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Il Palestinian Literature Festival è stato bloccato dalle autorità israeliane. Non s'ha da fare, ma il console britannico ha invitato tutti a casa sua, al British Council

Paola Caridi

Venerdi' 29 Maggio 2009
La seduta inaugurale del Palfest, il Palestinian Literature Festival, era stata bloccata sabato scorso a Gerusalemme dall'intervento della polizia israeliana, che aveva impedito l'incontro al Palestinian national theatre, nella zona est, la zona araba. Lo stesso è successo ieri sera, sempre al Palestinian National Theatre, sempre per l'intervento della polizia israeliana. Sembra che la ragione dell'ordine di blocco della manifestazione fosse il fatto che l'ANP fosse tra gli organizzatori del Palfest. Fatto smentito dagli scrittori inglesi che hanno partecipato a questa seconda edizione di reading, incontri, serate culturali dal 23 al 28 maggio, tra Gerusalemme est, Jenin, Ramallah, Betlemme, sotto il patrocinio dell'Unesco e de British Council.

La serata, comunque, si è svolta ugualmente, e sempre a Gerusalemme est. Grazie all'intervento diretto del console generale britannico a Gerusalemme, che ha invitato scrittori e pubblico a compiere la breve passeggiata che separa il Palestinian National Theatre dal British Council. Reading e buona musica sono andati in onda nel piccolo giardino del British Council, dopo le parole piuttosto dure del console generale per la decisione delle autorità israeliane. Una sostanziale riedizione di quello che è successo il 23 maggio, quando a prendere in mano la situazione era stato, invece, l'addetto culturale francese, che aveva invitato gli scrittori a un'altra breve passeggiata, quella che separa - sempre a Gerusalemme est - il Palestinian National Theatre dal Centre Culturel Francaise, per ovviare alla presenza dei soldati israeliani e all'impossibilità di riunirsi nel piccolo teatro.

La diplomazia francese e britannica a Gerusalemme, insomma, ha reagito piuttosto duramente contro le decisioni delle autorità israeliane. E un comportamento del genere non si è verificato molto spesso, in questi ultimi anni. Così come non si è verificato spesso che fosse impedita addirittura una serata tutta culturale. La reazione di Ahdaf Soueif, scrittrice egiziana e inglese: "Questo vuol dire che dobbiamo continuare ad affrontare la cultura del potere col potere della cultura".

Non c'è stata, per ora, nessuna reazione da parte degli scrittori israeliani.

Aggiornati anche sul blog di Paola Caridi invisiblearabs



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