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SUL FRONTE IN UCRAINA, ASPETTANDO L'OFFENSIVA DEI RUSSI 19/6/2015

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BASE RUSSA IN UCRAINA, CAOS ALLA RADA

Ma Mosca mostra sorpresa: "Tymoshenko mai contraria per principio alla flotta russa in Crimea, per lei era solo questione di prezzo".

Lucia Sgueglia

Mercoledi' 28 Aprile 2010

MOSCA – Kiev 2047. Sarà questa la data in cui l’Ucraina, forse, potrà sentirsi indipendente da Mosca? È ciò che temono gli oppositori ucraini, imbestialiti di fronte alla ratifica, ieri alla Rada, dell’accordo che permetterà alla flotta russa del Maro Nero di restare ancorata sulle coste della Crimea, nella storica base di Sebastopoli dove risiede dal 1783, per altri 25 anni, oltre l’attuale scadenza del 2017. Con una possibile estensione di altri 5. Un voto che scatena il caos in aula: lanci di uova e fumogeni dagli spalti dell’opposizione, botte e tafferugli, ombrelli neri si aprono all’improvviso nelle mani dei membri del governo per farsi scudo. Forse prevedevano una giornata di pioggia? Oppure si aspettavano le contestazioni, i sostenitori di Viktor Yanukovich, il nuovo presidente ucraino che ha firmato l’accordo, pochi giorni fa a Kharkov, col russo Medvedev. Ottenendo in cambio una preziosa contropartita per Kiev attanagliata dalla crisi economica: sconto del 30% sulle forniture di gas russo. “Dalle arance alle uova” ironizza una tv russa sottolineando la parabola circolare di Kiev: passata in 5 anni dalla rivolta contro Mosca alla ritrovata armonia coi russi. Ma una parte del paese non è d’accordo. “Tradimento”, “attentato alla sovranità nazionale” grida la ex premier Yulia Tymoshenko tornata all’opposizione, che vuole appellarsi al Consiglio d’Europa. Fuori, migliaia di sostenitori suoi ma anche della maggioranza si fronteggiano: “vergogna”, »morte ai traditori«, »la Crimea a noi«. Per l’ex presidente Viktor Yushchenko, che in passato cercò più volte di mettere in discussione la presenza della flotta russa, è »un'usurpazione militare del Paese, una pagina nera nella storia dell'Ucraina e della Rada«. Minaccia manifestazioni per bloccare il parlamento e andare a elezioni anticipate. Ma il suo seguito, si sa, è risicatissimo.
A Sebastopoli, invece, centinaia festeggiano: in Crimea si parla spesso russo, e si manifesta volentieri contro la Nato, la flotta qui è “di famiglia” da sempre. Mosca - dove la Duma ha ratificato il patto a schiacciante maggioranza - fa spallucce, mostrando gran sorpresa. Il premier Putin, ieri a Kiev per assicurarsi il sì, ricorda che la questione non ha mai interessato particolarmente il vecchio governo di Yulia: “Non si è mai opposta per principio, l’unica questione per lei era il prezzo”. E il prezzo pagato dai russi, secondo l’ex zar che condanna i “numeri da teppisti” degli oppositori ucraini, non è nemmeno un affarone per Mosca: anzi, «esorbitante. Con questi soldi potrei mangiare sia Yanukovich che il vostro premier. Ma per noi non è solo una questione di soldi, bensì di cooperazione con l’Ucraina«. E quella postazione sulle acque del Mar Nero, a due passi da Georgia e Caucaso, decisiva: anche perché allontana al 2042 l'ipotesi di un ingresso di Kiev nella Nato. Da Oslo gli fa eco Dmitri Medvedev: l’accordo dimostra “la supremazia degli interessi strategici del paese sulle emozioni”, afferma. Convinto sia un bene per entrambi i paesi: “Dobbiamo sbarazzarci dell’approccio matematico e non pensare a chi vince o perde oggi, ma guardare al futuro. Siamo partner strategici”. Che possono tornare fratelli, ora che a Kiev di nuovo c’è un presidente “amico".
E vari analisti appoggiano la scelta di Yanukovich: “pragmatica”. Gli ucraini non si lamenteranno certo con lui ora che le bollette del gas potranno restare basse. Kiev del resto ha poca scelta: affonda nel deficit. Poco dopo il lancio di uova, la Rada ha approvato senza batter ciglio il bilancio 2010, ora finalmente potrà ottenere dal Fmi quel prestito di 12 miliardi di dollari di cui ha bisogno come l’aria per salvarsi dalla bancarotta. Mentre Mosca promette investimenti. Anche, propone Putin, nel nucleare civile: “Si è aperta la strada verso la stabilizzazione politica in Ucraina”. Yanukovich intanto vola a Bruxelles per rassicurare l’Europa: “continueremo a cooperare anche con voi”.

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