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CHAVEZ MULTIPO(PO?)LARE: DAL RED CARPET ALLA PIAZZA ROSSA

Sbarca a Mosca dopo la passerella di Venezia il leader venezuelano: shopping di armi "sottobanco", accordi energetici, un pizzico di antiamericanismo e un annuncio “a sorpresa”: sì all'indipendenza di Abkhazia e Sud Ossezia. Tutto in nome di un mondo multipolare.

Lucia Sgueglia

Venerdi' 11 Settembre 2009
MOSCA – Le armi sottobanco, l’energia alla luce del sole, un pizzico di antiamericanismo e un annuncio “a sorpresa” che fa gongolare Mosca. Tutto in nome dell’asse mondiale per un mondo multipolare di cui il Cremlino vuol farsi portabandiera. Festeggia l’arrivo in Russia, il venezuelano Chavez che da queste parti è di casa dal 2005, annunciando il proprio appoggio all’indipendenza dalla Georgia di Abkhazia e Ossezia del Sud: dopo la Russia, il sandinista Nicaragua e Hamas. “Un annuncio irrilevante da un paese marginale”, lo bolla Tiblisi. Ma “Il ‘dittatore’ rosso, passato dal red carpet alla Piazza Rossa” come scrive Ria Novosti, ha senso dello spettacolo: a Venezia leader popolare riscattato da Oliver Stone, a Mosca approfitta della platea d’onore offerta dagli amici russi per lanciare bordate contro gli Usa: «il principale terrorista del mondo», un «boa che inghiotte le piccole nazioni».
Poi, gli affari. Di quei 100 blindati che per indiscrezioni della stampa i russi dovevano vendere ieri a Chavez, non c’è traccia: “Ma a volte tali contratti non si firmano in pubblico” suggerisce lo zar russo, aggiungendo che Mosca continuerà a fornire il paese sudamericano di armamenti "nel rispetto degli impegni internazionali", come del resto fa già dal 2005 (4 mld. di dollari tra elicotteri, aerei da combattimento, Kalashnikov). “Continueremo ad accrescere il nostro potenziale difensivo. Ma senza ambizioni aggressive” assicura Chavez. Ma dietro il riconoscimento delle due repubbliche ancora in bilico dopo la guerra del 2008, ci sarebbe un baratto col Cremlino, scrive Kommersant: Caracas ha bisogno di un credito di Mosca per acquistare sottomarini diesel, elicotteri e missili per 300 milioni di euro. Mosca allunga poi le mani sui giacimenti sudamericani, annunciando joint venture tra la petrolifera venezuelana Pdvsa e le big russe Gazprom, Rosneft, Lukoil, Tnk-Bp, Surgutneftegaz, Transneft. Elogio finale di Chavez per Putin: “l'impero yankee è in declino e cadrà nei prossimi decenni», mentre«la superpotenza russa, nonostante la crisi si tiene fermamente sulle sue due gambe» e «Credo che Putin e Medvedev lasceranno dietro di loro una grande eredità, non solo per la Russia ma per il mondo intero”.

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