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MEDVEDEV, SAAKASHVILI E LA LEZIONE DELLA STORIA 10/5/09

Monito implicito alla Georgia dalla Piazza Rossa nel giorno della Vittoria sovietica sul fascismo: ÂÇqualsiasi aggressione contro i nostri cittadini avrÃÊ un'adeguata rispostaÂÈ, parola di Dmitri Medvedev. Mentre nel silenzio una settimana fa il Cremlino ha concluso un accordo per il controllo congiunto dei “confini” con le due repubbliche secessioniste georgiane dell'Ossezia del Sud e Abkhazia (foto_Telegraph)

Domenica 10 Maggio 2009
Lucia Sgueglia
MOSCA – Attenzione a chi si lancia in “avventure militari”: non dimentichi la seconda guerra mondiale che, con la vittoria sovietica sul nazismo e il suo tragico bilancio di vittime, è “la più grande lezione del 20esimo secolo”. L’avvertimento viene da Dmitri Medvedev, ieri, nel giorno della Vittoria sulla Piazza Rossa teatro di una parata militare da 5 milioni di euro. Il destinatario implicito pare ovvio: la Georgia di Mikhail Saakashvili, sconfitta nella guerra dei 5 giorni ad agosto scorso. Dando il via alla sfilata lo zar russo ha indicato il significato storico della ricorrenza, e il suo senso per il futuro. La Russia, ha detto, si sta dotando di un esercito moderno, e pur auspicando un futuro di pace per il suo paese ribadisce: ÂÇqualsiasi aggressione contro i nostri cittadini avrÃÊ un'adeguata rispostaÂÈ. Pensando forse, anche ai secessionisti osseti del sud e abkhazi, cui Mosca ha donato un passaporto russo. Solo una settimana fa, mentre Obama e il mondo erano distratti dalla febbre messicana, il Cremlino ha concluso con le due repubbliche ribelli un accordo per il controllo congiunto dei “confini”: guardie di frontiera russe pattuglieranno la “buffer zone” che separa le due regioni dal resto della Georgia. Le truppe federali giÃÊ la monitorano provvisoriamente dall’estate scorsa, ma ora l’accordo non fissa alcuna durata. Rischiando di alimentare nuove tensioni con gli Usa: il Dipartimento di Stato ha espresso “seria preoccupazione”, denunciando una violazione del cessate il fuoco.
Ma alla guerra fredda il nuovo leader del Cremlino pare meno interessato che a consolidare la propria leadership. Più sobria la parata dallo scorso anno nonostante le cifre, in un’atmosfera di festa - complice il cielo terso garantito da agenti chimici scaccianuvole, una fanfara di mille orchestrali, meno simboli sovietici e quel mausoleo di Lenin coperto da una bandiera russa che ha fatto inorridire il comunista Zyuganov - Medvedev ha chiosato : “Da quel 9 maggio 1945 sono passati 64 anni. Il mondo è completamente cambiato, noi abbiamo un nuovo paese. Ma la memoria dei veterani resta il primo valore per la nostra societÃÊ”. Approfittandone per sponsorizzare la propria proposta di un Trattato comune sulla sicurezza Europea, per risolvere ÂÇin modo esclusivamente pacifico tutti i conflittiÂÈ.

Oggi sul Il Messaggero



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