di immagini intense, raffinate, vissute e coraggiose come l’impresa stessa. Rifiutando di viaggiare con i militari come fotografa ‘embedded’, Monika Bulaj è riuscita ad “entrare” e a mescolarsi con la gente e le tradizioni dei luoghi visitati, siano essi villaggi kirghisi che città - spettro come Kabul, ottenendo completa fiducia, tanto da riuscire a scattare anche in situazioni particolarmente delicate come ospedali, moschee, bagni pubblici, palestre, scuole e prigioni. Il suo lavoro inoltre mette in luce un altro Afghanistan, spesso nascosto dagli stereotipi e mascherato dai pregiudizi, quello delle donne, raccontate attraverso scatti che catturano le loro espressioni più autentiche.


Dagli appunti di viaggio di Monika Bulaj “Kabul nelle notti d'inverno, il suo arcipelago di villaggi abusivi senza fogne, elettricità, dove i bambini si alzano alle quattro del mattino per conquistarsi la loro pesante tanica d'acqua. Le cerimonie cantate dei sufi, i riti di magia per compensare l'assenza di medicine, i villaggi interamente di oppiomani, perché non esiste altra difesa dal dolore. Le spose vendute per debiti, gli hamman maschili, il culto del corpo del guerriero afgano del XXI secolo nelle body-gym, il dramma della nuova epidemia delle auto-immolazioni e delle mine anti-uomo, che aumentano anziché diminuire. Il lavoro solitario e unico di Emergency e dell'ICRC di Alberto Cairo, e poi i riti clandestini sciiti, le lettere con minaccia di morte affisse di notte dai talebani alla porta di chi osa mandare le proprie figlie a scuola. Le prigioni minorili dove vengono gettate le adolescenti fuggite dai matrimoni forzati o le case rifugio dove esse si nascondono dalla prigione, dalla vendetta dei clan e della loro stessa famiglia. L'abbiamo guardato tutto questo non dall'oblò di un blindato ma con l'occhio dell'afgano che lo guarda dalla strada. A chi importa dei Kuchi, ultimi nomadi e ultimi degli ultimi, privati dei loro pascoli e ridotti a larve nelle città, in case-buche dove metà dei neonati non sopravvive all'inverno? Ma forse oggi tutti gli afgani stanno diventando kuchi, displaced people, seduti sui loro fagotti in attesa di una fuga impossibile. Un popolo, nonostante questo, capace di ridere e di giocare con passione, ascoltare musica e ballare, cantando a voce alta. Ed ecco il barbiere allegro che fu Osama Bin Laden in una fiction televisiva, il gioco d'azzardo attorno a eserciti di pulcini in guerra nel teatrino del quartiere, le risa intorno alle lotte rituali tra cammelli. Le famiglie dei talebani al fronte, i capi assassini pentiti, le bambine nomadi prostitute, la lotta senza speranza dei kirghisi e degli sheva sulle montagne desertiche del Nord. E poi il continente femminile, le donne, i loro sogni, le aspirazioni, la lotta contro la depressione e l'autorealizzazione in un soffocante contesto tribale. Una panoramica di un Paese che rompe i nostri
pregiudizi, le paure e i tabù”.


E ancora, così Monika Bulaj descrive il progetto triestino “La Vecchia Pescheria, con il suo odore di alghe e conchiglie e i riflessi dorati d'acqua su pietra nera, non era il cuore segreto di Trieste? Affettata da raggi di luce, maestosa e trasparente, poteva sembrare il Partenone di questa Vienna sull’Adriatico. Oppure l'agorà di pescatori con facce arrostite come zucche, massaie austriache ed ebree, contadine slovene e governanti greche. E, poi, il ginnasio, dove nel brusio di voci confuse, nel bordone dei richiami, i bambini imparavano i nomi di pesci, barche e venti. I triestini la chiamavano Santa Maria del Guato. Vi siamo entrati come si entra in una basilica, cercando istintivamente l'altare, le colonne e le navate. Abbiamo creato un'installazione minimale, l'impalcatura trasparente di un tempio non finito, come in una città sotto assedio, dove gli abitanti hanno dimenticato i loro sogni, oppure gli sono mancate le forze. L'abbiamo riempita con voci di bazar e strade di Kabul, con pianto di donne, canti di bambini e mistici sufi. Ululati, nitriti, belati del grande silenzio dell'Hindukush e del Pamir. I volti degli afgani si sono adagiati con naturalezza nelle nicchie vuote dell'iconostasi quasi bizantina, già presente nella sua pianta originale. Ma si affacciano anche dalle finestre murate e sui giardini incolti nei vicoli della Città. Passano le soglie delle porte sbarrate, abitano case abbandonate, si confondono con le ombre dei passanti. La loro è una presenza discreta, appena una traccia, un bisbiglio: sono i PASSAGGI AFGANI A TRIESTE. Ma la mostra, è anche e sopratutto un'occasione d'incontro con i grandi testimoni della storia afgana, ricercatori, giornalisti, diplomatici e medici. Alle loro storie verranno dedicate le tre giornate del convegno AFGHANISTAN, OLTRE IL GRANDE GIOCO, che si terrà nell’Auditorium dell’ex Pescheria - Salone degli Incanti dal 7 al 9 settembre, durante il quale si parlerà di spiritualità e antropologia, storia e attualità, guerra e quotidianità, con particolare attenzione alla questione giuridica e all'odissea dei profughi afgani in Europa”.




Monika Bulaj
NUR/LUCE. Appunti afgani
4 agosto/23 settembre 2012
ex Pescheria - Salone degli Incanti
riva Nazario Sauro 1 - Trieste


orario
da lunedì a venerdì dalle 17 alle 23
sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 23

ingresso
intero € 6,00, ridotto € 4,00, gratuito fino a 14 anni

visite guidate con Monika Bulaj
sabato 4, domenica 5 agosto e domenica 23 settembre 2012 - ore 18


info
+39 040 3226862 / info_expescheria@comune.trieste.it / www.triestecultura.it


con il contributo di

Fondazione CRT

MONTURA


sponsor tecnici

ESATTO
NEWLAB



Monika Bulaj
NUR/LUCE. Appunti afgani

una mostra promossa e realizzata da
comune di trieste

sindaco
roberto cosolini

a cura di Monika Bulaj


direttore area cultura
fabio lorenzut

coordinamento organizzativo
francesca locci
con
gabriella biagini
antonella coppola
alessandro filippi
anna maria ruocco

fotografie, testi e suoni
monika bulaj

concept allestimento, grafica e urban art
aleksander mazurkiewicz


allestimento
azeta iniziative


illuminazione e audio
show solutions


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newlab


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sorveglianza e assistenza al pubblico
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