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QUEL CLOWN NELLO SPAZIO, TRA ARTE E AZZARDO 1.10.09

“Il primo clown nello spazio della storia”, recita lo slogan riuscito. Ma Guy Laliberté, fondatore del mitico Cirque du Soleil decollato ieri per la Stazione Spaziale Internazionale come turista, ha mille vite tra arte, azzardo e umanitario: rla passione per il tavolo da gioco che lo ha aiutato a costruire il suo impero miliardario, in nome del rischio, i leggendari party selvaggi, il fiuto per gli eventi. Un racconto

Lucia Sgueglia

Giovedi' 1 Ottobre 2009
Lucia Sgueglia
MOSCA – Un bacio alla moglie col naso rosso da pagliaccio prima di decollare per il suo sogno da 35 milioni di dollari, una foto ricordo coi compagni di viaggio, professionisti e non dilettanti del cosmo come lui, indosso le magliette coi ringraziamenti all’agenzia spaziale russa e un’omaggio a Bianco sole del deserto, il mitico “eastern movie” sovietico che resta il favorito dagli astronauti lassù sulla Stazione Spaziale Internazionale. Guy Laliberte’, fondatore del mitico Cirque du Soleil, a 50 anni ce l’ha fatta, a prendere da turista – il settimo dal 2001 - quel “taxi per le stelle” (la russa Sojuz) che per qualche anno potrebbe essere l’ultimo, dato l’affollamento sulla rotta per la Iss di astronauti “veri” dopo il default dello shuttle Usa, dirottati su Mosca. Col russo Maxim Suraiev e lo statunitense Jeffrey Williams, prossimo capo della Stazione, Laliberte’ per 12 giorni – approdo previsto il 2 ottobre - porterà negli astri il suo messaggio per il mondo: pubblicitario, e umanitario. Con una “mega show artistico planetario” che dirigerà dal cielo in contemporanea con 14 città dei cinque continenti, il 9 ottobre. Ospiti U2, Al Gore, Peter Gabriel, Shakira, tutti per una buona causa: attirare l’attenzione sulla scarsità delle risorse idriche nel mondo, problema cui Laliberté ha dedicato la fondazione One Drop. Lui, che nel 1984 ebbe l’idea geniale di un circo teatrale itinerante, niente animali ma tanta poesia e uno staff di 4mila artisti da tutto il mondo, diventato un successo internazionale, e un business miliardario: oggi il fondatore del Cirque è 261esimo uomo più ricco del pianeta, con un patrimonio di 2,5 miliardi di dollari. All’equipaggio della Iss porterà in dono 9 nasi rossi: «Vado con il mio senso dello humour, anche nelle cose serie merito un posto», «è una missione sociale e poetica», «La prima cosa da fare volando lassù è liberarsi di tutte le paure», ha detto alla vigilia del lancio, ieri mattina da Baikonur, il mitico cosmodromo in Kazakhstan che nel 1961 vide il volo di Juri Gagarin.
“Il primo clown nello spazio della storia”, recita uno slogan riuscito. Lui ama definirsi saltimbanco, trampoliere, mangiatore di fuoco, suonatore in strada dall’età di 14 anni: le mille vite del “favoloso impresario” come lo chiama una biografia uscita quest’anno negli Usa. Che racconta la carriera parallela di “Re Mida Guy”: la passione per l’azzardo oltre la pista da circo, che lo ha aiutato a costruire il suo impero, in nome del rischio. Giocatore di poker professionista, capace di vincere 696mila dollari in una sola mano al tavolo verde, e organizzare, agli esordi, show senza il carburante necessario per spostare gli artisti, poi “salvato” dal tutto esaurito. I suoi leggendari party selvaggi, zeppi di celebrità, che per il mostruoso rumore ha spostato dalla sua villa fuori Montreal al vicino aeroporto. Il fiuto per gli eventi: c’è la sua bacchetta anche dietro la storica reunion dei Beatles nel 2006 a Las Vegas.


Sul Messaggero di Roma



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