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COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: NUOVI INGREDIENTI, NUOVI PROTAGONISTI 5/12/09

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: NUOVI INGREDIENTI, NUOVI PROTAGONISTI 5/12/09

Il Forum Internazionale di ART ha dato spazio alle voci dei nuovi protagonisti della cooperazione internazionale, promotori di un modello basato sul dialogo e lo scambio di esperienze.

Francesca Gnetti

Sabato 5 Dicembre 2009
Dialogo, multilateralismo, solidarietà, partecipazione. Sono queste le parole d’ordine che hanno segnato il Forum Internazionale promosso da ART (Articolazione di Reti Territoriali e Tematiche per lo Sviluppo Umano), che si è concluso la settimana scorsa a Siviglia. L’Iniziativa ART è stata lanciata quattro anni fa dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP). Da allora ha contribuito a migliorare la vita di numerose comunità locali in tutti mondo.

Durante i tre giorni del Forum Internazionale, che si è svolto dal 25 al 27 novembre, l’Iniziativa ART ha presentato i risultati della attività realizzate negli ultimi quattro anni e gli strumenti di pianificazione, gestione e organizzazione che li hanno resi possibili. Il Forum è stato anche un’occasione di incontro tra i diversi attori istituzionali e della società civile che partecipano ai progetti. Durante le tavole rotonde programmate, gli oratori hanno avuto modo di discutere e analizzare il nuovo approccio alla cooperazione basato su concetti innovativi come “socio, “partner” e “collega”.

Gli ingredienti che fanno di ART la nuova ricetta della cooperazione internazionale sono il multilateralismo attivo, l'azione decentrata dei soggetti locali, l’internazionalizzazione e lo scambio di esperienze e informazioni. Grazie alla mobilitazione del tessuto sociale e alla partecipazione di diversi soggetti che mettono a disposizione le proprie competenze, l’Iniziativa ART supera il modello frammentato dell’aiuto imposto dall’alto e la logica tradizionale del donante-beneficiario a favore della ricerca comune di soluzioni condivise da parte dei soggetti interessati. A livello internazionale ART promuove una rete globale di scambi tra attori diversi. In un mondo sempre più globale e interconnesso è necessario favorire lo scambio di buone pratiche e mettere gli strumenti nelle mani di pochi a disposizione di tutti. Realtà diverse vengono messe in comunicazione, superando le distanze nella condivisione di tematiche comuni.

Il primo risultato tangibile del Forum Internazionale di Siviglia è che altri quattro paesi hanno siglato l’accordo di cooperazione con ART. El Salvador, Siria, Senegal e Mauritania si aggiungono ai 33 paesi coinvolti nel progetto, a cui partecipano anche più di 1.200 tra enti locali, regioni, comuni, università e Ong in tutto il mondo, di cui 400 solo in Italia. Il dialogo tra i soggetti coinvolti, una delle chiavi del successo dell’iniziativa ART, è stato protagonista anche del Forum Internazionale, dove i diversi attori della società civile hanno avuto modo di confrontarsi e comunicare, superando le divisioni e le incomprensioni politiche che caratterizzano i rapporti tra le loro nazioni. Per esempio la Mauritania si è dimostrata interessata all’esperienza maturata in Marocco, dove il programma ART Gold ha favorito il miglioramento dei rapporti di genere, dei servizi sociali e dello sviluppo locale. Molti dei progetti di ART puntano a migliorare le relazioni tra i paesi confinanti, proponendo delle attività nei territori di frontiera, dove i rapporti sono più tesi. Nelle cinque provincie di frontiera tra la Repubblica Dominicana e Haiti sono attivi dal 2007 dei progetti che coinvolgono le popolazioni di entrambi i paesi per sviluppare delle iniziative di frontiera. Nella zona di confine tra Ecuador e Colombia si organizzano regolarmente degli incontri per analizzare la situazione umanitaria della frontiera, per favorire lo scambio di informazioni, la realizzazione di azioni comuni e l’identificazione di interventi per migliorare i rapporti tra i due paesi. La presenza al Forum dei rappresentati di Ecuador e Colombia sottolinea la volontà della società di risolvere i problemi legati alle questioni di frontiera.

Nel documento conclusivo il Forum ART ha ribadito che “urge costruire un'agenda comune tra gli attori della cooperazione internazionale”. La volontà di agire in questo senso è stata rimarcata da tutti i partecipanti del Forum, che portavano con loro le diverse esperienze dei propri paesi e che con la loro presenza hanno dimostrato la validità dell’approccio di ART. Lo spirito di ART è incarnato dai delegati del Libano che, nonostante rispecchiassero le divisioni interne del paese – erano presenti uno sciita, un sunnita, un cristiano e il sindaco di Beirut sud appartenente a Hezbollah – si sono dimostrati costruttivi e disponibili al dialogo. Lo spirito di ART è incarnato da Amina Rouchati, sindacalista e membro del consiglio regionale della regione di Tangeri-Tetouan, nel nord del Marocco, che ha presentato l'esperienza della “Casa delle donne” di Tangeri, sportello psicologico e sede legale per promuovere i diritti e la coscienza femminili. Lo spirito di ART è incarnato dai tanti soggetti che negli ultimi quattro anni hanno dedicato il loro impegno e il loro lavoro alla realizzazione dei progetti, scommettendo su un nuovo modello di cooperazione che oggi sta dando i suoi frutti.

Durante il Forum Giovanni Camilleri, coordinatore internazionale di ART ha sottolineato che “l’opinione pubblica è sempre più sensibile e consapevole che i propri comportamenti e le proprie scelte si ripercuotono su altre comunità di cittadini”. “Per questo – ha aggiunto – è necessario lavorare congiuntamente per governare i processi globali attraverso un dialogo continuo e diretto tra comunità locali e istituzioni, con l'obiettivo di trovare soluzioni comuni”.

L’incontro di Siviglia ha rappresentato un giro di boa, per inserire definitivamente l’Iniziativa ART nell’ambito delle Nazioni Unite. I nuovi protagonisti che si sono affacciati sullo scenario globale dalla finestra del Forum Internazionale di Siviglia sono le comunità, chiamate per la prima volta a partecipare attivamente alle decisioni che riguardano il proprio territorio, i gruppi di lavoro, creati per monitorare le attività locali, e le donne, punto nevralgico della vita della comunità.



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