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Presidio contro la guerra a Milano

VIGILIA DIFFICILE PER IL WARGAME DELLA NATO

A TRIESTE DIVISI DA UNA DATA, 1 MAGGIO O 12 GIUGNO?

21 OKTOOBAR, I MISTERI DI MOGADISCIO

CASO BOSIO, LA FARNESINA LO SOSPENDE 8/4/14

MADEINITALY/RANAPLAZA, IL SENATO CHIEDE CONTO 4/4/14

CARO SINDACO TI SCRIVO. I DUBBI SULLA NUOVA MOSCHEA DI MILANO 17/2/14

AL VIA IL "SISTEMA PAESE IN MOVIMENTO" 17/11/13

LA GRANDE MUTAZIONE. AL VIA IL QUINTO SALONE DELL'EDITORIA SOCIALE 31/10/13

ALLA SAPIENZA ASPETTANDO IL 19 OTTOBRE 16/10/13

AMNESTY: DIRITTI AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE, MA TRA VECCHI VIZI E TABÙ 27/9/13

MANCONI SUL GIALLO DEL CABLO SHALABAYEVA 21/7/13

ITALIA/KAZAKISTAN, ASPETTANDO ALMA 14/7/13

KAZAKISTAN, MARCIA INDIETRO DEL GOVERNO 13/7/13

ESPULSIONE O RENDITION? LA TRAMA OSCURA DIETRO LA STORIA DI ALMA 11/7/13

FINANZIARIA, INTANTO TAGLIO ALLE UNIVERSITA' 26/5/10

Il drammatico impatto della manovra sulle Università. Un documento della Rete 29 aprile (ricercatori per un'università pubblica, libera, aperta). Volentieri lo pubblichiamo

Mercoledi' 26 Maggio 2010

Il taglio retributivo per i ricercatori universitari allʼinizio della carriera è
maggiore del taglio alle retribuzioni dei parlamentari, dei ministri e dei
sottosegretari di stato e dei manager pubblici. È quanto risulta dalla bozza
della manovra finanziaria correttiva pubblicata dal Corriere della Sera
online, con misure che vanno a colpire tutto il sistema universitario nel suo
complesso e in particolare i giovani ricercatori.
a) viene confermato il prolungamento del blocco del turnover nelle assunzioni nella pubblica amministrazione fino a tutto il 2014. Per lʼuniversità, nella prospettiva dellʼuscita dai ruoli di circa 18.000 su 60.000 unità nei prossimi cinque anni, sarà semplicemente impossibile garantire gli stessi livelli di servizio e di offerta formativa.
b) I tagli al fondo di finanziamento ordinario dellʼuniversità vengono prolungati nel tempo, arrivando al 2015, prevedendo tagli per circa 860 milioni di euro (art. 94 del testo provvisorio)
c) Le progressioni stipendiali dei ricercatori, compresi quelli assunti da poco e ancora in “periodo di conferma” (periodo di prova che dura tre anni) vengono congelate dalla manovra per gli anni 2011, 2012 e 2013 (art. 14). Il ricercatore neoassunto si vedrà decurtata la retribuzione di quasi 1600 euro annui, i ricercatori in servizio da nove anni avranno un taglio pari a 4.745 euro annui.
Al confronto, la decurtazione del 10% delle retribuzioni superiori a 75.000 euro annui lordi ha effetti assai più lievi, in quanto si applica solo alla parte eccedente questa soglia. Quindi, un ricercatore neoassunto e un dirigente con uno stipendio di 91.000 euro vengono decurtati allo stesso modo, nonostante il primo guadagni meno di un terzo del secondo. Allo stesso modo, il taglio subito da un ricercatore con nove anni di anzianità è identico a quello subito da un
dirigente che guadagna 122.500 euro allʼanno, ovvero quasi quattro volte di più
d) Come se non bastasse, in questo quadro di incertezza e di depauperamento – e a dispetto della necessità di “internazionalizzare” il sistema universitario italiano – viene imposto un drastico taglio alle spese per missioni allʼestero rischiando di bloccare del tutto le collaborazioni, i progetti internazionali, la partecipazione a conferenze e a riunioni essenziali per una ricerca che non voglia limitarsi al vicolo sotto casa.
Se questo scenario dovesse essere confermato dal testo definitivo della manovra, il giudizio da parte del mondo dellʼuniversità e della ricerca, e in particolare dei giovani ricercatori, non potrà che essere assolutamente negativo. Sicuramente ne rafforzerà la determinazione a mantenere lʼindisponibilità a svolgere attività didattica, già annunciata nelle scorse settimane e che provocherà il sostanziale blocco del prossimo anno accademico in pressoché tutti gli Atenei italiani.



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