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SMOLENSK, MUORE LECH KACZINSKY

Non può che sembrare una tragica beffa del destino, quella che ieri, 10.50 ora di Mosca, vede l’aereo del presidente polacco Lech Kaczynski schiantarsi tra i boschi brulli di Smolensk, Russia, appena scioltasi la neve di un lunghissimo inverno. Avrebbe dovuto proseguire in auto per Katyn, il luogo della cerimonia, la seconda dopo quella ufficiale di mercoledi 7 tra Vladimir Putin e Tusk, cui Kaczinsky non era stato invitato.

Lucia Sgueglia

Domenica 11 Aprile 2010

MOSCA – Non può che sembrare una tragica beffa del destino, quella che ieri, 10.50 ora di Mosca, vede l’aereo del presidente polacco Lech Kaczynski schiantarsi tra i boschi brulli di Smolensk, Russia, appena scioltasi la neve di un lunghissimo inverno. Era partito all’alba dalla sua Varsavia, "il presidente più antirusso nella storia della Polonia moderna", a bordo del suo vecchio Tupolev 154, fabbricato dal “nemico” sovietico, versione 1990, ultima revisione nel 2009. Un velivolo dal curriculum nero, 17 disastri aerei negli ultimi 15 anni, 1175 vittime. Piu volte i collaboratori gli avevano suggerito di cambiarlo, ma Kaczynski ci era affezionato, e poi mancavano i fondi per comprarne uno nuovo. Nebbia fitta, la torre di controllo dell’aeroporto Severny (Nord), una ex base militare, suggerisce al Tu-154 di ripiegare sull’aeroporto di Minsk, nella vicina Bielorussia, più attrezzato per atterraggi col maltempo. Ma il pilota insiste, per 3 volte vira verso la pista, poi urta le creste degli alberi, sotto le cui radici sono sepolti migliaia di polacchi dalla seconda guerra mondiale, e precipita prendendo fuoco, a 400 metri dalla meta. A bordo oltre al leader di Varsavia c’è la moglie Maria, e l’alta dirigenza polacca: il capo di stato maggiore dell'esercito, il vice-ministro degli esteri, il presidente della banca centrale, 13 ministri. Più le famiglie di alcuni ufficiali trucidati 70 anni fa non lontano dal luogo del disastro. 96 passeggeri inclusi gli 8 dell’equipaggio, nessun sopravvisuto.
Da Smolensk, 400 km a sudovest di Mosca, la delegazione polacca avrebbe dovuto proseguire in auto per Katyn, il luogo della cerimonia, la seconda dopo quella ufficiale di mercoledi 7 tra Vladimir Putin e Tusk, cui Kaczinsky non era stato invitato.
Probabile un “errore umano”, dicono gli investigatori russi arrivati prontamente sul posto, insieme al ministro della protezione civile Shoigu, quello degli interni Nurgaliev. Il presidente russo Dmitri Medvedev crea immediatamente una commissione d'inchiesta sull'incidente. A guidarla sarà proprio il premier russo Putin, che accorre sul luogo della tragedia, dopo le condoglianze a Tusk, tra le prime pervenute. Le vittime, dice l’ex zar, saranno trasportate a Mosca per l’identificazione, ci sarà un centro d’accoglienza per i parenti delle vittime, tutto a spese del governo russo, attivato anche un numero verde, rispondono in inglese e russo. Nel pomeriggio alcune decine di persone a Mosca depongono fiori davanti all’ambasciata polacca, un enorme parallelepipedo bianco sospeso in aria. Il canale 3 della tv di Stato russa mostra la scena dello schianto, i pezzi del relitto dell'aereo sono sparsi su un campo, con un'ala che spunta.
Ma è il capo del Cremlino a compiere il gesto più importante per la Russia nel giorno del dolore per Varsavia. Dalla tv si rivolge direttamente ai polacchi, esprime «le più sentite e profonde condoglianze e sentimento di dolore e solidarietà» ai parenti e amici delle vittime, “da parte di tutti i cittadini russi”. E dichiara una giornata di lutto nazionale in Russia per l’incidente per domani, lunedi 12 aprile. Un modo per dire, questa è una tragedia anche nostra, speriamo serva almeno a riavvicinarci dopo anni di aspri conflitti. Conclude: "In questi difficili giorni un rafforzamento della vicinanza tra i popoli è molto importante per superare le conseguenze di questa terribile tragedia".

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