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OBAMA A MOSCA, NIENTE OBAMAMANIA, SOLO SPERANZE DI APERTURA 6/7/09

Obama sta per sbarcare in Russia, la prima volta da presidente. Una 3 giorni ricca di attese. Ma sui risultati, esperti russi scettici, e popolo indifferente. Verso il G8. L Sgueglia segue l'incontro in diretta su SkyTG24. Domani l'articolo

L. Sgueglia

Lunedi' 6 Luglio 2009
Un fatto solo è certo, mentre Obama vola a Mosca dove lo aspetta la pioggia e un’accoglienza non trionfale: il testo del documento sul disarmo nucleare, è pronto, la firma dovrebbe arrivare oggi, nel primo incontro col presidente russo Medvedev. Ma per il sì vero alla riduzione delle testate si dovrà aspettare almeno dicembre. Altri risultati concreti per il primo summit bilaterale coi russi dopo l’era Bush, non se ne intravedono. Perché i problemi restano tutti sul tavolo, e sono concatenati come un cane che si morde la coda: Mosca vorrebbe la rinuncia allo scudo spaziale Americano, Obama non pare pronto a concederla, almeno non subito. Ucraina, Georgia, Nato restano uno scoglio, l’Iran su cui gli Stati Uniti avrebbero bisogno della mediazione russa, di nuovo un problema dopo che Mosca ha dato pieno appoggio alla rielezione di Ahmadinejad. I possibili baratti ventilati, paiono per ora poco probabili. Intese possibili su Afghanistan e Nord Corea.
La strada insomma per Obama è in salita a Mosca, e qualche trappola forse lo attende. Primo, lo sgambetto che potrebbe fargli il premier Putin. Perché dopo il pulsante del “reset”, Obama ha scelto una strategia rischiosa: ha provato a premere il tasto “cancella” su Vladimir Putin, giocandosi la carta del giovane zar Medvedev. Putin, lo ha attaccato alla vigilia della visita dandogli del vecchio, con un piede nel passato della guerra fredda, per poi correggere un po’ la rotta nell’intervista rilasciata ai medi russi. Prevedibile che il vecchio zar non gliela farà passare liscia.
A irritare il Cremlino potrebbe essere anche l’incontro con esponenti dell’opposizione.
Prima volta a Mosca da presidente per Barack: i russi, si sa, non sono minimamente contagiati dalla Obama mania. Soprattutto ora han ben altro a cui pensare, la crisi che li atterra. Qualcosa perà hanno in comune con gli americani, l’ossessione per la sicurezza: città blindata fin nell’alto dei cieli. Per gli esperti russi invece, lanciati da settimane in conferenze, forum e speculazioni d’ogni tipo sul futuro delle relazioni Usa-Russia, ai limiti del cabalistico, il cambiamento per ora è solo cosmetico: non si vede nessun cambiamento sostanziale verso la Russia dalla linea Bush, se non di stile e sorrisi. E questo è ciò che più importa al Cremlino. Obama ce la potrà fare solo se mostrerà di considerare Mosca come un partner alla pari, degno di rispetto.

In diretta su SkyTG24



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