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La guardia del corpo uccide il governatore del Punjab Salmaam Taseer mentre il Pakistan è attraversato da una crisi di governo apparentemente senza uscita
(nella foto il premier Gilani)

Emanuele Giordana

Mercoledi' 5 Gennaio 2011

Il governatore del Punjab e leader di spicco del Partito popolare del Pakistan, che ha la maggioranza relativa nel Paese, è stato freddato ieri mattina dalla sua guardia del corpo nel cuore della capitale Islamabad, in una zona residenziale e commerciale circondata da caffè e negozi. Come l'agente stesso ha poi ammesso, Salmaan Taseer avrebbe pagato con la vita la sua presa di posizione contro la legge sulla blasfemia e a favore della grazia per Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte con l'accusa di aver offeso il Profeta Maometto. Malik Mumtaz Qadri, il suo assassino, ha infatti confessato di aver ucciso il governatore della provincia più popolosa e importante del Paese perché Taseer era tra coloro che avevano chiesto clemenza per la “Sakineh pachistana”. Asia Bibi si era infatti rivolta al governatore del Punjab chiedendogli di impegnarsi per evitarle la pena capitale. E ne aveva ricevuto la promessa di un appello direttamente al presidente pakistano Asif Ali Zardari (per altro favorevole a chiudere un caso che mette per l'ennesima volta il suo Paese in una pessima luce).
Nondimeno, in un momento tesissimo del quadro politico del Paese, l'assassinio di un quadro chiave del Ppp - il partito appunto di Zardari e lo stesso del premier Yusuf Raza Gilani - crea un elemento di turbativa non di poco conto che rende ancora più complesse le trattative di queste ore che vedono impegnato l'esecutivo nel tentativo di coinvolgere alcuni partiti dell'opposizione, dopo che due soci di coalizione hanno lasciato Gilani facendo mancare al governo i voti necessari per andare avanti.
Dopo la morte di Taseer il quadro si è infatti subito surriscaldato con reazioni di protesta che a Lahore, sua città natale, si sono presto trasformate in manifestazioni violente mentre a Karachi, altra grande metropoli pachistana (e roccaforte del Mqm, il partito che, lasciando l'esecutivo, ha messo nei guai Zardari) è stato dichiarato lo stato di massima allerta. Quanto al ministro degli Interni Rehman Malik, ha detto che sono a rischio tutti gli eventi a cui partecipano personalità di spicco e per le quali è stata rafforzata la sicurezza.
L'inchiesta che cerca di far luce sulla cornice dell'assassinio ha per ora solo ricostruito le ultime ore del governatore, che aveva appena lasciato la sua residenza nella capitale quando Malik gli ha sparato al petto. Ma le indagini sono indirizzate a capire cosa c'è dietro il gesto del membro di un corpo di élite dell'esercito pachistano: se abbia agito da solo o se la sua azione possa essere figlia di un complotto che, oltre alle motivazioni dichiarate dal killer, potrebbe avere qualche altro movente. Il governo di Islamabad ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, mentre il Ppp ha annunciato due settimane di lutto e bloccato tutte le iniziative che il partito aveva in programma. Immediatamente è stata creata una commissione per l'autopsia sul corpo di Taseer e il presidente Zardari (che è in procinto di partire per gli Stati uniti), dopo aver duramente condannato l'uccisione del governatore, ha chiesto al ministro degli Interni di supervisionare personalmente le indagini e di riferirgli urgentemente gli esiti.
Sul fronte politico interno intanto la corsa contro il tempo (un possibile voto di sfiducia contro l'esecutivo di Gilani) prosegue con consultazioni soprattutto con una delle due leghe musulmano (Pml-N e Pml-Q) nel tentativo di rimettere assieme i numeri che consentirebbero la vita sempre più fragile del governo. La fazione Q (Pakistan Muslim League – Quaid, guidata da Chaudhry Shujaat Hussain) ha lasciato aperto qualche spiraglio mentre la fazione N (Pakistan Muslim League – Nawaz, dal nome del suo leader Nawaz Sharif) ha dato ieri a Gilani 72 ore di tempo per un accordo sulle riforme (volute da Sharif) minacciando l'espulsione del Ppp dal governo del Punjub, nel quale era appunto fino a ieri governatore Taseer. Una sorta di prova generale e che, dopo la morte del funzionario, potrebbe però produrre esiti incerti anche per lo stesso partito di Nawaz (molto forte in Punjab).
Il quadro pachistano dunque si complica sempre di più e la stagione degli omicidi mirati torna ad affacciarsi sulla vita pubblica, circondata dalle notizie di stragi settarie messe in atto da gruppuscoli radicali (specie contro la minoranza sciita) e dalle continue azioni di guerra dei PakTalebani, la filiazione pachistana della guerriglia in turbante afgana.
Zardari inoltre sta per affrontare un viaggio difficile negli Usa dove le polemiche sul Pakistan, a colpi di dossier o di dichiarazioni politiche, hanno reso tesissime le relazioni tra Washington e Islamabad. In questo clima Zardari dovrebbe rassicurare Obama sul fatto che il Pakistan sta facendo quanto in suo potere per combattere Al Qaeda. Ma non sarà una missione facile e tanto meno serena.

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