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KIRGHIZISTAN: BAKIEV RESISTE NEL SUD, OPPOSIZIONE VOLA A MOSCA

Ieri nel giorno del lutto a Bishkek, migliaia di persone si sono raccolte nella piazza centrale per i primi funerali delle 76 vittime degli scontri (1520 i feriti). Inveendo contro Zhanibek Bakiev, fratello maggiore del leader e capo delle guardie presidenziali, avrebbe dato lui l'ordine di far fuoco sui rivoltosi.

Lucia Sgueglia

Sabato 10 Aprile 2010

MOSCA – Kurmanbek Bakiev puo’ lasciare il Kirghizistan senza che gli sia torto un capello, ma deve farlo subito, e rinunciare ufficialmente alla presidenza. E’ la proposta di Roza Otunbayeva, la premier del governo provvisorio nella repubblica dell’Asia Centrale. Che, a tre giorni dalla rivolta che ha portato al potere l'opposizione e costretto alla fuga il capo dello stato, rifiuta ogni negoziato con lui.
Pare l’unico modo per sbloccare la crisi, ferma a un braccio di ferro e un botta e risposta tra opposizione e potere uscente. Ma il leader deposto non intende mollare per ora. La sua base di sostenitori nel sud resta combattiva. Ieri in un’intervista a France Presse nella sua citta' natale di Jalal-abad, ha ripetuto il suo no alle dimissioni e la proposta di dialogare con gli oppositori, per evitare “che scoppi una guerra civile nel Paese”. Cioe’ che esplodano le tensioni interetniche esistenti in Kirghizistan, tra clan avversi e tra nord ricco e sud povero, gia’ alla base della rivoluzione dei tulipani del 2005. “Non ho mai dato l’ordine di sparare sui manifestanti, 'e' l'opposizione che ha le mani insaguinate'', dice, avrebbero mandato allo sbaraglio gente armata ad attaccare il palazzo del governo. Chi ha ragione? Ieri nel giorno del lutto a Bishkek, migliaia di persone si sono raccolte nella piazza centrale per i primi funerali delle 76 vittime degli scontri (1520 i feriti). Inveendo contro Zhanibek Bakiev, fratello maggiore del leader e capo delle guardie presidenziali, avrebbe dato lui l'ordine di far fuoco sui rivoltosi. Caccia anche ai due figli del presidente, Marat, vicecapo dei servizi segreti, e Maxim, responsabile dell’agenzia statale per lo sviluppo e gli investimenti. Forse gia' fuggiti all'estero, mentre il governo ad interim ha congelato i conti della famiglia Bakiev, accusata di aver svuotato le casse dello stato. 
Otunbayeva in visita a un ospedale mette in guardia: “Nel sud, i partigiani di Bakiev cercano di farlo tornare al potere - oggi si riuniranno a Jalal-Abad - Le sue forze non si stanno preparando alla resa, continuano a orchestrare incidenti intorno alla citta’”. Alcune bombe sono state trovate e disinnescate ieri in edifici pubblici a Bishkek. Ma Roza sostiene anche di aver piazzato un governatore di propria fiducia proprio a Jalal-abad. Vero? Secondo altre fonti, nei villaggi circostanti folle di manifestanti pro-Bakiev avrebbero nominato a forza nuovi governatori e amministratori locali. Per calmare gli animi Otunbayeva promette un referendum tra 2 mesi per una nuova costituzione, ed elezioni presidenziali e parlamentari entro 6.
Intanto vola a Mosca il vicepremier provvisorio Almazbek Atanbaiev, dopo l’avallo dato da Putin ai “golpisti”. Alla Russia, dove vivono e lavorano 800mila kirghizi, chiedera’ petrolio e aiuti finanziari, la crisi economica ha infiammato la rivolta.  Sbarcano a Bishkek gli inviati Onu, Ue e Osce per trovare una soluzione.

Sul Messaggero di Roma, pagine esteri



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