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TUNISIA, PARLA (SU LEFT) IL COMUNISTA HAMMAMI 14/1/11

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TUNISIA, PARLA (SU LEFT) IL COMUNISTA HAMMAMI 14/1/11

Sul settimanale Left l'intervista al leader prima dell’arresto: “Il movimento è più forte del regime. E’ una rivolta laica”

Venerdi' 14 Gennaio 2011

Sul settimanale in edicola da oggi parla Hamma Hammami, leader del Parti communiste des ouvriers de Tunisie (Pcot), prelevato l'altro ieri mattina con la forza nella sua abitazione dalla polizia politica, a poche ore di distanza dall’intervista rilasciata a Paola Mirenda. A capo di una formazione politica illegale, Hammami, era già stato in carcere in passato per questo motivo e, rRientrato in Tunisia dopo lungo esilio, aveva comunicato il suo ritorno alla polizia. La notizia del suo arresto è stata data dalla figlia Nadia, la maggiore dei suoi tre figli.

“Nonostante i morti - racconta Hammami a Left - i giovani sono ancora in piazza. Il movimento è più forte del regime e può portare alla sua caduta, Non sappiamo quando, ma il percorso è tracciato”. Secondo Hammami è stata la repressione selvaggia messa in atto dal regime a imprimere un carattere “politico” alla protesta. “Sono state le decine di morti e le centinaia di feriti a esasperare la popolazione, a indirizzare la protesta contro il suo partito e il suo regime - spiega -. A manifestare non sono più solo i disoccupati ma ci sono sindacalisti, lavoratori, studenti, avvocati, artisti, che chiedono la partenza di Ben Ali, la fine della dittatura e rivendicano un sistema democratico nel quale possano avere libertà e realizzare le loro aspirazioni economiche e sociali”. “Non c’è alcuna forza straniera dietro queste proteste, e il movimento islamista è totalmente assente - conclude Hammami nell’intervista a Left -. Questa è una sollevazione popolare, democratica, direi persino a carattere laico. Paventare interferenze, dire che ci sono terroristi o mani straniere è un modo di screditare il movimento e di legittimare la repressione. Ma chi ci prova non otterrà il risultato sperato”.



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