Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


BOSTON, I DUE FRATELLI CECENI, SRADICATI FIGLI DELLA DIASPORA 19/4/2013

MOSCA 20 ANNI DOPO: DALLE BARRICATE AI BLOG 10/10/11

Loulan Beauty - VIAGGIO NELL'ASIA DI MEZZO 15/12/10

SMOLENSK, MUORE LECH KACZINSKY

KIRGHIZISTAN: BAKIEV RESISTE NEL SUD, OPPOSIZIONE VOLA A MOSCA

KIRGHIZISTAN, BAKIEV: NON ME NE VADO, PARLIAMONE. OTUNBAIEVA RIFIUTA

ZHANNET LA KAMIKAZE DI MOSCA 3-4-10

CAUCASO E TERRORISMO, NON PIU SOLO "PISTA CECENA"

ATTENTATI MOSCA, VOCI DALLA LUBYANKA

STRAGE A MOSCA, TORNA IL TERRORE NEL METRO

START 2, FIRMA VICINA 25-3-10

RUSSIA IN PIAZZA, GIORNO DELL'IRA CONTRO PUTIN 21-3-10

CRISI MEDIORIENTE, A MOSCA IL QUARTETTO CONTRO NETANYAHU 20-3-10

RUSSIA. VOTO REGIONALE: QUALCOSA SI MUOVE? 16-3-10

KIRGHIZISTAN, RIVOLUZIONE ANTI-TULIPANI

KIRGHIZISTAN, BAKIEV: NON ME NE VADO, PARLIAMONE. OTUNBAIEVA RIFIUTA

Continua nella repubbilca centroasiatica colpita da drammatici scontri e disordini il braccio di ferro tra ex leader deposto, rifugiatosi nel sud, e l'opposizione insediata nella capitale a Bishkek. Oggi e domani giorno di lutto, in attesa degli inviati Onu e Ue, mentre il vice di Roza vola a Mosca a chiedere aiuto a Putin. E Russia e Usa tornano rivali...

Lucia Sgueglia

Venerdi' 9 Aprile 2010

MOSCA – “Non mi dimetto, e’ un colpo di stato, dietro ci sono forze esterne che vogliono destablizzare il paese, e l’opposizione che ne e’ responsabile dovra’ risponderne davanti alla legge”. Prova a resistere fino all’ultimo Kurmanbek Bakiev, il leader kirghizo 60enne scacciato due giorni fa dal suo trono a Bishkek. E lo fa dalal roccaforte di Oshe, nel sud del paese, dove si trovano la maggioranza dei suoi sostenitori. Prima una dichiarazione all’agenzia kirghiza kg24, poi in uno sfogo alla radio russa Eco di Mosca, in cui definisce “baccanali” la rivolta dei suoi avversari.
E’ un colpo alla sicurezza del governo provvisorio di Roza Otunbayeva. Che in mattinata aveva affermato: “Abbiamo il controllo della capitale, e di 4 regioni su 7 nel paese”. L’esecutivo formato ieri sera si era gia’ messo al lavoro, promettendo di rivedere privatizzazioni “sospette”, abbassare le bollette elettriche, una delle micce della rivolta, e “nuove elezioni presidenziali entro 6 mesi”. A Bishkek pero’ la situazione rwesta tesa: continuano violenze e saccheggi, esercito e polizia, schieratisi con gli oppositori, fanno di tutto per mantenere l’ordine, insieme a ronde civiche di vigilantes create appositamente. Lo si legge anche sul sito Twitter di Otunbayeva, anche in Kirghizistan il sistema di microblog piu famoso al mondo ha messo le ali alla rivoluzione come in Iran, aggirando la censura dei media imposta da Bakiev, e il blocco di molti siti internet e linee di telefonia mobile attivato a meta’ marzo. Per fermare gli sciacalli il ministro degli Interni, Bolot Sherniazov, avrebbe dato ordine ai propri uomini di sparare sui piu’ recidivi.
Il Kirghizistan insomma oscilla ancora tra rivoluzione e controrivoluzione, afferrato nel “Grande Gioco” dell’Asia Centrale dove si confrontano le potenze mondiali. La caduta del governo infatti ha fatto riemergere la rivalita’ Russia-Usa nell’area. Per ora il punteggio segna un deciso vantaggio del Cremlino.
Chiaro che l’accusa lanciata da Bakiev porta proprio a Mosca. Poco prima dalla lontana Novosibirsk Vladimir Putin aveva telefonato a Otunbayeva, dandole la sua benedizione, offrendole aiuti umanitari,. mentre inviava 150 paracadutisti a Kant, il presidio militare di Mosca in Kirghizistan.. Lei ha risposto con un grande grazie, annunciando l’invio in Russia, presto, di una suo rappresentante per colloqui. L’emissario si chiama Almazbek Atambaiev, che ha gia’ chiarito il suo pensiero: “La e’ un nostro partner strategico, speriamo che aiutera’ il popolo fratello del Kirghisistan”. Secondo esperti russi, un mese fa la nuova leader della protesta con altri esponenti dell’opposizione si era recata a Mosca incontrando dirigenti di Russia Unita, il partito di .
Ma l’opposizione non dimentica il fronte avverso, troppo rischioso alienarsi di colpo le simpatie Usa. Nel pomeriggio Otunbayeva rassicura Washington: la base di Manas restera’ aperta. “Non cambiera’ nulla, e ogni decisione futura in merito sara’ equilibrata, secondo gli interessi del nostro paese”. Ma secondo un membro del nuovo governo kirghizo, il contratto di affitto della base Usa potrebbe essere accorciato.
Resta spaccato in due il Kirghistan, tra nord e sud, zone urbane piu’ ricche e sviluppate contro campagna e villaggi poveri. Da Mosca il presidente Medvedev implora di “mettere fine allo spargimento di sangue”. 75 i morti, almeno mille i feriti, domani a Bishkek arriva l’inviato Onu Jan Kubis.


Oggi sul Messaggero



Powered by Amisnet.org