Amisnet, Agenzia Radio Comunitaria Campagna Supporto 2005 Amisnet


L’asse Mosca Ankara

MODELLO GIACARTA

Pesi e misure per un golpe

TURCHIA, VARATA LA CONTROVERSA LEGGE SUL CONSUMO DI ALCOOL 25/5/13

LA GUERRA DEI CURDI 11/1/13

SE ABBIAM PERSO LA TURCHIA 12/11/11

TURCHIA, RICORDANDO HRANT 21/1/10

TURCHIA, AL DTP FUORILEGGE SI SOTITUSICE UN NUOVO PARTITO CURDO 18/12/09

NOME IN CODICE “GABBIA” 30/11/09

SE LA CORTE DECIDE...DI NON DECIDERE 19/11/09

DUE LINGUE, UNA VALIGIA 1/11/09

CURDI TURCHI, IL RITORNO A CASA 23/10/09

ARMENIA/TURCHIA, LA SCOMMESSA DI BURSA 19/10/09

LA TELA SEGRETA DIETRO LA PARTITA TURCHIA-ARMENIA 8/10/09

TURCHI E ARMENI/IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA 20/12/08

SE LA CORTE DECIDE...DI NON DECIDERE 19/11/09

Le grandi difficoltà nei processi che cercano la verità sulla violenza e la morte di musulmani convertiti. Il caso di Malatya

Davanti alla corte di Malatya, l'avvocato Erdal Dogan. Testo e foto di

Ekrem Eddy Güzeldere

Giovedi' 19 Novembre 2009

Malatya – Il 18 Aprile 2007 tre protestanti sono stati assassinati nella città anatolica di Malatya. Cinque giovani hanno torturato e brutalmente ucciso tre “missionari”, due turchi e un tedesco. Però durante il processo che dura già più di due anni, è diventato evidente che i giovani assassini sono stati istigati dallo “Stato profondo”.
Il 13 novembre la corte penale di Malatya si è nuovamente riunita (era la 22ma volta) per il processo contro gli assassini di tre collaboratori della casa editrice Zirve che pubblica libri sul cristianesimo. Missionario.. In Turchia ci sono in totale non più di 4mila convertiti di chiese evangeliche e dentro queste comunità ci sono missionari stranieri, in maggioranza della Corea o degli Stati Uniti, in gran parte musulmani convertiti. Le più grandi comunità sono a Istanbul e a Smirne ma ci sono anche piccole comunità in città anatoliche come a Malatya (1100 km di Istanbul). La comunità protestante locale ha più o meno 25 membri, il loro centro non è una chiesa ma l’ufficio della casa editrice Zirve.
Benché le comunità siano piccole e i membri cittadini turchi fedeli, il fatto che turchi musulmani diventino cristiani è visto con diffidenza dallo Stato. L’argomento è che come nel Empiro Ottomano le forze imperiali hanno cercato di divedere e indebolire il paese, adesso i missionari e cristiani turchi vogliono fare lo stesso. È per l’ideologia ufficiale che ha cercato fortemente di costruire una nazione homogenea di turchi musulmani questo simplicemente consiste un attacco all’homogeneità e per questo è un pericolo.

Durante il processo si sono rivelate evidenze secondo cui la gendarmeria e il servizio secreto avevano pedinato i cristiani di Malatya per mesi. Alla corte membri della gendarmeria hanno detto che i protestanti sono stati seguiti perché membri di un banda terroristica di estrema destra. Cosi l’avvocato Orhan Cengiz Kemal chiede: “Com’è possibile torturare per ore e dopo ammazzare i tre protestanti senza che la gendarmeria lo noti”? Ma il problema per gli avvocati delle vittime è che non si può provare concretamente il coinvolgimento della gendarmeria, dell'esercito, di membri di partiti politici, giornalisti locali ecc.. Gli avvocati hanno aspettato che la procura annunciasse il suo giudizio finale, anche se “oggi (13 novembre) i magistrati volevano fare melina per avere più prove”, ha detto l’avvocato Erdal Dogan dopo un’audizione che non è durata più di mezz’ora. La procura di Malatya ha chiesto alla procura di Istanbul che sta investigando il processo Ergenekon se ci sono relazioni tra sospetti dei due procedimenti. Così sembra che la procura di Malatya voglia scaricarsi dalla responsabilità di accusare la gendarmeria.
Il sospetto principale, Emre Günaydin, aveva detto un anno fa alla corte che un giornalista locale e uno “spione” dentro la casa editrice lo avevano istigato a "fare qualcosa contro questo pericolo....e se fate qualcosa vi assicuriamo il sostegno dello Stato." Purtroppo Günaydin ha revocato questa testimonianza. E questo secondo l’avvocato Erdal Dogan di Istanbul, che segue il processo dal inizio, è perché dentro il carcere gli dicono che uscirà presto e che c'è ancora il sostegno dello Stato: “Uno si è fidanzato recentemente nel carcere pensando di uscire presto. Però su questo sbagliano, la procura chiederà tre volte la pena a vita il che significa stare in carcere almeno 40 anni. Forse dopo averlo realizzato, parleranno di nuovo delle persone che sono dietro il crimine.”
La prossima audizione sarà il 25 dicembre, così i parenti delle vittime saranno nella corte di Malatya la mattina di Natale.



Powered by Amisnet.org