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NOME IN CODICE “GABBIA” 30/11/09

Bufera sulle forze armate dopo che sono stati arrestati venerdì scorso in Turchia tre colonnelli a seguito di un'inchiesta su un gruppo occulto dell'esercito che cercava di attaccare non-musulmani per danneggiare la reputazione del partito di governo Akp agli occhi dei suoi alleati occidentali. Ed Erdogan adesso chiede un'epurazione nelle Forze armate

Ekrem Eddy Güzeldere

Lunedi' 30 Novembre 2009

Istanbul –Durante l’inchiesta “Ergenekon” che riguardava una cospirazione per destabilizzare la Turchia e creare un caos che richiedesse l’intervento del esercito, la procura di Istanbul ha potuto decodificare un Cd cifrato di un colonnello della marina. Su questo CD si trovavano i dettagli dell’ “Operazione Gabbia Piano D’Azione”.
In primavera la procura dopo aver ricevuto indicazioni da parte della popolazione e lettere anonime da membri delle forze armate, ha trovato in alcuni luoghi di Istanbul numerose armi e munizione. In questo periodo membri delle forze navali sono stati messi in carcere preventivo e durante perquisizioni domiciliari sono stati trovati documenti ed il Cd con il piano “Gabbia”.
La “gabbia” prevedeva una strategia terrificante in quattro passi: preparazione, creazione di uno stato di angoscia, l’appoggio dell’opinione pubblica e, infine, l'azione. Durante la preparazione si prevedeva di constatare dove vivono non-musulmani, quali luoghi frequentano, listare gli abbonati alla stampa delle minoranze e chi sono i membri delle loro fondazioni. Nel secondo passo si prevedeva di pubblicare le liste degli abbonati al giornale Agos, pubblicato da armeni di Istanbul, siti Internet islamisti, e in seguito minacciare gli abbonati al telefono e con lettere. Scrivere infine sulle pareti delle case dove abitano non-musulmani slogan razzisti. Ma l’aspetto più spaventoso è la parte “azione” dove si trovano piani per far esplodere bombe in quartieri dove vivono minoranze, attentati contro difensori dei diritti umani, mandare pacchetti sospetti a membri delle minoranze, fino al sequestro di uomini d’affari ed artisti non-musulmani e inoltre dar fuoco a luoghi frequentati da non-musulmani.
Lo stato maggiore ha reagito ed annunciato che la pubblicazione di un piano del genere da parte del quotidiano Taraf fa parte di una campagna contro l’esercito con documenti falsificati. L’esercito ha denunciato Taraf alla procura di Istanbul per diffamazione. Ma la “gabbia” non è stato il primo documento segreto scritto da militari che Taraf ha pubblicato recentemente. E che poi si è dimostrato essere vero.
Durante l’estate non-musulmani hanno infatti detto di aver ricevuto minacce al telefono nel quartiere Sisli di Istanbul e sulle isole nel mare Marmara accanto alla città e si sono trovato in questi stessi quartieri - anche a Samatya - segni misteriosi sulle porte di case dove vivono non-musulmani. Adesso tutti questi segnali appaiono come aspetti del piano “gabbia” già messi in pratica
Secondo il piano i non-musulmani sarebbero il mezzo per danneggiare il vero obiettivo, il partito di governo Akp. Per questo si volevano accusare gruppi islamisti trattandoli come delinquenti per “costruire” evidenze di un’islamizzazione del paese dovuta allo stesso partito di governo. Si calcolava che tutto questo avrebbe avuto come risultato un deterioramento dell’immagine del’Akp nella UE e negli Stati Uniti, senza il sostegno dei quali sarebbe impossibile per il partito rimanere al potere in Turchia.
I primi giorni dopo della pubblicazione di Taraf, la stampa generalista ha ignorato il piano gabbia, mas dopo l'arresto di tre colonnelli venerdì scorso, anche i giornali più venduti - come Hürriyet, Milliyet, Vatan e Sabah - hanno pubblicato i dettagli del piano. Tutto ciò aumenta la pressione sullo stato maggiore per epurare l’esercito dei membri che sono stati involti in preparazioni di golpi di stato e attività criminali. Su questo tema c’è stato anche un incontro tra il premier Erdogan e lo stato maggiore in cui Erdogan, secondo alcune fonti, ha dato un ultimatum allo stato maggiore per fare tutto ciò entro quest’anno. Altrimenti la minaccia è persino quella di una rimozione del vertice dello stato maggiore, una vera novità nella vita politica turca.



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