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FUOCO SUI REPORTER. ANDY CERCA ANCORA VERITÀ.

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Il rischio di una nuova rivoluzione? Impossibile. Ma la stabilità è ancora lontana». Parla Volodymir Fesenko, direttore del Centro per la Ricerca Politica Applicata Penta a Kiev

Lucia Sgueglia

Venerdi' 2 Luglio 2010

Kiev – «Il rischio di una nuova rivoluzione? Impossibile. Ma la stabilità è ancora lontana». Parla Volodymir Fesenko, direttore del Centro per la Ricerca Politica Applicata Penta a Kiev.
Tymoshenko minaccia una nuova Maidan in caso di brogli…
Un periodo di caos post elettorale, col ricorso ai tribunali per contestare i risultati, è probabile. Ma la possibilità di protesta di massa prolungate sono scarse, vista la disillusione degli ucraini. Inoltre, il Partito di Yanukovich ha conquistato il controllo della Commissione Elettorale Centrale e distrutto la maggioranza arancione in parlamento, creando l’infrastruttura per la vittoria.
Mosca, Usa e Ue guardano senza intervenire… l’Ucraina non è più divisa tra Oriente e Occidente?
Non c’è più la dura contrapposizione tra filo occidentali e filo russi del 2004. Chiunque sarà il nuovo presidente ucraino, adotterà una politica meno conflittuale verso la Russia, rispetto a Yushchenko. Punterà a elaborare rapporti equilibrati sia con l’Occidente che con Mosca. Il Cremlino non ha un candidato ideale in queste elezioni: non si fida completamente di Tymoshenko, né di Yanukovich. Per i politologi russi, in Ucraina non esistono più politici “prorussi”. L’unica cosa che Mosca voleva, l’ha già ottenuta: eliminare Yushchenko. Su Yanukovych e Tymoshenko, il Cremlino ha canali e strumenti di influenza. Detto questo, Yulia seguirebbe una politica più pro-europea, non per simpatia personale ma perché ci tiene a brillare nel club dei politici europei di primo piano tra Parigi, Londra e Roma; ma per le questioni economiche si rivolgerà a Mosca. Yanukovych è più prorusso, ma non sarà un burattino del Cremlino: anche perché i grandi businessmen che lo sostengono vogliono essere padroni del proprio paese.
Gli oligarchi in Ucraina sono molto potenti…che ruolo hanno in politica?
Li chiamerei pittosto grandi imprenditori, influenti in politica e nei media. Ma molto più liberi rispetto ai loro colleghi russi, dipendenti dal potere. La maggior parte degli oligarchi ucraini non vuole che il nuovo presidente abbia un potere assoluto; perciò è più propensa a sostenere Yanukovich. E tra loro domina il pluralismo: competono aggressivamente nel business, nel calcio, nei media, e sono suddivisi in diversi schhieramenti politici. Spesso hanno molta più infuenza sui politici che non viceversa. Vale specie per Tymoshenko. In Russia c’è un’oligarchia sottomessa; in Ucraina, fortunatamente, un oligopolio competitivo che si evolve verso la democrazia.
Qualcuno parla del rischio di una svolta autoritaria…
Il rischio esiste. I cittadini e le imprese, tutti sono stanchi del caos politico. Dai sondaggi emerge la richiesta di una mano forte. Tymoshenko appare più adatta al ruolo, forse è tentata di "putinizzare" l'Ucraina. Ma i suoi sostenitori non approvano, né l’Europa. E se si chiede agli ucraini cosa intendano per "mano forte", si scopre che non vogliono la dittatura, ma un’autorità efficace e un ordine minimo. Quasi il 50% non ha intenzione di rinunciare alla democrazia competitiva conquistata nel 2004. Vale anche per i sostenitori di Yanukovich. A proteggere la democrazia in Ucraina è anche la presenza di una forte opposizione, e l’eterogeneità etnica e culturale della società: non esiste un leader politico popolare allo stesso modo nelle regioni di lingua russa e in quelle ucraine.

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