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Parte il viaggio in Terrasanta di Benedetto XVI. E la regina Rania fa la cronaca su twitter

Paola Caridi

Sabato 9 Maggio 2009
Gerusalemme – La cronaca più singolare della prima giornata di Benedetto XVI ad Amman l’ha certamente scritta la regina Rania di Giordania, alla sua comunità virtuale su twitter. Un semplice sms da far girare su internet in tempo reale, completamente fuori dal protocollo, che è possibile leggere sulla sua pagina, http://twitter.com/QueenRania. “Sono appena andata in elicottero all’aeroporto per ricevere il Papa. Guidava mio marito, con piglio acrobatico per fermare le farfalle nello stomaco : ). Ve l’avevo detto che era un uomo d’azione!”. E poi un altro, dopo le parole pronunciate dal pontefice all’arrivo ad Amman, di fronte alla coppia reale, ai leader religiosi cristiani e musulmani, alla banda con cornamuse e tamburi. “Appena ascoltato il discorso del Papa. La nostra regione ha bisogno di messaggi di Pace così”.
Papa Benedetto è entrato ieri in Terrasanta da una porta più aperta di molte altre, nella regione: la Giordania di re Abdallah e di sua moglie, la palestinese Rania. Ad Amman, la città che ha dato il nome a uno dei messaggi più conciliatori arrivati da autorità religiose musulmane del mondo arabo e non solo. Ed è dunque da Amman, dall’aeroporto internazionale dov’erano ad attenderlo i reali hashemiti, che il pontefice romano ha cercato di accorciare le distanze con un islam che non ha ancora dimenticato le ruggini del discorso di Ratisbona del 2006.
Lo ha detto a chiare lettere: “la mia visita in Giordania mi dà l’opportunità per parlare del mio rispetto profondo verso la comunità musulmana, e di pagare il tributo alla leadership mostrata dal re nel promuovere una comprensione maggiore delle virtù dell’islam”. Una leadership, insomma, che dovrebbe spingere a “un’alleanza delle civiltà tra l’Occidente e il mondo musulmano”. Parole conciliatorie, in apertura di una visita segnata già dalle polemiche e dalle richieste di scuse da parte di settori dell’islam politico, anche in Giordania. Parole unite anche ai ringraziamenti del papa al re di Giordania per la sua politica di accoglienza delle comunità cristiane, ivi compresi quegli iracheni di fede cristiana che si trovano nel più ampio bacino dei profughi scappati dall’Iraq in guerra.
Dopo i discorsi inaugurali, Benedetto XVI è andato a visitare un centro di riabilitazione per handicappati nel centro Regina Pacis di Amman, prima di incontrare di nuovo, a sera, i reali hashemiti.
È, però, la Gerusalemme in cui Benedetto XVI arriverà lunedì al centro dei pensieri. Già nei primi atti del pellegrinaggio in Terrasanta del papa. Non ne parla il pontefice. Ne parla invece re Abdallah II, che dei luoghi santi musulmani a Gerusalemme è il custode, come discendente del profeta Maometto. “I luoghi santi devono essere protetti, e l’identità di Gerusalemme deve essere preservata”, ha detto il monarca nel suo discorso di benvenuto, in un chiaro riferimento all’alta tensione che si sta vivendo nelle ultime settimane nella parte est di Gerusalemme, dove vivono oltre 200mila palestinesi, e dove sono partiti da parte delle autorità israeliane gli ordini di demolizione che coinvolgono migliaia di famiglie. Una decisione su cui le Nazioni Unite hanno espresso forte preoccupazione.

Leggi la cronaca anche sui giornali locali del gruppo Espresso-Repubblica

Aggiornati anche sul blog di Paola Caridi invisiblearabs



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