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Fino a qualche anno fa in Russia, alla minima detonazione o delitto non convenzionale, per gli inquirenti era quasi “abitudine” indirizzare i sospetti sulla “pista caucasica". ma da qualche tempo sulla scena di crimini e attentati di tipo terroristico fa ingresso un nuovo attore: l’estremismo di destra neonazista, che conterebbe nella Federazione Russa 50mila seguaci.

Lucia Sgueglia

Domenica 29 Novembre 2009
Lucia Sgueglia
MOSCA – Fino a qualche anno fa in Russia, alla minima detonazione o delitto non convenzionale, per gli inquirenti era quasi “abitudine” indirizzare i sospetti sulla “pista caucasica”: la matrice del terrorismo islamico indipendentista, legata al conflitto ceceno o all’instabilità in altre repubbliche del Caucaso russo, contro il potere di Mosca. Una lotta che dagli anni 90 vide centinaia di vittime, da Beslan alla Dubrovka. L’ultimo attentato del genere, in due stazioni della metropolitana di Mosca, nel 2004. Poi una relativa calma, almeno fuori dalle repubbliche caucasiche, con la “normalizzazione” imposta da Vladimir Putin.
Ma nel frattempo, sulla scena di crimini e attentati di tipo terroristico fa ingresso un nuovo attore: l’estremismo di destra neonazista, che conterebbe nella Federazione Russa 50mila seguaci. E ogni anno miete centinaia di vittime tra gli “immigrati” stranieri o i gastarbeiter dalle regioni più povere di Russia ed ex Urss, spesso musulmani, chiorny (“neri”) per gli skinhead che gli danno la caccia. Solo quest’anno 156 attacchi, 50 morti e oltre 200 feriti. Inizialmente le autorità hanno trascurato l’allarme, lasciando impuniti la maggior parte dei delitti razzisti, e non sono mancati casi di complicità delle forze dell’ordine. Nell’ultimo anno si è vista una stretta con processi e pene severe. Ma forse è tardi, e la crisi economica rischia di far detonare cellule impazzite.
Combat 18 (i numeri richiamano le iniziali di Adolf Hitler, A e H: significato «I combattenti di Hitler»), il gruppo che ha rivendicato l’attentato al Nevsky, si ispira ai neonazi anglosassoni di Blood and Honour. Già il 14 novembre scorso si era assunto la responsabilità dell’esplosivo trovato in un sacchetto di plastica con una svastica nel metro di San Pietroburgo, disinnescato in tempo. Nella notte di venerdi su un sito internet legato all'estrema destra il gruppo ha rivendicato la strage proclamando: "la guerra proseguirà senza quartiere, chi non è con noi è un nostro nemico e sarà colpito". Combat 18 ha anche un sito personale, inquietante: racconta blitz contro gli immigrati, teorie e pratiche per difendere «la razza bianca» e «il popolo russo» dalla «peste nera e gialla», glorifica noti terroristi neri (anche gli italiani Boccaccio e Alibrandi), giustifica il diritto al terrore in una strategia della tensione che non risparmia i «civili», per far cambiar rotta a un governo «che sta distruggendo la nazione russa».

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