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BIDEN E RAMAT SHLOMO 10/3/10

Israele decide 1600 nuovi appartamenti a Gerusalemme est: imbarazzo diplomatico con il vicepresidente americano in visita

Paola Caridi

Mercoledi' 10 Marzo 2010


1600 unità immobiliari non sono poche. Sono molte, poi, se la loro costruzione viene approvata dentro Gerusalemme est, la parte occupata dal 1967 da Israele. Sono ancora di più se si ha la pazienza di andare a guardare dov'è Ramat Shlomo, l'insediamento dove le 1600 unità immobiliari saranno costruite. A pochi passi da Shua'fat e Bet Hanina, già chiuse dalla parte opposta dai due grandi insediamenti di Pisgat Zeev e Neve Yakov. E i due quartieri palestinesi saranno dunque chiusi dentro un panino.

Il progetto di Ramot Shlomo è del 2008, ed è stato costruito su di una zona precedentemente destinata a green area, un'area verde che avrebbe dovuto preservare la sua diversità ecologica. Poi, come succede spesso, l'area verde è divenuta tutto d'un tratto edificabile per israeliani, non per palestinesi. Come successe nel caso ancor più evidente di Har Homa, in origine Jabal Abu Ghneim, al centro di un altro episodio imbarazzante tra l'allora governo Netanyahu, tra 1996 e 1997, e l'allora amministrazione Clinton. A subire l'imbarazzo, allora, fu Madeleine Albright.

I 1600 appartamenti hanno ricevuto l'approvazione del ministero dell'interno, guidato dal leader dello Shas, Eli Yishai, e sono diventati di dominio pubblico proprio mentre il vicepresidente americano Joe Biden atterrava in Israele. Pochi giorni dopo la svolta nella difficilissima impresa americana di far di nuovo dialogare, seppur in colloqui indiretti, israeliani e palestinesi. Biden arriva in Israele, per rassicurare gli israeliani, e deve subito esprimere una dura, inusuale "condanna" per la decisione israeliana di costruire 1600 unità immobiliari a Gerusalemme est. Il cuore, il simbolo e il nodo del conflitto.

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