Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


Libia, tutti i rischi della guerra

CAOS LIBICO 12/9/13

LIBIA: RENDITION E TORTURE CIA PER GLI OPPOSITORI DI GHEDDAFI 8/9/12

LIBIA, AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA: TORTURE E VIOLENZE DA MILIZIE FUORI CONTROLLO 16/02/12

TUTTI GLI INTERROGATIVI SUL FUTURO DELLA LIBIA 24/10/11

"GHEDDAFI? NON FU SOLO UN MOSTRO" 31/9/11

ELISABETTA E I RISCHI DI UN MESTIERE 25/8/11

LE ULTIME ORE DEL REGIME LIBICO 22/08/2011

LIBIA, GLI USA INCONTRANO RAPPRESENTANTI DI GHEDDAFI 19/07/11

L'ACCORDO TRA ROMA E BENGASI FOTOCOPIA DI QUELLO CON TRIPOLI 28/6/11

JABRIL: «RESISTEREMO PIù DI GHEDDAFI» 5 MAGGIO 2011

LIBIA, I FIGLI TENTANO IL NEGOZIATO 4/4/11

ITALIA E LIBIA, IL DISCORSO DI NAPOLITANO ALL'ONU 29/03/11

I DUBBI SULLA NFZ E IL BICCHIERE MEZZO PIENO 20/3/11

ONU IN ALLARME PER LE VIOLENZE SUI MIGRANTI IN LIBIA 09/03/2011

I DUBBI SULLA NFZ E IL BICCHIERE MEZZO PIENO 20/3/11

Dopo la decisione del Consiglio di sicurezza

Emanuele Giordana

Domenica 20 Marzo 2011

Su questo giornale abbiamo già espresso alcune preoccupazioni sull'applicazione di una No Fly Zone sulla Libia: il meccanismo militare, malamente maneggiato e non sostanziato da una forte opzione politico negoziale, rischia infatti di trasformarsi nell'anticamera di un'operazione terrestre e, dunque, di un ennesimo conflitto dagli esiti incerti. La prudenza dunque è bene mantenerla senza pensare che il fucile risolva i problemi della politica.
Ma a voler vedere il bicchiere mezzo pieno ci sono diversi elementi positivi nella decisione presa all'Onu tre giorni fa. Innanzi arriva da un Consiglio di sicurezza nel quale, al netto di cinque astensioni, Cina e Russia hanno rinunciato al diritto di veto avallando in buona sostanza l'operazione. E gli Stati uniti, avvezzi a proporsi come il traino di ogni operazione politico militare degli ultimi decenni in nome di qualche giusta causa, hanno fatto un passo indietro, rinviando a una decisione multilaterale quel che un tempo sarebbe invece stata la crociata di un solo Paese. Infine, per la prima volta, la Lega araba si è espressa ancor prima dell'Onu a favore della NFZ, dando quindi ancor più legittimità alla scelta.
Chi ha criticato però l'eccessiva timidezza della comunità internazionale, si sbagliava. Non era solo imbarazzo, timidezza, ignavia ma forse, per la prima volta, la coscienza che una decisione grave richiede di pensarci non due ma tre volte, al punto che qualche Paese, come la Germania, ha preferito farsi da parte.
C'è dunque un fatto positivo da registrare e forse un'inversione di tendenza a cui ci piacerebbe credere, pur restando intatte tutte le nostre perplessità su un attore, l'Onu, depotenziato con tale abilità negli ultimi vent'anni, da essere una scatola vuota dal punto di vista politico e militare: non saranno suoi gli aerei né le navi e un corpo di caschi blu richiede tempo, mezzi e determinazione. Che Londra o Parigi, e forse Roma, ci mettano i caccia va bene fino a un certo punto e il tempo delle “coalizioni di volenterosi” dovrebbe tramontare per sempre.
Può essere la NFZ in Libia anche l'occasione per ripensare all'Onu, alla riforma del Consiglio di sicurezza, alle regole d'ingaggio dei suoi eserciti disarmati e dipendenti dalla volontà di pochi? Se sì la NFZ avrà ottenuto due risultati: fermare il colonnello (ci auguriamo con la sola forza della dissuasione) dal compiere una strage e aver ripescato lo spirito che dopo la seconda guerra mondiale fece credere che un nuovo mondo fosse ancora possibile.

Anche su Terra



Powered by Amisnet.org