Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


CLOONEY E I TWEEPS SUDANESI: CRONACA DI UNA GIORNATA PARTICOLARE 17/3/12

SUDAN, LE DIFFICOLTA' ECONOMICHE DI KHARTOUM 14/07/11

KORDOFAN MERIDIONALE, ANCORA BOMBE 14/07/11

SUDAN, KHARTOUM ALLA PROVA DELLA SECESSIONE 08/07/11

ABYEI, NORD E SUD SUDAN AI FERRI CORTI 27/05/11

SUDAN, SCONTRI AD ABYEI 11/1/11

SUDAN, SI VOTA 11/04/10

ELEZIONI SUDANESI, STORIA DI UN FALLIMENTO 11/04/10

SVOLTA A KHARTUM 1/8/09

ABYEI, LA BOMBA DISINNESCATA 24/7/09

DARFUR, "CONFLITTO A BASSA INTENSITA'" 29/4/09

DARFUR, RAPITI TRE OPERATORI MSF 13/03/09

CHANGING JUBA 7/03/09

BESHIR-TPI, QUALI CONSEGUENZE? 05/03/09

SUDAN, TREGUA UNILATERALE IN DARFUR 13/11/08

KORDOFAN MERIDIONALE, ANCORA BOMBE 14/07/11

La crisi nello stato nordsudanese del Kordofan meridionale non si ferma, nonostante un accordo-quadro firmato ad Addis Abeba a fine giugno che doveva permettere anche la cessazione delle ostilità

Irene Panozzo

Giovedi' 14 Luglio 2011

Juba - Ancora bombe sul Kordofan meridionale, lo stato nord-sudanese dove dal 5 giugno è in corso una crisi tra il governo di Khartoum e gli ex ribelli del braccio settentrionale del Movimento per la liberazione popolare del Sudan (Splm-N). È quanto hanno denunciato le Nazioni Unite nei giorni scorsi, per bocca di Elisabeth Byrs, portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha).
In un incontro con i giornalisti a Ginevra, Byrs ha parlato di “forti bombardamenti” su Kadugli, capitale dello stato, e su alcune altre città. Scontri che, stando sempre alle parole della funzionaria Onu, avrebbero causato l'allontanamento da Delami, cittadina nel nord-est dello stato, di almeno 2000 persone. Il numero esatto di sfollati in realtà non è disponibile, lo ammettono anche le Nazioni Unite. La Commissione per l'aiuto umanitario (Hac) del governo del Sudan ha detto nei giorni scorsi che il numero di sfollati, registrato ad almeno 73mila nelle settimane scorse, è “diminuito significativamente”. Un dato che Ocha però, nel suo ultimo rapporto sulla situazione in Kordofan meridionale, uscito lunedì, non si è sentita né di confermare né di smentire.
Ottenere notizie precise su quale sia la situazione nello stato è in effetti molto difficile, se non impossibile. L'accesso a diplomatici e giornalisti è limitato e gli operatori internazionali, dell'Onu o di altre organizzazioni, sono concentrati perlopiù a Kadugli e negli altri centri abitati principali.
Quanto si sa per certo è che la crisi non accenna a risolversi, nonostante l'accordo-quadro firmato il 28 giugno ad Addis Abeba da Nafie Ali Nafie, vicepresidente del partito per il Congresso nazionale (Ncp) e consigliere presidenziale di Omar al-Bashir, e Malik Agar, presidente dello Splm-N e governatore dello stato del Nilo Azzurro, altro stato la cui popolazione, come in Kordofan meridionale, ha in parte combattuto con gli allora ribelli dell'Esercito per la liberazione popolare del Sudan (Spla) durante la guerra civile tra Nord e Sud. L'accordo di fine giugno, su cui le parti avrebbero dovuto continuare a negoziare, riconosceva la cittadinanza settentrionale dei membri dello Spla nei due stati settentrionali, come il diritto dello Splm-N a continuare le sue attività come partito politico legale nel Nord. Allo stesso tempo, riconosceva anche la necessità di assorbire gli ex membri Spla nell'esercito settentrionale, unico esercito rimasto in Sudan dopo la secessione del Sud.
A pochi giorni dalla firma dell'accordo-quadro, però, il presidente Bashir ne ha preso le distanze, sollevando delle “riserve” su alcune sue parti. Complice anche l'interruzione dei negoziati per i festeggiamenti per l'indipendenza del Sud, i dialoghi, mediati dal Panel di alto livello dell'Unione Africana presieduto dall'ex presidente sudafricano Thabo Mbeki, si sono interrotti e non è chiaro se riprenderanno a breve oppure no.
Neanche il ritrovarsi tutti a Juba per le celebrazioni per l'indipendenza sembra essere servito: incontrando i giornalisti domenica nella capitale sudsudanese Malik Agar ha avvertito Khartoum del rischio di un “ritorno alla guerra” se il governo non rispetterà l'accordo di Addis. Parole che potrebbero non essere troppo lontane dalla verità.


L'articolo è oggi anche su il manifesto



Powered by Amisnet.org