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Embargi violati, nuove tecnologie d'assalto, affari di tutti con tutti. Il commercio del settore armamenti va a gonfie vele. Il rapporto del Sipri

Luciano Bertozzi

Lunedi' 19 Aprile 2010

Il commercio delle armi mondiali, nel periodo 2005-09 è stato superiore al volume del lustro precedente, 2000-05 (+22%).Sono le nuove stime divulgate nei giorni scorsi dal SIPRI, il prestigioso istituto di studi sulla pace di Stoccolma.
Gli aerei militari hanno guidato tale crescita infatti hanno rappresentato il 27% delle vendite totali e questi commerci sono potenzialmente destabilizzanti in quanto alimentano la corsa agli armamenti in Medio Oriente, Africa del Nord, Asia meridionale e del Sud est ed America meridionale.
I principali venditori nel periodo 2005-09 sono stati nell’ordine. USA, Russia, Germania, Francia e Regno Unito. Washington e Mosca fanno la parte del leone, insieme hanno venduto poco più di tutte le armi ed i primi cinque fornito il ¾ del totale.
I maggiori clienti degli State s sono stati Corea del Sud, Israele cui ha venduto 52 velivoli F 16 ed Emirati Arabi Uniti. Per la Russia i principali mercati sono stati: Cina, India (82 aerei SU-30MKAe carri armati T-90S) ed Algeria (28 aerei SU-30MKA). Da sottolineare che Berlino presente al terzo posto ha raddoppiato le esportazioni rispetto al quinquennio precedente.. I suoi principali mercati sono stati: Turchia, Grecia e Sud Africa.. Va sottolineato che il Paese di Mandela non ha nemici esterni e dovrebbe avere quale priorità numero 1 la lotta alla povertà, ancora molto diffusa fra i neri.
Parigi è al quarto posto grazie ad Emirati Arabi Uniti, Singapore e Grecia. Le sue vendite sono cresciute del 30% rispetto al lustro precedente. Il Regno Unito ha venduto soprattutto a USA, India ed Arabia saudita (aerei Eurofighter).
Seguono con importi inferiori Paesi Bassi, 4% del totale Italia e Spagna entrambe con il 3%.
I maggiori importatori sono stati come in passato Cina ed india, anche se le due potenze asiatiche hanno notevolmente ridotto gli acquisti, rispettivamente –20% e –7%. Pechino ha comprato dalla Russia quasi tutte le armi e le rimanenti le ha acquistate da Francia ed Ucraina.. New Delhi ha fatto shopping dalla Russia dal regno Unito e da Israele (aerei radar A-50) Ai posti seguenti sono presenti:Emirati Arabi Uniti e Corea del Sud (6%),Grecia (4%), Israele,Singapore, USA, Algeria e Pakistan tutti con il 3%del valore complessivo
L’Asia-oceania l’area geografica che importa più armi, per un valore del 41%. Più in dettaglio l’Asia sudorientale le ha raddoppiate, la Malaysia le ha moltiplicate per 7, Singapore per 1,5 e l’Indonesia le ha quasi raddoppiate. Il Medio oriente.ha rappresentato il 17% del totale mondiale. La regione ha incrementato gli acquisti del 22% nel quinquennio esaminato. I maggiori compratori sono stati nell’ordine Emirati Arabi (34 aerei Mirage francesi e 72 aerei americani F-16, Israele ed Egitto.
Le Americhe hanno totalizzato l’11% la stessa quota del quinquennio precedente, ma l’America meridionale ha registrato un incremento del 150%, grazie anche alle importazioni cilene, Santiago è il principale cliente ed il 13° a livello mondiale. Un incremento così ragguardevole è fonte di tensioni e secondo molti commentatori è capace di innescare una corsa agli armamenti nel continente.
L’Africa con il 7% (in precedenza era al 6%) è all’ultimo posto. Ma Algeria e Sud Africa rappresentano da soli il 70% dell’intera spesa, con Algeri che sfiora la metà di tutti gli acquisti. Al terzo posto è presente il Sudan. Karthoum ha ricevuto veicoli ed aerei dalla Russia, dalla Cina e dalla Bielorussia E’ da tenere presente, tuttavia che un importo relativamente limitato è capace, però di vere un enorme impatto sul rispetto delle libertà fondamentali e nei conflitti in atto. Il Marocco e la Libia hanno ricevuto meno armi rispetto al passato, ad ogni modo a Rabat sono stati venduti 24 aerei statunitensi F16, una fregata navale Fremm dalla Francia, altre tre navi dall’Olanda.
L’Ucraina ha continuato le forniture al Ciad, degli aerei Su –25 e di 110 carri armati al Kenya, anche se forse tale vendita è destinata al Sud Sudan.
L’Onu ha svolto un ruolo importante nel contrastare la proliferazione delle armi nel Continente, visto che 7 dei 12 embarghi in vigore nel 2009 si riferiscono a paesi africani. L’ultimo in ordine di tempo è stato imposto all’Eritrea. Rimane problematica, tuttavia, la concreta applicazione degli embarghi stessi. Infatti come evidenzia il SIPRI l’anno scorso sono stati ampiamente violati gli embarghi in vigore in Costa d’Avorio, nel Darfur nella Repubblica Democratica del Congo ed in Somalia.



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