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Un anno fa sempre alla “Davos russa”, lo zar del Cremlino elogiava la Russia “isola di stabilità”. Oggi che anche a Mosca gli indicatori segnano rosso – assente l’”ottimista” premier Putin impegnato a spegnere rischi di crack per il paese ,- in Russia per un giorno vince il partito dei pessimisti (nella foto: G. Schroeder e A. Kudrin all'International Economic Forum di San Pietroburgo)

Lucia Sgueglia

Sabato 6 Giugno 2009

SAN PIETROBURGO – Crisi mondiale, il peggio è passato? «Ancora presto per stappare lo champagne”. Lo ammette Dmitri Medvedev al Forum Economico Internazionale di Pietroburgo, e stavolta senza far sconti alla Russia: “Nelle ultime settimane si notano segnali di lieve ripresa. Probabilmente la crisi ha raggiunto il suo apice, ma è presto per festeggiare». Un anno fa sempre alla “Davos russa”, lo zar del Cremlino elogiava la Russia “isola di stabilità”. Ma oggi che anche a Mosca gli indicatori segnano rosso – assente l’”ottimista” premier Putin impegnato a spegnere rischi di crack per il paese - per un giorno vince il partito dei pessimisti. Previsioni nere condivise dal ministro delle finanze Kudrin: «Credo che non abbiamo ancora toccato il fondo», una seconda ondata di crisi è “inevitabile”.

Ma dal Forum, dove ha dominato il tema energia (esperti ed economisti hanno indicato fra 70 e 80 dollari il prezzo ideale del barile, e Mosca si è detta favorevole a creare una Agenzia petrolifera globale, idea lanciata dall'ad Eni Scaroni), arriva anche qualche “buona notizia”. La Cina sta pensando di acquistare 50 miliardi di dollari di bond del Fondo monetario internazionale, parte del “paniere” di 500 miliardi di dollari che l’organizzazione sta raccogliendo per soccorrere con prestiti le economie più in difficoltà; cui già Usa, Ue e Giappone contribuiscono con 100 mld. ciascuno. Poi il Wto, sulla cui soglia la Russia aspetta da anni: giovedì dal commissario Ue al commercio Ashton è emersa la disponibilità di concludere entro quest'anno il processo negoziale per l'ingresso di Mosca. E la speranza di sciogliere tutti i nodi entro il vertice Usa-Russia di luglio. D’accordo il governo italiano che chiede di accelerare, col ministro dello sviluppo economico Scajola presente a Pietroburgo: per fornire «maggiori tutele alle imprese italiane contro le derive protezionistiche e contro la contraffazione». Una risposta indiretta alla polemica del Pd sui dazi russi per i mobilieri italiani.

Oggi sul Messaggero nelle pagine di Economia



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