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G8: LA DICHIARAZIONE FINALE DEI MINISTRI DEGLI ESTERI 26/6/09

Dall'Iran alla pirateria in Africa i sei punti della dichiarazione finale dell'incontro dei ministri degli Esteri del G8 a Trieste.

Andrea Pira

Venerdi' 26 Giugno 2009

Iran, Medio Oriente, Corea del Nord, Africa, pirateria e non proliferazione. Sono questi i punti chiave della dichiarazione finale dei ministri degli Esteri del G8, riuniti a Trieste per l'ultimo incontro tematico prima del vertice dell'Aquila fra due settimane.
In primo piano la violenta repressione delle proteste post-elettorali, che dal 13 luglio infiammano l'Iran. Nella dichiarazione finale dell'incontro gli otto ministri degli Esteri si dicono preoccupati per gli sviluppi della situazione a Teheran; pur esprimendo pieno rispetto per la sovranità dell'Iran, «deploriamo la violenza post-elettorale, che ha portato alla perdita di vite umane – scrivono nel documento finale- e chiediamo al governo iraniano di garantire che la volontà del popolo iraniano sia rispecchiata nel processo elettorale».
I ministri auspicano una soluzione diplomatica della questione nucleare iraniana, impegnandosi «a rafforzare gli sforzi globali di non proliferazione attraverso il rafforzamento dei regimi multilaterali». Un impegno al quale corrisponde una forte condanna al test nucleare nordcoreano del 25 maggio scorso. «Chiediamo alla Corea del Nord di rispettare gli obblighi derivanti dalle risoluzioni dell'Onu, di non condurre altre azioni destabilizzanti» afferma il documento.
E al rispetto degli obblighi sono richiamati anche Israele e i leader palestinesi. A Trieste,oltre ai ministri degli Esteri, è presente anche il Quartetto composto da Nazioni unite, Russia, Stati uniti e Unione europea, i quattro chiedono espressamente a Tel Aviv «il congelamento dell'attività di insediamo» nei Territorio occupati.
Pirateria e Africa i capitoli finali. La minaccia dei pirati lungo le coste orientali del Continente Nero preoccupa gli “Otto Grandi” disposti ad offrire agli stati africani «ulteriori opportunità per la formazione e l'addestramento di una guardia costiera», pur auspicando l'abbandono del «binomio superato donatori-beneficiari di aiuti».





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