|
|
IL COLPO DI MANO SULLA LIBERTA' DI STAMPA 8/12/09
FACEBOOK CENSURA LETTERA22 1/12/09
IL PREMIO "ANTONIO RUSSO" A EMANUELE GIORDANA 20/10/09
A EMANUELE GIORDANA IL PREMIO "ANTONIO RUSSO" 4/10/09
DE LIBERTATE 3/10/09
LETTERA22, ADESIONE FORTE E CONVINTA ALLA MANIFESTAZIONE FNSI 3/10/09
DE LIBERTATE2 3/10/09
IL BANDO DEL PREMIO CHATWIN
LA GUERRA A GAZA, UN GIOCO DA RAGAZZI 17/1/09
LA GUERRA A GAZA E LA BATTAGLIA PER L'INFORMAZIONE 15/1/09
SESSANTOTTO / TI RICORDI LA "ZANZARA" DEL PARINI? 25/5/08
INTERVENTISMO UMANITARIO IN BIRMANIA? GLI INTERNAUTI DICONO SI 11/5/08
BIN LADEN: NON APRITE QUEL FILE / AVVISO AI NAVIGANTI 11/5/08
ODISSEA A OAXACA 14/8/07
KENYA, ITALIANI VITTIME DI UN'ORDINARIA FOLLIA GIUDIZIARIA 1/8/07
|
|
|
|
CHIUDE IL DIARIO. DEFINTIVAMENTE 6/11/09
Requiem per uno dei migliori magazine del giornalismo italiano. Che va in pensione giovanissimo
|
Em. Gio.
Venerdi' 6 Novembre 2009
Ci son tanti modi per “celebrare” la chiusura di un giornale. Uno di questi – il più nobile per noi - è fare la conta di chi perde il lavoro. Ma nel caso del “Diario mensile”, già quindicinale e -ancora prima di una violenta cura dimagrante - settimanale (diretto e fondato da Enrico Deaglio e dallo scomparso Renzo Foa), si fa in fretta. Sette persone, compresi grafici, segreteria, direzione, redazione. Gli stessi, forse un po' meno, che in una trasmissione televisiva preparano un format che va in onda per un'ora. Gli stessi che, ai tempi d'oro del giornalismo, erano responsabili di far uscire tre pagine su un quotidiano. Pubblicità compresa.
Proprio la pubblicità (mancata) è uno dei grandi registi di questo diaricidio, rivista di buone letture che aveva abituato i suoi collaboratori a due modelli che non si usano più, desueti ormai come la carta stampata, il giornalismo indipendente e le buone maniere: la bella scrittura – nel senso della scorrevolezza ma anche di una certa attenzione alla parola e alla sintassi – e l'inchiesta, un genere di cui si è ormai già celebrato, salvi rarissimi casi, più di un funerale. I lettori (7.500, seimila dei quali lo compravano in edicola) sono i meno colpevoli. Lo “zoccolo duro” di quel giornale, pur disorientato da quattro formule editoriali nel giro di pochi anni, avevano continuato a comprarlo pagandolo 7 euro (uno a redattore potremmo dire) e forse ne avrebbero pagati anche 10 per quelle 150 pagine di buona fattura incredibilmente impacchettate dai nostri magnifici sette. Ma non c'è stato appello, né il desiderio di sperimentare nuove vie e di trasformarlo – a prezzo di un'ennesima cura dimagrante – per garantirne la sopravvivenza.
Il padre del “Diario”, Luca Formenton, editore puro e assai attaccato alla sua creatura, questa volta non ha voluto sentir ragioni. Neanche indagare se ci fosse un signor Rothschild disposto a metterci qualche centone. Era così attaccato al suo bambino – dicono gli intimi - da preferire l'infanticidio alla condivisione. L'annuncio della chiusura sarà sul Diario in edicola oggi per la penultima volta. L'ultimo numero, a dicembre, avrà per titolo, ironia della sorte, “Futuro”. (em. gio.)
Anche su IL MANIFESTO
|
|