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Pare finalmente vicino l'accordo tra Russia e Usa sul rinnovo del Trattato Start, simbolo della fine della guerra fredda. La cui firma da un anno dà il mal di testa a sherpa, negoziatori e diplomatici da entrambe le parti. Per Obama e Medvedev, un traguardo da raggiungere entro il 12 aprile, prima del vertice mondiale sulla sicurezza nucleare a Washington. Ma manca ancora qualche dettaglio che potrebbe far slittare il sì.

Lucia Sgueglia

Giovedi' 25 Marzo 2010

MOSCA – Start 2, il seguito del trattato simbolo della fine della guerra fredda, pare finalmente al nastro d’arrivo. C’è una data probabile per la firma: 8 aprile. E un luogo: Praga, dove giusto un anno fa Barak Obama raccontò il suo sogno di un mondo senza nucleare. Ma manca ancora qualche dettaglio, che il presidente statunitense e il suo collega russo Dmitri Medvedev dovranno sciogliere insieme. Lo hanno confermato ieri diverse fonti. In serata, un anonimo dal Cremlino fa sapere: Russia e Usa hanno “sincronizzato tutti i documenti sul nuovo patto per la riduzione delle armi strategiche, che potrebbe essere firmato a Praga”; ma “la decisione finale verrà presa dai due presidenti”. Conferma l’ambasciatore russo nella Repubblica ceca Fedotov, che ha informato il presidente ceco Vaclav Klaus dell«'intenzione dei presidenti russo e americano, di firmare lo Start2 a Praga». Il portavoce del ministero degli esteri ceco, Filip Kanda, avrebbe ricevuto dagli Usa «la richiesta, in quanto alleati, e abbiamo acconsentito». Un processo lungo, i negoziati per il rinnovo del trattato. Inizia ad aprile 2009, col primo incontro tra il neoletto leader Usa e Medvedev, segnato dalla speranza di un rilancio dei rapporti dopo gli abissi negativi toccati sotto Bush. Il famoso “reset”, diventato leit motiv in tutti gli incontri successivi tra Washington e Mosca. I due presidenti si accordano sulla firma già a luglio, nella prima storica visita di Obama in Russia. Poi mesi di andirivieni e trattative estenuanti da una parte all’altra dell’Oceano tra sherpa e negoziatori delle due diplomazie per definire i dettagli. Ma nonostante la buona volontà, falliscono l’obiettivo e Start 1 scade il 5 dicembre 2009. Una settimana fa il ‘blitz’ moscovita di Hillary Clinton, segretario di Stato Usa. Dopo aver incontrato Medvedev e il collega russo Lavrov, assicura: “siamo vicinissimi all’accordo”. Ma sullo sfondo restano nodi irrisolti. Primo, la questione del monitoraggio e della valutazione tra pari. E a ostacolare la firma è la diffidenza di Mosca verso Washington, che non rinuncia al progetto di scudo spaziale in Europa: i russi vorrebbero inserirlo nel contratto, legando inscindibilmente il concetto di offesa a quello di difesa. Gli Usa resistono.
Ora il sì di entrambi sarebbe vicino. Se tutto andrà come previsto il nuovo patto sarà siglato a pochi giorni dal vertice sulla sicurezza nucleare, in programma a livello di capi di stato e di governo a Washington il 12 e il 13 aprile: è questo l'obiettivo della Casa Bianca americana. Citando i media russi, l'agenzia ceca Ctk scrive che la firma potrebbe avvenire dopo la visita di Medvedev in Slovacchia il 6-7 aprile, per i 65 anni dalla fine della guerra mondiale: probabilmente «l'8 aprile». Ma proprio da Washington arriva la frenata: “Obama e Medvedev discuteranno il trattato nei prossimi giorni” informa in conferenza stampa Robert Gibbs, portavoce della Casa Bianca. Ammettendo "Non ho un calendario chiaro... Nel contratto ci sono ancora alcune lacune". Solo 20 pagine conta quel documento, che da un anno dà il malditesta ai diplomatici mondiali, più un protocollo agguntivo. La sua firma, è vista Obama e Medvedev come un traguardo simbolico per mostrare il successo nel “reset”, finora fatto piuttosto di sorrisi e virtualità.

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