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10 ANNI DI PUTIN

Da quel 9 agosto 1999, quando la consegna dello scettro da parte dello stanco Corvo Bianco nelle mani di uno sconosciuto funzionario del kgb sorprese tutti. A oggi. Anche in vacanza, Vladimir Vladimirovich Putin ci tiene a mostrarsi a tv e fotografi in gran forma fisica e superattivo. Ma la crisi pesa, anche sulla popolarità del politico più amato di Russia dice un sondaggio. Per i russi però, migliore alternativa a VVP per ora non c'è.

Lucia Sgueglia

Giovedi' 6 Agosto 2009
MOSCA – Instancabile lo è sempre, anche ora che sta per “festeggiare” 10 anni al potere nella sua Russia. Da premier a zar, a premier. Ma per i russi resta un supereroe, come ai tempi dell’energoboom che risollevò il paese dalle ceneri dell’Urss?
Anche in vacanza, Vladimir Vladimirovich Putin ci tiene a mostrarsi a tv e fotografi in gran forma fisica e superattivo. Dopo i celebri sfoggi di pettorali cui ci aveva abituato da zar, quest’estate supera se stesso facendosi immortalare in pochi giorni prima a bordo di un sottomarino sul fondo del lago Baikal, poi a infilare al collo di un delfino un trasmettitore satallitare nel Far East russo, infine nella siberiana Tuva tra pesca nel fiume, colazione con un pastore, a cavallo a torso nudo. Per poi annunciare l’apertura di nuove fabbriche. Abile operazione di autopromozione che in tempi di crisi torna utile: l’immagine di un leader che non perde mai di vista i problemi del paese.
Ma la crisi pesa, anche sulla popolarità del politico più amato di Russia. Secondo un sondaggio del centro indipendente Levada, il 35 per cento dei cittadini boccia Putin nella lotta alla corruzione, il suo cavallo di battaglia. Per il 23% ha messo a bada gli oligarchi – lo schiaffo a Oleg Deripaska a Pikalevo non si dimentica - ma evidentemente il restante 77% non è d’accordo. Appena il 19% crede abbia fatto un buon lavoro contro la criminalità organizzata (che controllerebbe il 40% delle risorse finanziarie e industriali del paese). Nessuno gli contesta il miglioramento della situazione economica sotto il suo regno, indubbia. La crisi, insomma, riporta alla luce gli spettri pre-boom, l’era Eltsin dominata da caos e mafie. E proprio quegli spettri spingono i russi ad aggrapparsi a Putin nonostante tutto: per il 63% è un bene per il paese la concentrazione di potere nelle sue mani. Insomma, alternativa per ora non c’è.
A dedicargli la prima copertina per il decennale é Vlast, settimanale del Kommersant. Nella foto in prima Putin fa l’occhiolino con un mezzo sorriso; all’interno una caricatura lo ritrae severo e con un fascio di redini in mano - dove vadano a finire non è visibile. Ritratto perfetto della duplicità dell’immagine del leader per il suo popolo. Nel ricordo di quel 9 agosto 1999, quando la consegna dello scettro da parte dello stanco Corvo Bianco nelle mani di uno sconosciuto funzionario del kgb sorprese tutti. Qualcuno fa analogie col nuovo zar Medvedev, che ora inizia a camminare da solo. Cos’ha il giovane Dmitri più di Putin, chiede il giornale agli esperti? “Avere un Putin al suo fianco”, una delle risposte.

.Oggi sul Messaggero



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